Sei brutta, mi rovini la giornata. Datore di lavoro licenzia operaia

Succede in provincia di Udine: dopo essersi sentita dire per mesi di essere brutta, un'operaia specializzata è stata licenziata dal suo datore di lavoro

Lavoro e discriminazione (www.linkiesta.it)

Lavoro e discriminazione (www.linkiesta.it)

UDINE – «Sei brutta, non ti voglio vedere. Mi rovini la giornata di lavoro». Queste parole sono state realmente pronunciate da un datore di lavoro udinese nei confronti di una donna, una operaia specializzata, che è addirittura stata licenziata dallo stesso con lo stratagemma della soppressione del posto di lavoro. La donna ha denunciato il datore di lavoro al Punto Antimobbing della Provincia: il gruppo Antimobbing, composto da  psicologo, avvocato, medico del lavoro, medico legale e psichiatra ha intrapreso una causa civile per l’impugnazione del licenziamento, in quanto il datore di lavoro non ha fornito alcuna prova che il posto era stato soppresso né tabulati che confermino una contrazione dell’attività commerciale per cui il lavoro svolto dalla signora non fosse più utile all’azienda.

discriminazione femminile sul lavoro (www.controlacrisi.org)

discriminazione femminile sul lavoro (www.controlacrisi.org)

ALTRO CHE PARITÀ – Lo sportello AntiMobbing della provincia di Udine ha dichiarato che questo è solo l’ultimo di decine di casi di discriminazioni e vessazioni sui luoghi di lavoro. «Non si tratta di violenze fisiche ma di discriminazioni di genere messe in atto con diverse azioni vessatorie». L’avvocato Teresa Dennetta nel corso di un convegno intitolato “Il posto di lavoro: opportunità o soprusi?” organizzato dalla Provincia di Udine e dalla Commissione provinciale pari opportunità coordinata da Maura Pontoni in occasione della vicina Giornata internazionale contro la violenza sulle donne che si svolgerà il prossimo 25 novembre, ha raccontato anche altre storie tra cui quella di una donna che, per aver rifiutato le attenzioni mai richieste di un collega, in un contesto a maggioranza maschile, è stata ostacolata nel suo lavoro, attraverso manomissioni volontarie nella comunicazione delle consegne. Questa situazione l’ha portata all’emarginazione anche da parte degli altri colleghi. In questo caso l’azienda ha deciso di intraprendere iniziative per tutelare la persona vessata comprendendo la prioritaria necessità di una specifica formazione del personale sulla discriminazione di genere troppo spesso ignorata o sottovalutata. «Riceviamo con frequenza – ha aggiunto l’avvocato Dennetta – anche segnalazioni di pacche sul sedere alle lavoratrici da parte del datore di lavoro».

Mariangela Campo

@MariCampo81

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