Sextortion. La nuova truffa via Web arriva dalle Filippine

sextortion

Uomo, giovane, sensibile, con dei rapporti famigliari molto stretti: è la vittima ideale dei truffatori on-line dediti alla sextortion (straitstimes.com)

Edimburgo – L’ultimo pericolo proveniente dalla Rete si chiama sextortion ed ha già colpito qualche migliaio di persone in tutto il mondo. La sextortion altro non è che una truffa a base di sesso e relativa estorsione orchestrata per lo più da bande criminali filippine.

In questo nuovo fenomeno estorsivo virtuale è facile cadere tanto quanto appare complicato e drammatico riuscire ad uscirne. Lo sa bene la famiglia dell’adolescente scozzese Daniel Perry il quale, l’anno scorso, coinvolto nella truffa, si tolse la vita. Il resto lo racconta il giornalista Angus Crawford per Bbc News.

LA STORIA DI DANIEL - Perry, 17 anni di Dunfermline, era stato invitato a partecipare a una sex rendezvous su Skype da quella che credeva essere una giovane coetanea incontrata on-line sui social media. La realtà era ben diversa: si trattava di un gruppo di delinquenti di origini filippine che pare fossero soliti adescare uomini e, dopo averli convinti a tenere atteggiamenti espliciti davanti una web-cam, ricattare minacciando la divulgazione dei filmati.

Il giovane Daniel – come ha potuto ricostruire Crawford che ha seguito l’inchiesta giudiziaria in seguito allla morte del ragazzo – aveva ricevuto e-mail e messaggi intimidatori molto violenti. In essi si chiedeva alla vittima somme di denaro in cambio del silenzio, dopodiché le minacce erano diventate più esplicite: «Ti farò soffrire»«Suicidati ora»«Non sei ancora morto?». Nel luglio del 2013, Daniel Perry si getta dal Forth Bridge.

SEXTORTION DILAGANTE – In seguito al sextortion ai danni di Daniel, il maggio scorso sono state arrestate tre persone originarie di Manila, Archie Tolin, 20 anni, Jomar Palacio, 23 anni, e Vincent Bravo, 22 anni, i quali hanno negano qualsiasi tipo di coinvolgimento nel suicidio del ragazzo, ma le autorità britanniche hanno già chiesto l’estradizione dei tre uomini affinché vengano giudicati in Gran Bretagna. Questione non facile: le Filippine affrontano con nota lentezza le faccende di ordine gidiziario e le attese si allungano ulteriormente nei casi che coinvolgono altri paesi. La vicenda diventerà probabilmente diplomatica.

Nel mentre, la morte di Daniel mette il punto sul problema: il sextortion dilaga soprattutto nelle Filippine ma si sta affermando anche in Occidente, almeno secondo quanto spiega l’ufficiale di polizia Jocar Samenian: Internet è un ottimo mercato per i truffatori soprattutto nelle zone più povere del paese e tanti preferiscono pagare pur di non subire l’onta della vergogna. Sicché l’assenza di denunce e l’omertà sono all’ordine del giorno e i criminali possono arrivare a fatturare anche 3.000 sterline (4.700 dollari).

Racconta Samenian: un capobanda può arrivare a estorcere 1,5 milioni di sterline (2,3 milioni di dollari) in soli 10 mesi. Una fortuna.

TIPOLOGIA DELLE VITTIME – Le vittime sono soprattutto uomini, spesso giovani o facilmente sensibili ed impressionabili. Si sentono lusingati dal fatto che una giovane e bellissima donna dimostri loro interesse, li contatti via Web, li provochi sessualmente. Poi, quando arriva il ricatto, crolla loro il mondo addosso: il pensiero che la famiglia, i figli, gli amici, i colleghi, siano messi a conoscenza delle loro leggerezze e li giudichi, è la spinta coercitiva più potente. Così si tace e si paga. O peggio.

Chantal Cresta

Foto || straitstimes.com; wearththecapekids.com

 

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