Sarah Scazzi: Ivano Russo nuovamente interrogato dai carabinieri

TARANTO – Nuovo interrogatorio per Ivano Russo, che ieri è stato ascoltato per circa due ore dal Pubblico Ministero Mariano Buccoliero, che da nove mesi segue l’indagine sul delitto di Sarah Scazzi, la quindicenne di Avetrana uccisa lo scorso 26 agosto e ritrovata morta poco dopo in un pozzo di Contrada Mosca.

Russo non è indagato ed è stato convocato come persona informata sui fatti e per tentare di fornire spiegazioni sulla natura di alcuni dei numerosi sms che il ragazzo ha scambiato con Sabrina Misseri, cugina di Sarah, attualmente detenuta nel carcere di Taranto, insieme alla mamma, Cosima Serrano, arrestata qualche giorno fa. Entrambe, per l’accusa, sono colpevoli dell’omicidio della quindicenne.

Per gli inquirenti il 27enne potrebbe essere il movente del delitto. Sabrina Misseri infatti provava una forte attrazione nei confronti del giovane il quale aveva un rapporto di amicizia molto forte con Sarah, tanto da suscitare probabilmente la gelosia della cugina. In Procura, Ivano Russo ha spiegato che in molti dei messaggi scambiati con Sabrina, si parlava di Sarah e del rapporto tra lui e l’indagata.

Da alcuni dei messaggi intercettati è venuto fuori che Ivano aveva anche rifiutato di avere un rapporto sessuale con Sabrina e che di questo dettaglio ne era a conoscenza Sarah, la quale aveva raccontato la vicenda ad alcuni amici, scatenando l’ira della cugina. Il contenuto dell’interrogatorio resta segreto.

La mamma di Sarah, in un’ intervista rilasciata alle telecamere di Raiuno, si dice non meravigliata dell’arresto della sorella, da una decina di giorni nel carcere di Taranto con l’accusa in concorso di omicidio, assieme alla figlia Sabrina Misseri. Concetta non ha mai creduto alla versione della sorella la quale ha sempre affermato di non aver sentito nulla quel giorno in casa quando Sarah è stata uccisa. «Non puoi uccidere una bambina nel silenzio, conoscendo Sarah so che lei urlava come una sirena, era impossibile non sentirla», ha spiegato la donna.

 

Intanto il padre di Sabrina, Michele Misseri, è tronato in libertà ma continua a sostenere di essere lui ad aver ucciso la nipote. Il contadino di Avetrana è ritornato a casa dopo otto mesi trascorsi nel carcere di Taranto, in seguito ad una sua confessione. Ma per i giudici Misseri non avrebbe partecipato al delitto, ma avrebbe avuto un ruolo decisivo nell’occultamento del cadavere nel pozzo. L’uomo resta comunque indagato con l’obbligo di firma.

Tanti sono i dubbi che restano da chiarire in questo tremendo fatto di cronaca che da nove mesi affligge l’Italia assumendo sempre più i tratti di un delitto a sfondo familiare.

Natalia Radicchio

Foto| via http://saramoretti.files.wordpress.com/

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