Sconfiggere Isis? Solo Assad e Putin sono intenzionati a farlo

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Assad (formiche.net)

Gli sviluppi degli ultimi giorni, e a maggior ragione quelli che eventualmente ci saranno nei prossimi, sono importantissimi per il destino della Siria. Come ampiamente riportato da tutti i mezzi d’informazione, il Presidente della Federazione Russa Vladimir Putin ha dato una svolta ai suoi rapporti con Bashar al-Assad. Mosca, infatti, fornisce «materiale bellico alla Siria per garantire la sua capacità di difesa nella lotta contro la minaccia terroristica», come ha affermato il Ministro degli Affari Esteri russo Sergej Lavrov. L’Occidente, Stati Uniti in primis, si è allarmato. Ma, a pensarci bene, Obama e i suoi colleghi europei dovrebbero prendere esempio da Putin.

COSA FANNO PUTIN E ASSAD - Vladimir Putin non è certo uno stinco di santo, ma per quello che riguarda la Siria ha deciso di comportarsi saggiamente. L’esercito di Bashar al-Assad combatte i jihadisti da più di quattro anni e sono – insieme ai guerriglieri curdi – l’unica forza organizzata che affronta i tagliagole sul campo e non con i bombardamenti che possono al massimo rallentare l’avanzata dell’Isis senza però sconfiggerlo. Inoltre Assad, considerato come Putin un mostro dall’Occidente, è il legittimo Presidente della Siria, è un capo di Stato laico, e come ha testimoniatoanche l’Arcivescovo di Aleppo Jean-Clément Jeanbart (ecco il discorso completo) prima dell’inizio della guerra musulmani e cristiani vivevano insieme in un clima di amicizia. Non proprio la rappresentazione di un regime dittatoriale.

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Vladimir Putin (palermomania.it)

INTANTO, IN OCCIDENTE - Cosa ha fatto invece l’Occidente? La Turchia, con cui gli Stati Uniti hanno da poco concluso un accordo, invece di fare la guerra all’Isis uccide gli uomini del Pkk e se la prende con una giornalista che osa difendere i curdi, il partito dei lavoratori del Kurdistan. Hollande nel 2012 ha ammesso di aver fornito armi ai cosiddetti ribelli siriani moderati. Peccato che, come ha ammesso il ministro della difesa degli Stati Uniti, i ribelli moderati non esistono. O meglio, esistono ma sono appena sessanta. L’Unione europea ha sanzionato (oltre alla Russia) anche la Siria, e a farne le spese non è certo Assad ma il popolo siriano. Ed evidentemente agli States la democrazia e la libertà interessano solo quando fa comodo considerando che l’Arabia Saudita, paese alleato degli States, ha recentemente impedito la diffusione di una rivista solo perché mostrava in copertina Papa Francesco.

CONTANO I FATTI - Putin e Assad possono legittimamente piacere o non piacere, ma sono loro che stanno provando a sconfiggere l’autoproclamato Stato Islamico, l’Isis. I leader europei hanno marciato a Parigi dopo la strage avvenuta nella redazione di Charlie Hebdo, fanno bei discorsi, ma poi per impedire ai tagliagole di vincere non fanno niente. Il ministro degli esteri spagnolo e il suo collega austriaco hanno da poco affermato che in Siria occorre dialogare con Assad. A Bruxelles intendono seguire il loro consiglio o si preferisce continuare a fare la morale a Putin e Assad e poi fare finta di niente davanti agli orrori della guerra che da oltre quattro anni devasta la Siria?

Giacomo Cangi

@GiacomoCangi

foto: formiche.net;

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