Se questo è calcio: l’Inter vince la Coppa, Totti perde la faccia

Milito decide al 40′ un match giocato sempre sul filo della tensione. La miccia esplode con l’irresponsabile fallo di Totti a due minuti dalla fine: per il capitano giallorosso è l’addio al SudAfrica?

di Francesco Guarino

Diego Milito

A voler fare gli ottimisti, ieri sera si è sciolto il dubbio su uno dei possibili outsider per le convocazioni ai Mondiali 2010. Il vergognoso fallo di Totti su Balotelli getta l’ennesima ombra sul capitano giallorosso e ne scredita ulteriormente l’immagine, a distanza di 6 anni dallo sputo a Poulsen e a neanche un mese dal gladiatorio “pollice verso” ai tifosi della Lazio. Un danno d’immagine che si aggiunge ai dubbi sulla condizione fisica del Pupone, la cui risultante può essere una sola: lasciarlo a casa a tifare Italia suonando una bella vuvuzela. C’è stata anche una partita ieri sera, la finale di Coppa Italia: è finita 1-0 per l’Inter, ma questo passa incredibilmente in secondo piano.

SCATENATE L’INFERNO – Magari sarà stata anche la presenza dei due gladiatori Massimo Decimo Meridio e Appio Claudio Ranieri ad infiammare ulteriormente le tribune del Colosseo del calcio. Fatto sta che in campo s’è visto poco calcio e tanti calcioni: nervosismo alle stelle già dopo un minuto, quando Sneijder deve abbandonare già il campo per un violento (ma ad onor del vero fortuito) contrasto con Burdisso; Mourinho al 19’ introduce finalmente la moviola in campo e va a guardare da uno degli schermi del campo per destinazione la rete annullata a Milito. L’offside c’era, non osiamo immaginare cosa avrebbe combinato se la posizione dell’argentino fosse stata regolare. Nelle aree di rigore si sprecano abbracci ben oltre i limiti del consentito e Mexès fa collezione di maglie trattenute. Il match si decide al 40’, con un campione che fa poche parole e tanti fatti: progressione inarrestabile sulla destra di Diego Milito e destro ad incrociare, violento a chirurgico. Il resto è solo tensione, proteste e accenni di rissa. E quel fallo inguardabile di Totti.

FENOMENOLOGIA DI UN CAMPIONE MANCATO – Dalle colonne del suo sito internet Totti ha appena dichiarato che “in una partita di calcio e soprattutto in momenti così importanti della  stagione credo possa capitare di essere nervosi. Va anche detto che sul campo non si riescono sempre ad ignorare offese così pesanti, alcune personali e altre dirette ad infangare una città ed un intero popolo. Soprattutto poi quando questi continui e costanti insulti provengono sempre dalla stessa persona”. Difficile non riconoscere in queste righe il baby-provocatore Balotelli. Difficile, però, anche trovare la benché minima giustificazione al fallo da terza categoria compiuto all’88’ dal capitano giallorosso: Balotelli si destreggia in prossimità della bandierina del calcio d’angolo e prova a rientrare sul destro per il cross al centro.

Quando Totti perde la testa…

Totti lo punta e il suo sguardo non incrocia neanche per un attimo la traiettoria del pallone. Un calcio secco, violento al ginocchio destro dell’interista. Non c’è agonismo, non c’è malizia, solo cattiveria. Rosso diretto, addio Coppa Italia e squalifica chilometrica in arrivo. Totti ha varcato ancora una volta a ritroso la soglia che divide il grande giocatore dal campione: il suo “zitti, quattro e a casa” contro la Juventus nel 2004 fece più sorridere che altro, ma già quattro mesi dopo Totti cadde tra le maglie della rete di un altro provocatore seriale, il danese Poulsen. Lo sputo in mondovisione, agli Europei 2004, è stato ripreso e sbattuto su tutte le prime pagine. Da allora Totti sembrava aver capito la lezione, ma il pollice verso rivolto ai tifosi della Lazio dopo il derby, augurando loro un futuro nella serie cadetta, ha riaperto il dibattito sulle scelte mediatiche poco opportune di Totti. Che pure, e lo ha dimostrato in molteplici occasioni, è uomo di autoironia e generosità: il libro di barzellette su se stesso con ricavato in beneficienza, la campagna da ambasciatore dell’Unicef, il recente impegno per i terremotati di Haiti. Il Pupone ha un cuore giallorosso che batte forte, ma all’improvviso si spegne l’interruttore e quel passo che lo consacrerebbe nell’Olimpo degli immortali di dea Eupalla viene precipitosamente rimandato.

