Serie A, le pagelle dell’11° giornata: l’Inter riapre il campionato battendo la Juventus

Juventus 5 – Inter 7

L'esultanza del Principe Milito

Ok, diciamola tutta: se fossi juventino sarei (quasi) contento di questa sconfitta. E per diverse ragioni: perché l’Inter ha stra-meritato (è troppo difficile sottrarsi al nuovo giochino di Gazzetta); perché si è evitato l’ennesimo leitmotiv che ci avrebbe accompagnati per le prossime settimane (dopo quello del gol di Muntari); perché almeno per un bel po’ si relega nel dimenticatoio l’espressione “serie positiva” che cominciava ad essere indigesta a tutti, giocatori bianconeri inclusi; perché la prima sconfitta doveva pur esserci e tanto vale che ci sia stata in maniera così sonora contro la propria nemesi storica, in maniera tale da desiderare un più che immediato riscatto. Per spiegare la vittoria dell’Inter, spregiudicatezza (a Natale qualcuno regali un dizionario della lingua italiana a Marotta), un vero top player (Milito) ed il sostegno di almeno 4-5 tifoserie che “gufavano” la Vecchia Signora.

Milan 6,5 – Chievo 4,5

Non può essere questa manita (anche qui Gazzetta ha deciso che non si parlerà più di goleada) a decretare il rinnovato stato di forma dei rossoneri; non possono essere 5 gol (di cui 3 favoriti da un tocco maldestro degli avversari) ad attestare la solidità di una squadra ancora inguaiata nella parte destra della classifica. Eppure alcune certezze cominciano ad emergere dal baratro di questi primi mesi di campionato: la regolarità di El Sharaaway, la posizione di Bojan dietro le punte, il ritrovato Pazzini, la freschezza atletica dei più giovani. Corini, dopo il pareggio di Pellissier, ci ha fatto la bocca ed ha schierato la sua squadra con la stessa leggerezza del Barcellona che, però, può schierare gente del calibro di Messi.

Pescara 6,5 – Parma 5

Evidentemente per vedere il vero Pescara è necessaria qualche strigliata da parte dei tifosi. La squadra di Stroppa mette in campo la cattiveria giusta (e qualche accorgimento tattico in difesa) che le permette di ottenere 3 punti fondamentali in chiave salvezza. E poi c’è Weiss che permetterà di monetizzare parecchio in fase di mercato. Il Parma sembrava poter proseguire lo stesso filotto che aveva caratterizzato il finale della scorsa stagione. Una battuta d’arresto ci può stare, ma ieri gli emiliani sono sembrati davvero inconcludenti.

Napoli 6 – Torino 6,5

È tornato Cavani e il Napoli torna a vincere, avrà pensato il calciofilo domenicale prima di addormentarsi davanti ad una partita in cui il Napoli è sembrato appannato, ma sempre in grado di portare a casa il match. Al 91’, però, Aronica ha deciso di anticipare i regali di Natale ed ha concesso a Sansone la palla del pareggio. Lo scorso anno il Napoli soffriva già di queste amnesie, spesso dopo la Champion’s; in assenza di coppe europee (Mazzarri fa giocare l’Europa League alle riserve), un pareggio in casa fa suonare qualche campanello d’allarme.

Fiorentina 7 – Cagliari 5

La miglior difesa in casa contro l’attacco più sterile in trasferta: il match al Franchi conferma le premesse della vigilia e rilancia le quotazioni di una viola bella, cinica e capace di soffrire, almeno fino a quando Jovetic non decide di iniziare a giocare seriamente. Lazio superata e quarto posto da difendere con le unghie e con i denti, a partire dal prossimo match in casa di un Milan ritrovato.

Catania 7 – Lazio 5

Le assenze possono essere un alibi fino ad un certo punto. Ieri la Lazio ha sbagliato tutto: approccio, assetto in campo, prestazione. Mauri e Lulic sembravano due pesci fuor d’acqua, Cavanda in difesa e Bizzarri in porta pensavano di essere sul set di “Oggi le comiche” e l’assenza di un incontrista vero a centrocampo lasciava praterie aperte alla velocità di Gomez e Barrientos. Serve un immediato riscatto e il derby di domenica prossima sembra capitare alla perfezione.

Bologna 6 – Udinese 6

Poi uno si chiede come mai gli stadi italiani continuano ad essere sempre meno frequentati. Di certo non ci si poteva aspettare troppo da questo match, ma quella andata di scena al Dall’Ara sembrava più una gara di sbadigli che una partita di serie A. E solo due lampi dei giocatori di maggior talento (Diamanti e Di Natale) potevano minimamente destare l’attenzione dei tifosi.

Sampdoria 5 – Atalanta 6,5

Ora Ferrara deve iniziare a temere. Sesta sconfitta consecutiva per i blucerchiati dinanzi ad un’Atalanta organizzata e sprecona, che ha mostrato al Marassi quale possa essere l’atteggiamento giusto per assicurarsi una salvezza tranquilla. E se fino alla scorsa giornata, gli errori arbitrali e le espulsioni avevano condizionato la squadra di Ferrara, ieri si sono evidenziati i limiti di una squadra giovane (e pertanto facile a demoralizzarsi quando le cose non vanno nel migliore dei modi).

Siena 6,5 – Genoa 5

Che durante i primi match i giocatori del Genoa non avessero assimilato gli schemi di Del Neri ci poteva stare; che non avessero ancora capito a pieno il suo modo di esprimersi era altrettanto plausibile. Ma questa terza sconfitta da quando Del Neri siede sulla panchina rossoblu è figlia di una gara al di sotto della sufficienza. Il Siena di Cosmi si riprende dopo la sconfitta di domenia scorsa e continua a costruire la propria sofferta salvezza.

Roma 7 – Palermo 5

La miglior Roma di questo inizio campionato che rischiava anche di chiudere la partita senza subire gol. Il rientro di Burdisso, l’intelligenza tattica di Lamela ed il sempiterno Totti alla base di una vittoria tanto bella quanto meritata. Unico neo della serata l’espulsione di Destro, reo di beccarsi il secondo giallo a causa di un maldestro tentativo di togliersi la maglia dopo il primo gol segnato con la Roma. Per il palermo brutta battuta d’arresto dopo 4 risultati utili consecutivi. Chissà cosa starà pensando Zamparini.

Antonio Giordano 

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