Scrittura collettiva: la nuova frontiera dell’editoria digitale

Le piattaforme di scrittura collettiva si fanno largo sul web e attirano sempre più lettori e scrittori. Da 20lines a The Incipit, ecco le più frequentate

scrittura collettiva

La scrittura collettiva consiste nella creazione di testi narrativi a più mani e si basa sull’interazione tra autori e lettori (it.masternewmedia)

Condivisione, sembra essere la parola chiave che identifica la scrittura sul web. È anche il concetto da cui prende vita la cosiddetta scrittura collettiva (se si tratta di testi narrativi) o collaborativa (se si tratta di altre tipologie di testi). Una forma di scrittura dei testi che coinvolge più autori, fino a qualche anno fa tecnica relegata a rango di gioco letterario, oggi, invece, realtà editoriale che lascia presagire l’apertura di nuovi scenari artistici e commerciali. Al centro di tutto sempre gli utenti, autori improvvisati o meno e lettori al tempo stesso, che compartecipano nel processo di creazione e scrittura dei testi.

IL METODO SIC (SCRITTURA INDUSTRIALE COLLETTIVA) – Wikipedia è il più famoso esempio di scrittura collaborativa in forma enciclopedica, una grande piattaforma condivisa in cui gli utenti possono inserire nuove voci ed arricchire quelle esistenti. Esistono anche esempi di romanzi collettivi che hanno avuto un successo tale da spingere due scrittori a creare nel 2007 un vero e proprio metodo scientifico di scrittura collettiva, il cosiddetto SIC (scrittura industriale collettiva), per la stesura partecipata di romanzi e racconti. In poche parole, tutti gli scrittori scrivono tutte le parti del racconto, servendosi di schede, ognuna delle quali tratta un aspetto della produzione (un personaggio, un luogo o una scena). La stesura è coordinata da uno o più “compositori”, che hanno il compito di selezionare e uniformare il materiale. Il metodo SIC nasce con lo scopo di rendere la scrittura collettiva una prassi letteraria, che dia vita ad una rete condivisa di lettori/scrittori, oltre che a libri collettivi di dignità artistico-letteraria.

L’INNOVAZIONE DI 20LIN.ES – Qualche anno dopo la codificazione del metodo SIC, precisamente nel 2012, nasce la piattaforma di scrittura collettiva 20lin.es, startup ideata da Alessandro Biggi, Pietro Pollichieni, Marco Pugliese e Francesco Scalambrino, quattro giovani tra i 24 ed i 26 anni. Presentata per la prima volta al Salone del libro di Torino del 2012, quale progetto editoriale inedito e pioneristico, oggi 20lin.es conta più di 30.000 lettori al mese e 6.500 autori attivi. Il meccanismo della piattaforma prevede che ogni racconto sia composto di sei paragrafi di massimo venti righe ognuno, dove ogni sezione può essere riscritta da vari utenti. Si creano così migliaia di trame parallele che partono da uno stesso incipit, alcune anarchiche, altre meno, in cui l’unica regola da seguire (oltre alle famose venti righe) è dar sfogo alla creatività. La community ha destato l’interesse dell’intero panorama editoriale e anche autori affermati hanno deciso di sperimentare la scrittura collettiva di 20lin.es, abbattendo il muro tra autore e lettore: da giugno 2013, gli iscritti alla piattaforma possono sviluppare l’incipit dell’inedito di Giorgio Faletti  Ogni luna ha due facce, in vista di una pubblicazione in e-book della trama più votata dagli utenti.

scrittura collettiva

20lin.es è una piattaforma di scrittura collaborativa che nasce nel 2012 (corriereinnovazione.it)

THE INCIPIT E LIBRERIAMO – Di simile impostazione e finalità è la community The incipit, dove ogni storia è divisa in dieci episodi, ognuno dei quali si conclude con la domanda “come proseguirà la storia?”. La risposta ai lettori, che possono votare una delle tre possibili trame proposte dall’autore. La maggioranza dei voti dà così vita al corso degli eventi, conducendo a finali inaspettati. Inoltre, i lettori potranno confrontarsi su idee e suggerimenti, rendendo il processo di scrittura condiviso a più livelli.

Libreriamo invece, è il primo social book magazine per la promozione dei libri e della lettura. Lo scopo è rendere i libri accessibili a tutti, abbattendo i muri tra lettori, case editrici e critici letterari. Le varie sezioni di cui si compone la piattaforma – Curiosiamo, Scriviamo, Pubblichiamo, Diffondiamo, Critichiamo, Leggiamo, Cresciamo, Recensiamo – mettono in connessione i punti di vista dei lettori, degli scrittori, delle case editrici e dei critici, dando così un’informazione a 360° sul mondo della lettura.

La nuova sfida dell’editoria digitale si esplicita in forme ed esperimenti diversi, ma batte sempre sugli stessi temi: condivisione, partecipazione dal basso, diffusione digitale. Senza dimenticare, però, l’aspetto attorno al quale ruota tutto, quello più difficile da definire, ovvero la creazione di un modello di business efficace, che permetta a questi nuovi progetti editoriali di sostenersi. 20lin.es, ad esempio, ottiene i finanziamenti dalla piattaforma H-Farm Ventures e dal fondo Club Italia. I fondatori della community pensano già ad un modello finanziario diverso, che non provenga dall’esterno, ma che li renda autonomi ed autosufficienti, come rendersi un canale di pubblicizzazione e vendita di e-book.

Una sfida ardua, come tutte quelle che si stanno combattendo sul fronte dell’editoria digitale. Sicuramente, l’intraprendenza e l’originalità, unite a una buona dose di senso per gli affari, potrebbero rivelarsi armi vincenti.

Cristina Casini

@cristina_casini

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Una risposta a Scrittura collettiva: la nuova frontiera dell’editoria digitale

  1. avatar
    Colle 13/01/2014 a 00:40

    se ne vedono tante ma finora gli unici che hanno realizzato un libro decente sono i SIC

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