Scandalo al Maxxi. Opera pedopornografica in mostra

maxxi pedopornografia

La scultura Piggyback di Dinos e Jake Chapman in mostra al Maxxi di Roma (voxnews.com)

Roma – Il Maxxi sotto accusa per mostra «pedopornografica». E’ questo l’ultimo tombolone del museo capitolino di arte contemporanea sotto la guida di Giovanna Melandri. La causa del montare di polemiche è una scultura, opera dei fratelli Dinos e Jake Chapman, artisti di fama amanti della provocazione nonché autori dal gusto molto discusso nel mondo dell’arte.

ARTE O OSCENITA‘? – La scultura in questione rappresenta due giovani adolescenti nude. Due figure in fibra vetro, l’una a cavalcioni sull’altra con in bocca un pene. Titolo del lavoro: Piggyback. Secondo il direttore artistico cinese Hou Hanru, scelto dalla Melandri per l’allestimento dell’evento, nonché secondo un certo nutrito numero di critici, l’opera si pone come «una conflittualità tipica del comportamento tra politica, religione e moralità». Secondo Antonio Marziale presidente dell’Osservatorio sui diritti dei minori, invece, sarebbe solo un «chiaro sfondo pedopornografico».

Dello stesso avviso pare fossero anche molti visitatori i quali, dopo aver visto Piggyback, hanno inviato al ministro dei Beni culturali Dario Franceschini una serie di proteste culminate in una lettera di risposta vergata dalla direttrice del Maxxi, Anna Mattirolo« [...] La crudezza del lavoro dei Chapman – spiega la direttrice – da sempre caratterizzati da opere che denunciano una realtà malata, che mettono in discussione la falsa moralità e vogliono suscitare dibattito. Si tratta di artisti tra i più importanti nel panorama internazionale, le cui opere sono state esposte alla Tate, Alla Royal Academy di Londra e al PS1 di New York». Inoltre, continua la direttrice, l’opera sotto accusa «è sempre stata segnalata con avvisi esposti in biglietteria, al punto informativo, e dal personale di sala opportunamente istruito per le famiglie in visita con i minori».

IL MAXXI FA MARCIA INDIETRO - Il Museo, tuttavia, ha dovuto capitolare. La Mattirolo nella lettera continua sostenendo che le opere sono in turnazione e perciò la scultura sarà rimossa. Al più presto. Una versione, quella della turnazione, che comunque non soddisfa Marziale: «Si tratta di una soluzione parziale, che non ci sentiamo di condividere. Non significa attentare alla libertà di espressione artistica, ma evitare che dietro il paravento dell’arte si promuovano raffigurazioni a chiaro sfondo pedopornografico».

Rimane così la polemica e la gaffe del Museo, sia nei confronti dei visitatori sia nei confronti degli artisti noti per il loro gusto fetisch e provocatorio al limite del raccapriccio: teschi, vermi, genitali, zombie, parti anatomiche sono leitmotive dei loro lavori. Un mix di sesso e morte famoso e discusso, come i volti di Madonna deturpati o gli acquarelli di Hitler in versione hippy. Tutte opere grazie alle quali i fratelli Chapman sono divenuti celebri e di cui ora il Museo cela i componimenti.

Chantal Cresta

foto || voxnews.com;

 

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