Serie A, pagelle 22 giornata: Cavani riapre la corsa scudetto

Juventus 5,5 – Genoa 6

Conte si scaglia contro l'arbitro (calciomercato.it)

“A.A.A. Stile Juventus disperatamente cercasi”. A qualche giorno dalla celebrazione della classe e dell’eleganza dell’ Avvocato per antonomasia nell’anniversario della sua scomparsa, la Juve incappa in una caduta di stile e in un pareggio striminzito. Le scuse obbligate e mai ottenute richieste da Conte all’arbitro e le recriminazioni “geografiche” di Marotta stridono con tanta celebrata classe e con una partita che la Juve non è riuscita a vincere pur con l’uomo in più. E il fallo di mano di Granqvist non è poi tanto più grave di quello commesso da Vucinic, anzi. Con una squadra così, aumentano i dubbi che Anelka possa indossare i panni del salvatore della patria.

Atalanta 5,5 – Milan 6,5

El Shaarawy – Niang – Pazzini non sarà all’altezza del trio composto da Rijkaard – van Basten – Gullit ma, al momento, è quello che sta permettendo al Milan di risalire la china e riportarsi in zona Europa. Certo, l’Atalanta vista oggi ha poco a che vedere con la squadra che l’anno scorso ha messo paura a tutte le grandi, ma per il momento ai tifosi rossoneri va benissimo così, nella speranza che uno tra Kakà e Balotelli possa sbarcare a Milanello.

Parma 6 – Napoli 7

Un top player è quello che, in una sola partita, può assicurare anche 3 gol, come quelli messi a segno da Cavani contro la Roma. Ma un top player è anche quello che, in occasione della stessa partita, spreca 3 palle gol, per poi mettere a segno la rete decisiva. E così, a determinare la prima sconfitta casalinga del Parma, è il matador Cavani, che riapre ufficialmente la corsa scudetto.

Paloschi, a segno contro la Lazio (sportinglife.it)

Lazio 5,5 – Chievo 6,5

Se cambi 3-4 moduli a partita e porti a casa una vittoria, diventi un “guru” della panchina; se, invece, ottieni una sconfitta, diventi un allenatore dalle idee poco chiare. Petkovic è a metà strada tra i due estremi, costretto com’è a stupire con una squadra che, finora, ha fatto molto più delle migliori aspettative e che può, evidentemente, incappare in una sconfitta contro quella che è la sua “bestia nera”. Il Chievo mostra solidità in difesa e rapide ripartenze, affidate alla verve e alla velocità del giovane Paloschi.

Cagliari 6,5 – Palermo 6

C’è chi sostiene la necessità di “tempi tecnici di inserimento” per un calciatore appena giunto in una nuova squadra. Andate a chiedere al trio Pinilla-Sau-Ibarbo se Sorrentino, appena giunto a difendere la porta del Palermo, abbia avuto bisogno di tempo per ambientarsi. La sensazione è che il Cagliari, con quel trio lì in avanti, posso tranquillamente raggiungere l’obiettivo salvezza e che il Palermo abbia trovato un’arma in più per blindare la propria porta.

Sampdoria 7 – Pescara s.v.

Una vittoria fortemente voluta per onorare la memoria del presidente Garrone, una vittoria convincente per la qualità delle giocate dei vari Eder, Obiang e Icardi, prossimo sicuro protagonista del calciomercato, prossimo probabile protagoniste delle speranze azzurre in chiave nazionale. Il Pescara non è mai entrato in campo e trovare un voto diventa assai imbarazzante.

Catania 7 – Fiorentina 5,5

Se a inizio stagione il problema (finora non risolto) della Viola era riuscire a concretizzare la gran mole di gioco prodotta, ora l’urgenza diventa risolvere la questione portiere. Viviano e Neto si sono finora alternati sistematicamente, assicurando un numero eguale di uscite a vuoto, altrimenti dette “papere”. Il Catania, pur falcidiato dalle assenze, è ormai una certezza e si candida prepotentemente ad un posto in Europa.

Bologna 6,5 – Roma 6

L’inverno zemaniano torna a colpire, se si considera che nel mese di gennaio la Roma ha colto una manciata di punti. Per fortuna, a mitigare le fredde temperature che il boemo ha da sempre sofferto, ci pensano i due pali colti da Diamanti, che hanno evitato una sconfitta meritata. Il Bologna gioca e convince e si sta sudando sul campo una salvezza più volte messa in discussione.

Udinese  6,5 – Siena 5,5

Il massimo risultato con il minimo sforzo. L’Udinese, dopo le 4 sventole prese in casa della Juve, riprende il suo ruolino di marcia, sbarazzandosi del Siena con una partita giocata senza sfatare troppo e decisa da un Muriel sempre più uomo squadra/mercato. Il Siena continua a provarci, ma le cessioni degli ultimi giorni assomigliano più ad un segnale di resa.

Inter 5,5 – Torino 6 

Una doppietta subita in casa la si concede a Cavani, Di Natale o, al massimo, ad Osvaldo. Non di certo a  Meggiorini. L’Inter coglie l’ennesimo pareggio, andando subito in vantaggio per poi farsi recuperare da un buon pareggio. E’ vero che Guarin è sempre più uomo squadra, ma sente troppo il peso di questa nuova responsabilità: quando si inventa play basso, commette l’errore da cui scaturisce il primo gol dei granata; quando supera il centrocampo, prova sempre il tiro di forza, pagando in termini di lucidità. L’Inter ha bisogno di nuovi acquisti per ridefinire un assetto che sembra ormai perso, a differenza di quanto ha fatto vedere il Torino.

Antonio Giordano 

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