Sergio Cammariere, Mano nella mano è il suono del mare

Sergio Cammariere

La cover di Mano nella mano, il nuovo album di Sergio Cammariere

Il sacro fuoco dell’arte brucia in Mano nella mano, il nuovo disco di Sergio Cammariere. Unione e individualità, una strada da percorrere «dove il cielo ha colori d’estate». Un album intenso, emozionale, fluttuante come il mare, bruciante come il sole. Rarefatto come «un istante d’amore infinito nel vento che si agita».

DOVE L’OCEANO INCONTRA IL MAR MEDITERRANEO –  «C’è una sorta di sollievo nel vuoto del mare. Né passato, né futuro». Mano nella mano racconta le spiagge bianche, il sole arroventato di Tarifa, dove il Mar Mediterraneo incontra l’Oceano Atlantico in un abbraccio indivisibile. È il mare la musica che unisce i continenti, che permette ai ritmi arabi e andalusi di fondersi con la canzone d’autore italiana. Mano nella Mano è uscito ieri per Sony Music ed è un disco di indiscutibile classe, un viaggio in cui il mistero delle Carovane del 2009 si mescola alla forza ritmica di Transamericana. Non troverete una nuova Tutto quello che un uomo, troverete tutto l’estro ed il talento di Cammariere e dei suoi collaboratori e sicuramente resterete estasiati.

Sergio Cammariere

Sergio Cammariere

MANO NELLA MANO, BRANO PER BRANO – La title track è probabilmente il brano più bello dell’album. L’amore trovato racconta la fine di una storia su una musica che vola leggera come «i giorni di luci e di fiori». Ed ora è la canzone ideale per un lungo viaggio in macchina, verso il mare, naturalmente. Un ballo colorato e multiculturale: «dalle coste dell’America/ritorneremo tutti in Africa/Pregherò, canterò, finchè il mondo sappia/ ora/ solo l’amore/ora/l’unica fede ancora». Le incertezze di Marzo è una passeggiata in riva al mare d’inverno. Io senza te tu senza me, un omaggio a Bruno Lauzi che viaggia su ritmi brasiliani, La vita ci vuole è un piccolo film. Ancora non mi stanco e Siedimi accanto sono due brani ben costruiti oscurati un po’ dalla successiva Così Solare, forse la più cantautoriale, un bellissimo dipinto di una donna. Quel tipo strano è un misterioso cortometraggio mentre Pangea gode della fisarmonica di Antonello Salis che da vita ad un fantastico duetto, insieme al pianoforte dello stesso Cammariere.

L’ALBUM PIÙ BELLO – Mano nella mano è un album pieno di sfumature e colori, pieno di poesia e musica sopraffine. Qualche brano strumentale in più avrebbe fatto piacere. Ascoltare Cammariere sfiorare i tasti del suo pianoforte è sempre un piacere. Pangea forse non ha il fascino di Varanasi e de La forcella del rabdomante ma sa come non farle rimpiangere. Forse mancano brani filosofici come La rosa filosofale ma questo Mano nella mano parla di una filosofia più grande, meno intimista, quella dell’amore possibile tra popoli e culture diverse, tra persone diverse, tra storie e situazioni differenti. Per questo, forse, sarà ricordato come l’album più bello e più ispirato di Cammariere. Perché c’è bisogno di vivere con amore e lui, con questo album, vuole dirci che crede ancora sia possibile.

 

Voto: 9


Serena Prati 

@Se_Prati

 

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