Scandalo Mps, l’acquisizione di Antonveneta fu pulita

Piazza Salimbeni a Siena, dove sorge la sede dell'Istituto dal 1492

Siena – Un teorema giudiziario che rischia di sgretolarsi come un castello di sabbia, dopo mesi e mesi di indagini, arresti, persino il suicidio di un esponente del management bancario. Parliamo della Monte Paschi di Siena, la banca della cittadina toscana al centro di uno scandalo su presunte irregolarità nell’acquisizione, anni addietro, della Banca Antonveneta dal Banco Santander.

Il pubblico ministero di Siena, Antonio Nastasi, ha voluto chiarire durante una conferenza stampa che le presunte tangenti sarebbero dunque, al netto delle indagini ancora in corso, una mera ricostruzione giornalistica non corrispondente ai fatti. Dice il Nastasi: «Di tangente avete parlato solamente voi, noi ci siamo concentrati sui fatti, le chiacchiere stanno a zero. Agli atti del procedimento depositati, possiamo dire che c’è una minuziosissima ricostruzione di ciò che è avvenuto per l’acquisizione. Evidentemente se agli atti non vi sono fattispecie di reato che riguardano il procedimento di acquisizione di banca Antonveneta, questo non è stato viziato da fattispecie penalmente rilevanti».

Le parole del pm rischiano, com’è probabile, di scrivere la parola fine su un presunto scandalo che, esploso lo scorso gennaio a poco più di un mese dalle elezioni politiche, aveva pesantemente coinvolto il Partito Democratico, da sempre vicino ai piani alti di Rocca Salimbeni, controllando l’amministrazione comunale di Siena.

La dirigenza, composta dall’ex presidente Mussari e dal direttore generale Antonio Vigni, continua però ad essere iscritta nel registro degli indagati per la manipolazione criminale del mercato operata nel 2008-2009, quando l’istituto bancario senese, attraverso complesse e rischiosissime manovre di mercato, si era aggiudicato il controllo dell’Antonveneta.

Nello specifico, a Mussari e Vigni viene contestato che, «con più azioni esecutive del medesimo disegno criminoso – nell’ambito del programma di finanziamento ideato per il reperimento delle risorse finanziarie necessarie all’acquisizione di banca Antonveneta, diffondevano al mercato notizie false idonee a determinare una sensibile alterazione del prezzo dell’azione Bmps ordinaria».

In sostanza, l’acquisizione della banca sarebbe stata regolare per le regole nazionali e internazionali sulla finanza, senza cioè che siano state versate tangenti o quant’altro, ma sarebbe in ogni caso stata favorita con un’alterazione dei valori delle azioni, in modo da far apparire la Mps più forte economicamente di quanto non lo fosse al periodo.

Stefano Maria Meconi

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