Scienza: ecco perché la fine del mondo non arriverà

Le irrazionali e fantasiose ipotesi catastrofiste sulla imminente fine del mondo stanno affollando la Rete da diversi mesi e, negli ultimi giorni, sono indubbiamente l’argomento più discusso in tutto il globo terrestre. Dalla tempesta solare al blackout planetario, sul world wide web le teorie sul disastro mondiale spaziano davvero in ogni campo. Queste svariate supposizioni sono accomunate, però, soltanto da un accordo:  il 21 dicembre, data che secondo molti segnerà l’epilogo della vita sulla Terra, o perlomeno della specie umana. Sulla profezia Maya la Scienza non resta indifferente e risponde che, ancora una volta, si tratta di pura immaginazione dell’uomo e che il mondo non finirà venerdìEcco una lista delle spiegazioni scientifiche alle congetture apocalittiche più diffuse negli ultimi tempi.

Blackout planetario? La Nasa dice no – L’ipotesi più pessimista è di chi immagina catastrofi meno pretenziose, come un blackout planetario, provocato da un presunto allineamento di pianeti, tra il 23 e il 25 dicembre. Il tutto ha origine da un messaggio video in cui Charles Bolden, amministratore capo della Nasa, sensibilizzava la popolazione all’importanza dell’essere preparati alle emergenze. Ma non parlava assolutamente di imminenti blackout globali.

Venerdì non ci sarà nessun allineamento di pianeti – Si sono verificati allineamenti di pianeti si nel 1962, nel 1982 e nel 2000, senza aver mai provocato disastri di sorta. Per venerdì non è stato previsto alcun allineamento di pianeti, e nemmeno per i prossimi anni, ma semmai dovesse succedere non provocherebbe alcun danno al Pianeta Terra. Ogni dicembre la Terra ed il Sole sono allineati con il centro della nostra galassia. Senza conseguenze gravi per nessuno.

L’impatto con un pianeta che in realtà non esiste –  L’immaginario pianeta Niburu, scoperto dai Sumeri, sarebbe diretto inesorabilmente verso la Terra. E se non è con Niburu, allora l’impatto sarà con Eris o con un non meglio identificato Pianeta X. Se questo pianeta fosse così vicino alla Terra in questo momento sarebbe visibile ad occhio nudo, ma finora non si è avvistato nulla. Niburu e il Pianeta X non esistono. Eris c’è, è un pianeta nano. Ma è oltre l’orbita di Nettuno e non può avvicinarsi a noi più di 6 miliardi di Km.

Un nuovo calendario per i Maya, nient’altro – Nel calendario maya, il 21 dicembre 2012 segna la fine del tredicesimo b’ak’tun, un ciclo lungo 5126 anni. L’idea che i Maya prevedessero un cataclisma nel 2012 è stata suggerita nel 1966 dall’archeologo e antropologo Michael D. Coe, ma l’interpretazione è confutata dalla maggioranza degli studiosi delle civiltà precolombiane: per i Maya, il passaggio da un ciclo all’altro era piuttosto occasione di grandi festeggiamenti.

Inversione dei poli? Impossibile per ora – Un’altra “divertente” ipotesi è quella dell’inversione della polarità della Terra: polo nord e polo sud magnetici si scambierebbero nel giro di poche ore. Questo accade in media ogni 400.000 anni, ed è improbabile che avvenga nei prossimi millenni. Qualcuno associa l’inversione della polarità a uno spostamento della crosta terrestre, ma i due fenomeni non sono correlati.

 L’impatto con l’asteroide asteroide? Se così fosse l’avremmo già avvistato – L’ultimo impatto con la Terra di un asteroide in grado di provocare una catastrofe globale risale a 65 milioni di anni fa, ed è quello che ha portato all’estinzione dei dinosauri. Sebbene il rischio di impatti con asteroidi ancora sconosciuti non sia da escludere a priori, se ce ne fosse uno in arrivo per venerdì, ormai sarebbe stato avvistato dai telescopi di tutto il mondo.

L’esplosione di raggi gamma ogni 15 milioni di anni – Secondo gli astronomi ogni 15 milioni di anni la Terra viene investita da un’esplosione di raggi gamma. Perché un fenomeno simile provochi gli stessi danni dell’esplosione di una supernova, basterebbe che avvenisse a 10.000 anni luce da noi. La Terra probabilmente ha già vissuto quest’esperienza, ma niente lascia pensare che debba accadere proprio il 21 dicembre 2012.

Il “supervulcano”, evento inverosimile – Si parla anche di una super eruzione. Il termine indica un’eruzione diecimila volte più potente delle più distruttive eruzioni dei nostri tempi. Un evento simile non si è mai verificato a memoria d’uomo, ma i rilievi effettuati sulla crosta terrestre ci dicono che ne sono avvenute in un passato remoto. Non esiste modo di prevedere le eruzioni, ma le aree vulcaniche attive sono monitorate in tutto il mondo, e non ci sono segnali di una super eruzione in tempi brevi.

Sonia Carrera

@soniasakura89

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