Sessomatto? Con gli amici ancora di più

Tutti abbiamo pensato che Superman e Wonderwoman nascondessero qualcosa…

Dopo l’esordio dedicato all’orgasmo femminile, vero o simulato, guidati da Lady G.odiva, la seconda puntata della rubrica Nonsolosesso esplora un nuovo ed affascinante tema.

Se si ha la fortuna di vivere in un Paese di lingua anglosassone non c’è bisogno di usare strani eufemismi o giochi di parole perché esiste un termine preciso, e da quello una sigla (FwB), per definire l’amico o l’amica con cui, per caso o destino, ci si ritrova ad intessere una relazione sessuale: Friend with Benefits. Per ‘benefici’, o meglio sarebbe tradurre vantaggi, si sottende quel surplus di intimità e compagnia che l’amico/a in questione può offrire tra le lenzuola, dove passa decisamente in secondo piano il fattore amicizia in favore di un totale ed inebriante arrapamento.

Le tranquille chiacchierate davanti ad una birra o uno spritz diventano un sequel di suoni inarticolati, grugniti e mugugni, sospiri e languidi «ah! Uhmm..sì..oh, sì…sì…». Gli scambi d’affetto amicali e innocenti – il bacio sulla guancia, l’abbraccio – lasciano il posto a tutto il repertorio più hard di palpeggiamenti, leccatine e strusci, declinando per chi osa di più in forme sadomaso di sculacciamenti.

Qui da noi, nel Belpaese, le denominazioni sono tra le più varie e curiose e ad ognuno è toccato imbattersi in almeno un paio.

Si parte dal più tradizionale e semplice “amico di letto”, da non confondere con l’amico “diletto”, anche se entrambi condividono il fatto di essere molto cari al soggetto in questione e davvero degni di lode per le loro virtù: il primo per motivi di natura strettamente fisica – spesso e volentieri misurabile e quantificabile con almeno due unità di misura, i centimetri per le dimensioni e i secondi (minuti nei casi più fortunati) per la durata – e il secondo il più delle volte per ragioni morali e spirituali. Sciarade a parte, l’amico di letto fa venire in mente il vicino di barella quando si è ricoverati in ospedale e, a meno che non si tratti di David Beckham che si è rotto il menisco, l’individuo è di norma in grado di suscitare tutto fuorché eccitanti perversioni sessuali.

Da una compagna dei tempi universitari sentii il termine “amicopiù”, che subito associai al burgessiano – e poi kubrikiano – Lattepiù, figurandomi scatti di superviolenza in preda ai fumi di sostanze allucinogene, che applicati alla sfera del sesso diventavano rapporti intensi e ai limiti del dolore fisico, piacevoli a loro modo se consumati entro i limiti di un reciproco consenso. In quel “più”, pensai, si nascondeva un potenziale elenco di plusvalori, alcuni molto nobili, ma considerato l’ambito in cui la definizione venne coniata non riuscii a trovare che due possibili chiavi di lettura. Più lungo o più a lungo? Auspicabilissimi entrambi. A ripeterlo diverse volte, amicopiù amicopiù amicopiù, si finisce con l’evocare l’immagine di una specie di supereroe che, dovendo diventare magari protagonista di una graphic novel o di un film, non creerebbe troppe incertezze nella scelta del costume, essendo il suo superpotere inscindibile dalla sua nudità.

Amici, Amanti e…una storia di sesso tra amici

Ma l’epiteto perfettamente modellato su questo ruolo da FwB, che non necessita di spiegazioni e lascia poco spazio alle elucubrazioni è senz’altro “scopamico”, calzante soprattutto nella forma al maschile. Quale neologismo è al contempo più immediato ed efficace – anche volendo tralasciare il richiamo inequivocabile al verbo che conferisce al sostantivo il suo significato – per il semplice fatto che, con la scopa, il soggetto in questione condivide un elemento essenziale: il manico.

Il sesso tra amici non è tuttavia solo questione di definizioni, ma comporta conseguenze ed implicazioni psicologiche da non sottovalutare. Uno studio condotto qualche tempo fa negli Stati Uniti, tra gli studenti della Michigan State University, ha rivelato che per molti intervistati il rapporto privilegiato con un FwB risultava ideale, in quanto svincolato da impegni e legami affettivi seri e capace di rafforzare la fiducia e il benessere reciproci. Fare sesso con un amico, lasciarsi andare alla passione, ma non al sentimento e all’emotività, rassicura e deresponsabilizza, alleggerisce l’animo.

Tanti ragazzi tuttavia evidenziavano il rischio più grande: l’eventualità che uno dei due si innamorasse, rompendo l’equilibrio del rapporto. Altra controindicazione del sesso tra amici, quella di perdere serenità e leggerezza nel frequentarsi, il non riuscire più a parlarsi con la schiettezza di prima, schiacciati da una relazione anomala, spesso nascosta alle altre persone che fanno parte del gruppo.

Le statistiche dell’indagine facevano comunque pendere la bilancia dal lato dei risvolti positivi: in media il 10% dei rapporti finisce col trasformarsi in una relazione stabile, nel 33% dei casi, esaurita l’attrazione sessuale, si torna senza problemi all’amicizia di partenza, mentre solo nel 25% delle situazioni la coppia scoppia e va in frantumi anche ciò che esisteva prima di ritrovarsi a condividere il letto.

Insomma cari lettori, se siete tra quelli già invischiati in una relazione da “scopamici” vi auguriamo di rientrare in uno dei gruppi statistici con roseo happy end, ma se fate parte di coloro che, segretamente innamorati di qualcuno, sperate di trasformare la conoscenza in una storia vera, sappiate che da oggi anche la fatidica frase «Sei solo un amico» lascia ‘aperta’ ben più di una porta!

Per suggerimenti, consigli, episodi, idee, contattateci all’indirizzo nonsolosesso@wakeupnews.eu

Lo.Lee.Ta

Foto via http://www.londadineveralone.it; www.mymovies.it

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