Scontri alla Scala di Milano per la Prima: carica sui centri sociali

Scontri alla Scala di Milano a poche ore dalla Prima. Attivisti dei centri sociali, in protesta per le case popolari, manganellati e caricati dalla polizia

I manifestanti alla Prima della Scala (leggo.it)

Milano – Gli Scontri alla Scala di Milano di oggi, 7 dicembre 2014, hanno gettato il caos a un’ora dall’inizio della sua consueta Prima che ha aperto la stagione concertistica con il Fidelio di Beethoven. Come promesso e già comunicato, gli esponenti dei centri sociali e altri manifestanti milanesi si sono recati in via Santa Margherita, una delle entrate del celebre Teatro e, alle ore 17:00, hanno tentato di sfondare i cordoni di polizia, sventolando slogan come “Renzi 71″, “Que se vayan todos” e “Figjt the police”. Molti manifestanti erano già presenti nei pressi del Teatro intorno alle ore 15:00. Milano si era blindata per prepararsi a eventuali sommosse eppure, nonostante il numeroso corpo di polizia sceso in piazza per presidiare il centro storico, gli scontri non sono stati evitati.

SCONTRI ALLA SCALA DI MILANO: I FATTI - Le proteste dei manifestanti vertono principalmente contro il governo, gli sgomberi delle case popolari occupate abusivamente e il Jobs Act. Dopo pochi minuti è scattata la carica che ha represso la tensione e garantito il corretto svolgimento del concerto inaugurale. Proprio a causa dell’avvertimento dei centri sociali, il presidente del Consiglio Matteo Renzi aveva comunicato al sovrintendente Alexander Pereira che non sarebbe stato presente alla Prima della Scala. Presenti invece il presidente del Senato Piero Grasso, il sindaco di Milano Giuliano Pisapia, il presidente della Lombardia Roberto Maroni e il ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini. Le tre zone principali dove sono stati rilevati degli scontri si trovano in Piazza San Fedele, Via Case Rotte e via Santa Margherita.

SPOSTAMENTO DELLA MANIFESTAZIONE - Alcuni partecipanti al corteo sono saliti sulle terrazze del Duomo per esporre uno striscione che recitava lo slogan “Occupiamo tutte le case vuote, basta sgomberi”. Una copia dello stesso striscione è stato esposto da altri manifestanti all’interno della Galleria Vittorio Emanuele. Dopo le 19:30 i manifestanti si sono spostati da via Santa Margherita a Piazza del Duomo molti dei quali, una volta scesi nella linea metropolitana sottostante la Cattedrale, hanno bloccato i tornelli al fine di impedire ai passeggeri di usufruire del servizio.

Tensione alla Prima della Scala (ilgiorno.it)

IL FIDELIO IN MONDOVISIONE – La nuova rivisitazione del Fidelio per la Prima alla Scala è stata diretta da Daniel Barenboim con la regia di Deborah Warner. La scenografia ideata da Barenboim e Warner è modernizzata e riproduce la struttura di una ex fabbrica arredata con elementi poveri o provenienti dalla realtà quotidiana, con i cantanti lirici in jeans. Oltre alla diretta sui maxischermi posizionati nelle strade milanesi, è stato possibile assistere alla messa in scena del noto Singspiel beethoveniano in mondovisione: l’opera è stata trasmessa su Rai 5 e Rai HD in Italia mentre, per la diretta estera, la diffusione del Fidelio era a cura di Arte’ e Zdf.

La carica della polizia e i fumogeni dei manifestanti (leggo.it)

MILLE POLIZIOTTI PER LA SCALA - Trecento gli uomini del corpo di polizia che hanno presidiato il centro storico e settecentocinquanta le autorità schierate alle entrate del Teatro per vietarne l’accesso ai manifestanti, rappresentati dagli individui sfrattati dalla case popolari e dai centri sociali sgomberati come il Lambretta e il Rosa Nera. La tensione in via Santa Margherita è scattata quando alcuni attivisti del centro sociale Cantiere, assieme ad altri manifestanti, hanno attaccato i cordoni di polizia muniti di caschi e scudi di polistirolo. Le forze dell’ordine hanno resistito alla sommossa ma successivamente, al seguito del lancio di fumogeni, uova, bottiglie e vari oggetti da parte dei manifestanti, la polizia ha lanciato una carica di pochi secondi per far arretrare gli antagonisti.

Al momento risultano 5 feriti totali: due carabinieri e tre manifestanti (ilgiorno.it)

MANGANELLATE DURANTE LO SCONTRO - L’aria non si è ancora rasserenata dalle 17:00 di oggi pomeriggio e alcuni manifestanti hanno comunicato ai media di aver subito delle manganellate sulla testa. In un primo momento le autorità non avevano confermato la presenza di individui feriti durante gli scontri anche se non avevano neppure garantito pienamente che tutti i manifestanti fossero risultati illesi dopo l’impatto con la carica dei poliziotti. Nelle ultime ore la conta dei feriti è stata aggiornata, passando da zero a cinque uomini.

