Scandalo Lazio. La Polverini al contrattacco: “Ora posso dire tutto quello che so”

polverini

Renata Polverini

 Roma – Appare sollevata la Presidente Renata Polverini durante la conferenza stampa di ieri sera in cui ha sciolto la riserva e comunicato le sue dimissioni “irrevocabili” travolta dallo scandalo dei fondi della Regione. Sollevata, come se in questo suo ultimo gesto si fosse finalmente liberata da una situazione diventata per lei non più sostenibile. Ed è lei stessa a dirlo, affermando che comunque «non ho nulla che mi pesa sulla coscienza perché quello che dovevo dire l’ho detto». Ma prosegue «da pochi minuti sono tornata una persona libera e mi sento veramente bene. Due anni e mezzo in questo sistema allucinante, me lo sentivo come una gabbia. Cercavo di uscire ma mi avviluppava sempre di più». Se ne va, quindi, ma a testa alta e con tutta l’intenzione e la determinazione a continuare il suo cammino nella politica e soprattutto «azzerando completamente i fondi a disposizione dei gruppi consiliari».

Anche se sollevata, la sua voce è dura e chiara. Senza troppi giri di parole, come è nel suo stile, butta fuori tutto. Il tutto dopo una giornata in cui si erano rincorse le più disparate voci sulla possibile prossima mossa della Presidente. E poi ieri sera alle 19,30 circa l’epilogo. Inizia subito chiedendo scusa per aver tardato a comunicare questo suo passo,  decisione che comunque aveva preso e comunicato già lunedì in serata al Presidente della Repubblica Napolitano e al premier Monti e alle 13 di ieri mattina al segretario del PdL Angelino Alfano, a Casini e a Storace. «Capirete che sono stata eletta alla guida di una regione importante, la seconda regione del nostro paese. Ora con il blocco della mia azione riformatrice ci saranno gravi ripercussioni sul paese». È quindi una ragione di stato la sua. Ma afferma anche «ho aspettato oggi anche per vedere le falsità che l’opposizione ha detto in questi giorni. Oggi potevano consegnare le loro dimissioni e non l’hanno fatto. Non l’hanno fatto coloro che si lamentavano dell’attività della giunta e che hanno tentato di scaricare le loro responsabilità proprio su una giunta che ha soltanto lavorato bene nell’interesse delle persone».

È dura la Polverini e non perdona quasi nessuno. A partire dal consiglio stesso che  non considera «più degno di rappresentare una regione così importante come il Lazio. Quindi questi signori li mando a casa io!» definendo i politici coinvolti nello scandalo «gente da operetta». Il Lazio, sostiene, è un organismo «a due teste: da un lato c’è la giunta, dall’altro il consiglio. Non potevo mai immaginare che tutti nel consiglio facessero un uso così disinvolto dei fondi pubblici». E difende a spada tratta la sua giunta: «noi siamo giunti qui puliti. Una giunta che ha operato bene e che ha portato dei risultati importanti a questa regione e che purtroppo interrompe il suo cammino a causa di un consiglio regionale indegno».

La Polverini è stanca e non ci sta più «io con questi malfattori non ho nulla a che fare!». E non tralascia nemmeno quelli del suo partito «questa storia nasce per una faida interna al partito del Popolo della Libertà, un partito che non consegnò la lista, e che ci ha consegnato un dibattito interno a dir poco allucinante per altro coordinato da personaggi ameni che si aggirano per l’Europa a rappresentare il nostro paese». Promette di non stare più zitta: «quello che ho visto in regione e che per rispetto dei cittadini non ho portato alla vostra attenzione fino ad oggi lo farò da domani mattina». Anche perché «le ostriche non le hanno inventate quelli del PdL regionale. Le ostriche viaggiavano comodamente nel palazzo della giunta regionale prima di me. E nessuno faccia similitudini con chi stava prima di me. Nessuno si permetta di dire una parola su me e i miei collaboratori». Spera infine che la giustizia faccia il corso e che presto chi abbia sbagliato paghi per ciò che ha fatto.

Fiorito
Renata Polverini e Franco Fiorito

Sicuramente un precedente, quello della Polverini, che scatenerà forti ripercussioni in molte altre regioni dove ci sono governatori che, nonostante siano indagati, non hanno ancora lasciato la loro poltrona. Dopo questo fatto rimarrà veramente difficile per queste persone non rimettersi alle dimissioni. Come avviene, del resto, nella maggior parte dei paesi democratici. Si sbaglia? Si va a casa. Ma in Italia, si sa, non funziona così, anzi. Si sbaglia? Ci si ricandida! Come ha tenuto a precisare ieri in una breve dichiarazione a Striscia la notizia l’indagato numero uno Fiorito: «Se mi ricandito? Perché non dovrei farlo!». Un paradosso chiamato Italia. Ma come hanno reagito gli esponenti politici alla decisione della Polverini? Silvio Berlusconi si ritiene molto soddisfatto della scelta della Presidente, nonostante fino all’ultimo ha tentato, insieme ad Alfano, di convincerla a non mollare. In un intervista all’Huffington Post afferma «Apprezziamo la scelta di Renata Polverini che pur non avendo compiuto nulla di immorale né di illegittimo ha ritenuto, di fronte alle gravi emergenze venute alla luce nell’utilizzo dei fondi pubblici, di consentire con le sue dimissioni un cambiamento». Il sindaco di Roma Alemanno esprime tutta la sua solidarietà: «Le dimissioni di Renata Polverini sono l’epilogo inaccettabile di una bruttissima vicenda. Un Presidente di Regione, eletto dal popolo, senza neppure un avviso di garanzia – prosegue – viene costretto a dimettersi dalle faide interne di partiti e da un’opposizione che, ancora una volta, ha dimostrato tutta la sua ipocrisia nello strumentalizzare una vicenda su cui il Presidente della Regione non ha responsabilità».

Per il momento, come prevede lo statuto della regione, la Polverini rimarrà in carica per altri 100 giorni e cioè fino al giorno delle nuove elezioni che molto probabilmente si terranno a febbraio. È tempo quindi del toto-nome: chi sarà il nuovo Presidente?

 

Stefania Galli  

Foto ||vanityfair.it; partitodemocratico.it

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Delicious
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Add to favorites
  • Email
  • RSS

Ti è piaciuto questo articolo? Fallo sapere ai tuoi amici

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

 
Per inserire codice HTML inserirlo tra i tags [code][/code] .

I coupon di Wakeupnews