«Se io a 19 anni avessi avuto lo stesso atteggiamento di Balotelli, i miei compagni di squadra di allora, Cervone e Giannini, mi avrebbero preso a calci nel sedere. Mazzone mi avrebbe dato due schiaffi e a casa avrei preso il resto dai miei genitori». Così aveva parlato Totti un anno fa, dopo le prime bizze di Balotelli. SuperMario, appunto, ha 19 anni ed è un giocatore con potenzialità abnormi e un ragazzo con grossi limiti caratteriali e comportamentali. Ma Totti di anni ne ha 34 ed è un uomo fatto e formato. Deve far parlare soltanto il campo e i propri piedi docili. Lo abbiamo visto dipingere magie sui prati verdi d’Italia e togliere il respiro a tutta la nazione con il “cucchiaio” a van der Sar. Il fallo da picchiatore di ieri sera non ha nulla a che vedere col calcio giocato, come nulla hanno a che vedere le proteste, le risse e le invasioni di campo di tifosi esasperati viste ieri sera all’Olimpico. Le curve sono le casse di risonanza di ciò che si vede in campo: ieri la Roma ha visto tramontare gli ultimi sogni di gloria, ma l’eco di un calcio stupido e violento ad un 19enne immaturo riempirà le pagine web e dei quotidiani molto più a lungo dell’immagine di capitan Zanetti che alza il primo “titulo” dell’Inter 2009/2010. Se questo è calcio…

Foto Homepage Tottigol.it

Foto Milito mondopallone.altervista.org

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5 Risponde a Se questo è calcio: l’Inter vince la Coppa, Totti perde la faccia

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    naz 06/05/2010 a 15:09

    Rieccomi! manco a farlo apposta ed il pupone, di nome e di fatto, mi serve sul piatto d’argento l’arringa moralizzatrice. Però vediamo bene la cosa: Balotelli non è nuovo ad insulti e provocazioni, e diciamo che non è bello vedere tutta questa determinazione e voglia di vincere, canalizzarsi in atteggiamenti che sono marginali al pallone giocato. Insomma Balotelli se lo merita tutto il calcione, anzi si meriterebbe un bell’infortunio!!! Ricordo quando andò a zittire nientemeno che C.Ronaldo dopo uno scontro: da un giovane così dotato ci si aspetta di solito più controllo e soprattutto umiltà (in fondo sei ancora solo balotelli e hai la fortuna di aver saltato la gavetta che spetta agli altri, insomma nessuno gli ha spiegato che deve rendere grazie a qualcuno se sta la e non in prestito in B a farsi le ossa).
    Veniamo al capitano: ha sbagliato. basta. non ci sono grandi commenti da fare. soprattutto perchè alla sua età dovrebbe saper trattare a parole con mocciosi e buffoncelli come supermario. Il nervosismo ci può stare, il fallo di reazione anche, ma non nei modi visti ieri sera. Insomma Totti ieri ha fatto vedere di che pasta è fatto. é un “rosicone” dalle maniere molto antipatiche,anche se di tanto in tanto riesce a strappare qualche sorriso al pubblico televisivo. é un grande n.10, ma quel numero è stato portato da gente come Baggio e Zola, che di calci ne hanno presi e mai dati. Insomma le doti tecniche non si discutono (credo sia il giocatore italiano più completo), ma un vero n.10 come la nostra cultura calcistica lo ha conosciuto e ripresentato, va supportato da doti morali di cui Francesco è sprovvisto (almeno in campo, nulla da dire, anzi, sulle iniziative benefiche). buona fine di campionato a tutti!

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    Pietro Paciello 06/05/2010 a 15:49

    Naz, il tuo apologo somiglia molto a quello di Oriana Fallaci a proposito dello sputo di Totti a Poulsen :)

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    Francesco Guarino 06/05/2010 a 17:02

    Naz, per quanto l’odio (sportivo) possa raggiungere livelli di ferocia ed ironia ragguardevoli, l’ultima cosa che mi auguro per Balotelli è un infortunio. Ti assicuro che gli farebbe molto più male sedersi a guardare le partite in tribuna, con il conto in banca decurtato da tagli allo stipendio e multe della società. L’Inter tuttavia non ha mai dimostrato di volersi imporre in tal senso e, purtroppo, Balotelli non sa e non saprà mai cos’è la gavetta. Se si dovesse “bruciare”, sarebbe un peccato per tutta l’Italia calcistica.
    Per quel che riguarda ieri sera, invece, non c’è provocazione che tenga: Totti ha sbagliato ed ha macchiato ancora una volta la propria immagine di sportivo. Torniamo con la mente a quattro anni fa: qualcuno (anche fuori dall’Italia) trovava ragionevole la testata di Zidane a Materazzi, solo perchè gli aveva offeso mamma, sorella e tutta la famiglia fino a 7 generazioni indietro? Ovviamente no. Nessuna attenuante quindi, ahilui, neanche per Francesco Totti.

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    Bill 07/05/2010 a 09:48

    Ciao! Avete visto questo video?
    http://www.youtube.com/watch?v=ZgKoUZY5hQU
    In effetti, Mondiali gratis mica tanto…

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    naz 07/05/2010 a 13:23

    ok ok condivido alcune cose, certo non desidero seriamente che passi un guaio simile, una bella lezione xò si(non ho mai letto la fallaci e quindi nn saprei..).Balotelli deve imparare a stare in società, e non solo in quella nerazzurra, dev’essere educato al rispetto. spero che qualcuno ad appiano si ricordi che è un ragazzo e lo segua come si fa a scuola con i tipi turbolenti. è un patrimonio ma è troppo, troppo montato. mandiamolo in affido a casa Sacchi, il grande “Arrighe” teorico dell’”umiltè” ci penserebbe lui, con il frustino da una parte e la figurina demoniaca di “Panuzzi” dall’altra!

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