Sexting: il gioco proibito e pericoloso degli adolescenti

Il sexting dilaga tra i giovanissimi: circa una adolescente su quattro ha scambiato messaggi sessualmente espliciti con coetanei. Un fenomeno preoccupante

sexting

La pratica del sexting è sempre più diffusa, soprattutto tra gli under diciotto (thesundaytimes.co.uk)

Si chiama sexting e da qualche tempo si sta affermando in tutto il mondo come la nuova frontiera della sessualità 2.0. Il neologismo si riferisce alla moda di “fare sesso“ tramite l’invio di messaggi, utilizzando principalmente i dispositivi mobili, soprattutto i modernissimi smartphone. Può trattarsi di sms, mms, ma sono soprattutto le immagini a impazzare tra chi fa sexting, sessualmente esplicite, per un verso divertenti, ma pericolose se immesse nel circuito del web.

LA MINACCIA DEL SEXTING TRA ADOLESCENTI - A praticare questa forma di “sesso virtuale” sono soprattutto i giovanissimi: secondo un sondaggio condotto negli Stati Uniti, Paese in cui il fenomeno ha avuto origine, il 20% dei ragazzi tra i 16 ed i 19 anni pratica il sexting. In Italia, emerge da un’indagine nazionale condotta da Telefono Azzurro ed Eurispes che circa un ragazzo su quattro ha fatto sexting almeno una volta, nel 47% dei casi tra i 10 ed i 14 anni. Una tendenza preoccupante, in costante crescita, che allarma sull’avanzata del porno tra i giovanissimi e sul rischio di un utilizzo pedo-pornografico delle immagini lasciate circolare senza troppa cura sul web.

COME FUNZIONA - Il sexting assume una diversa consapevolezza se praticato dagli adulti, anche se ciò non elimina le controindicazioni che questo gioco pericoloso si porta dietro. Le istruzioni per l’uso sono sempre le stesse: fotografarsi in atteggiamenti più o meno hot e inviare l’immagine al destinatario, spesso accompagnata da sigle di non facile decifrazione, ma che alludono a significati ben precisi. È soprattutto nelle chat che l’universo dei codici prende forma: si va da “Asl”(age, sex, location), nella fase del primo approccio, al decisamente più esplicito “Iwsn”(I want sex now), nella fase avanzata, o almeno teoricamente, della conoscenza virtuale. Nessuno spazio all’immaginazione, tanto che in Inghilterra è nato addirittura un mini-dizionario che raccoglie tutti i termini che ruotano attorno al sexting, pubblicato sul sito del prestigioso quotidiano britannico The Guardian. Diverso il caso in cui a fare sexting è una coppia che si lascia stuzzicare dall’invio di immagini hot del proprio partner, ma occhio a far sì che gli scatti restino nei telefoni dei destinatari.

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Snapchat è l’applicazione più utilizzata per fare sexting, perchè autodistrugge le immagini dopo pochi secondi (guestofaguest.com)

SNAPCHAT, L’APP PIÚ UTILIZZATA PER IL SEXTING - Sono molte le app degli smartphone utilizzate per condividere contenuti in tempo reale. Una delle più famose e scaricate applicazioni di instant messaging si chiama Snapchat, diffusa principalmente tra i teenagers americani, che permette lo scambio immediato di immagini e video, compresi quelli più sessualmente espliciti.  Sarebbe infatti l’app ideale e la più utilizzata tra i giovanissimi per praticare sexting. Secondo un’indagine del portale Skuola.net, in Italia il 54% degli utilizzatori dell’app è composto da adolescenti tra i 14 ed i 19 anni, perlopiù donne. Sembrerebbe che il successo dell’applicazione – soprattutto sul fronte del sexting – derivi dalla sua peculiarità di cancellare automaticamente le immagini massimo dieci secondi dopo la visualizzazione da parte dell’utente, caratteristica che invoglierebbe la condivisione nella tranquillità di non lasciare tracce compromettenti. In realtà, le foto rimangono nella memoria degli smartphone ed è facile per il destinatario ricorrere a stratagemmi per salvarle prima che si autodistruggano (basterebbe effettuare un semplice salvataggio della schermata). Proprio per prevenire quanto possibile messaggi sgradevoli, l’applicazione ha introdotto recentemente la funzione replay, che permette di rivedere immagini e video, ma limitatamente ad un’opportunità al giorno e solo con l’ultimo messaggio ricevuto. Una funzione che potrebbe scoraggiare contenuti offensivi, o comunque spingere a riflettere qualche secondo in più prima di condividere, se non fosse così limitata. Probabilmente, rimuovere con tanta facilità l’elemento che ha decretato il successo dell’app, ovvero l’autodistruzione dei contenuti, pur se a tutela degli utenti, non è poi così prioritario.

In varie parti del mondo si sta cercando di intraprendere la via della normativa di legge per arginare gli effetti collaterali da sexting, tutelando coloro che lo praticano. In Australia, così come in California e nel New Jersey, esistono leggi per le quali è illegale rendere pubbliche immagini private e provocatorie senza il consenso della persona interessata: pena multe cospicue e carcere fino a sei mesi. Iniziative limitate e di scarso successo, che rendono tangibile la difficoltà di arginare un fenomeno sempre più pericoloso, quello del sesso condiviso in rete.

Cristina Casini

@cristina_casini

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