Scandalo Mose, peggiorano le condizioni di salute di Galan

A lanciare l'allarme l'avvocato difensore dell'ex governatore del Veneto, che ha denunciato le precarie condizioni di salute di Galan

galanPreoccupa lo stato di salute di Galan, recluso da fine luglio nel carcere di Opera per il suo coinvolgimento nella tangentopoli del Mose. A lanciare l’allarme è l’avvocato difensore dell’ex governatore del Veneto, Antonio Franchini, che in un’intervista rilasciata a Il Giornale ha dichiarato che Galan «soffre di aritmie notturne, il cuore non è regolare, il suo stato di salute non è per niente buono».

L’ACCUSA – La reclusione di Galan è motivata dal suo presunto coinvolgimento in un sistema di fondi neri, creato per finanziare esponenti politici in relazione alla costruzione del Mose, il sistema anti-marea di Venezia. Lo scandalo era emerso nella seconda metà di luglio, e la richiesta di arresto aveva trovato il parere favorevole della Camera dei Deputati, nonostante l’opposizione di Forza Italia. Decisiva in quell’ambito fu la Lega Nord, che votò a favore, creando una rottura con il partito di Silvio Berlusconi.

LA SITUAZIONE – Tuttavia, sembra che per Galan la permanenza in cella non sia destinata a durare oltre il ventidue ottobre, data in cui l’ex governatore verrà presumibilmente scarcerato per decorrenza dei termini. Nel frattempo, nei primi giorni del mese si discuterà il ricorso in Cassazione presentato dall’ex Ministro delle politiche agricole contro gli arresti. La posizione dell’imputato al momento si è alleggerita, soprattutto grazie alla prescrizione, che, stando alle parole dell’avvocato, ha riguardato «l’80% delle accuse». Ma anche in tale caso rimarrebbero da risolvere ancora tre capi di imputazione, relativi allo stipendio da un milione l’anno percepito tra il 2009 e il 2011,  alla partecipazione come socio occulto ad Adria infrastrutture, e ad alcune tangenti relative ai lavori di ristrutturazione  della villa di Cinto Euganeo.

ATTACCHI AL PD – Intanto, alcuni quotidiani, come Libero e Il Giornale, hanno colto l’occasione per sferrare un duro attacco al PD, reo di aver avuto nei confronti dell’ex governatore una «sensibilità forcaiola», e di essersi trasformato in un partito garantista quando le accuse sono piovute su Stefano Bonaccini, candidato alle primarie in Emilia, e su Carlo Descalzi, amministratore delegato di Eni.

Carlo Perigli
@c_perigli

foto: infooggi.it

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