I FERITI CI SONO - Gli addetti al servizio di Emergenza Sanitaria hanno dapprima comunicato di non aver soccorso alcun ferito al seguito degli scontri anche se, già a partire dalle ore 18:00, stavano circolando foto che attestavano la presenza di un individuo con delle lesioni alla testa. Intorno alle ore 21 del 7 dicembre sono state rettificate le informazioni riguardo agli scontri ed è stata comunicata la stima dei feriti: due carabinieri e tre manifestanti. I due carabinieri sono stati feriti dal lancio di bottiglie della folla, accusando rispettivamente delle lesioni alla spalla e alla gamba.

(via:ilgiorno.it)

LE RAGIONI DELLA PROTESTA - Al momento, i manifestanti restano in via Santa Margherita a fronteggiare il corpo di polizia. Tra le ragioni della protesta spicca la lotta per il diritto alla casa e la denuncia dello stato di povertà che investe gli abitanti dei quartieri popolari. Oltre alla protesta per la casa, alla manifestazione si è unito il collettivo universitario della Statale Cut, sceso in piazza per salvaguardare la #CulturaGratis, da rendere accessibile a tutti, e per prestare contro il Jobs Act.

Alcuni manifestanti hanno comunicato di aver ricevuto delle manganellate sulla testa. Probabilmente, l’uomo inquadrato da questo scatto potrebbe essere uno di questi (ilgiorno.it)

SLOGAN E CORI - Gli slogan e cori maggiormente urlati al megafono riassumono i punti cardine della protesta con: ”Casa, diritti e dignità. Fuori la casta dalla città” o “Siete tutti ladri e mafiosi”. La disuguaglianza tra i molti e i pochi eletti è stata denunciata dal volantino affisso sulle strade milanesi da alcuni giorni, che recita: «Padroni e governanti saranno alla prima della Scala per celebrare la ricchezza accumulata durante l’anno a nostro discapito: una rassegna di limousine, Rolex e pellicce».

I pupazzi scesi in piazza per la CUB (letto.it)

STRUMENTALIZZARE LA PRIMA - La Prima della Scala rappresenta per i manifestati un ottimo “richiamo di immagine” nel quale possono confluire tutti i movimenti di protesta milanesi e ricevere le dovute attenzioni. Oltre ai manifestati più agguerriti, in piazza della Scala è si sta svolgendo una protesta pacifica della CUB (Confederazione Unitaria di Base) per il diritto al lavoro e alle case, dove sono comparsi anche i pupazzi di Renzi e Silvio Berlusconi. Dai loro volantini spiccavano le parole: “Fuori dal teatro lavoratori, precari, disoccupati, cassaintegrati, immigrati che quotidianamente vengono sfrattati dalle case e dalle fabbriche e giovani in cerca di lavoro cui si promette lavoro solo se si tagliano i diritti ai loro padri”. Dopo le 19:00 la manifestazione si è estesa anche all’interno della metropolitana milanese, dove sono stati bloccati i tornelli e danneggiate alcune telecamere di sorveglianza.

Una Prima nel caos più totale. (tgcom.com)

PERQUISITA UNA MOLOTOV - Secondo quanto riportato da Milano Repubblica, le autorità hanno perquisito anche una Molotov durante un lungo scontro a Piazza San Fedele di questo pomeriggio. Dalle prime ricostruzioni si evince che l’ordigno sia stato estratto da un giovane, probabilmente di età inferiore ai diciotto anni, e che la polizia sia riuscita ad estrarre la bomba fra le sue mani prima che il ragazzo la lanciasse. Gli agenti non sono riusciti a fermare il ragazzo che, dopo il tentato lancio della Molotov, è riuscito a dimenarsi fra la folla e a scappare.

La manifestazione è stata tesa sino alle 19:30 circa (tgcom.com)

I COMMENTI DEI POLITICI - Il ministro della cultura Dario Franceschini ha definito tali tipologie di manifestazioni come dannose per l’economia italiana. Pereira ha aggiunto che spettacoli come quello del Teatro alla Scala guadagnano un fatturato considerevole che poi, a detta sua, viene investito per offrire servizi ai cittadini. Francesco Paolo Tronca, prefetto di Milano, ha definito “inaccettabile” la modalità con cui si è svolta tale manifestazione, soffermandosi sul fatto che “la legalità non è assolutamente negoziabile”. Il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni ha commentato l’accaduto con toni pessimistici, affermando che: “Diamo sempre l’immagine peggiore di noi al mondo”. Distanziandosi dai commenti delle altre autorità presenti all’evento, l’ex ministro Corrado Passera ha “spezzato una lancia” per i manifestanti con le parole: “È talmente grande il disagio per alcune fasce della popolazione che è sbagliato prendersela con chi protesta”.

Rachele Sorrentino

@rockeleisrock

 

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