Sanità: in arrivo nuovi tagli, a rischio la metà delle strutture private

In arrivo pesanti tagli alla sanità privata (cislbrescia.it)

Roma – Il Governo prosegue con la spending review e prepara importanti tagli alla sanità. Stando ai primi calcoli potrebbero saltare circa settemila degli oltre 230mila posti letto attuali. A finire sotto la scure del provvedimento firmato dal ministro Renato Balduzzi ci sono anche 257 ospedali privati accreditati, strutture assimilabili cioè a quelle pubbliche per la gratuità delle cure.

Il rischio di chiusura riguarda gli ospedali con meno di 80 letti. La loro estromissione dal sistema sanitario è prevista dalla bozza di regolamento sulla riorganizzazione della rete ospedaliera appena stilata dal ministro Balduzzi, di concerto con il ministro dell’Economia Vittorio Grilli. Nel documento («Definizione degli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi relativi all’assistenza ospedaliera») vengono definiti i criteri da adottare per attuare i tagli.

L’elenco delle strutture che rischiano di chiudere è stato elaborato dagli esperti di Quotidiano Sanità in collaborazione con l’Associazione italiana ospedalità privata (Aiop). I dati sono in continuo aggiornamento. Su Milano, per esempio, l’assessorato della Sanità prevede che le case di cura destinate a sparire siano quattro: la San Carlo, la Capitanio, l’Istituto Stomatologico Italiano e la San Giovanni.

La partita comunque è tutt’altro che chiusa. Il tema arriverà la prossima settimana sul tavolo della Conferenza Stato-Regioni. Basti pensare che, stando ai dati del governo, nel nostro paese c’è un soprannumero di posti letto per malati in fase acuta, mentre esiste una carenza di quelli di riabilitazione. Si sta dunque studiando la possibilità di riconvertire i primi nei secondi o, in alternativa, di mettere insieme due o tre mini-strutture per ricavarne una a prova di tagli.

A proposito dei tagli che l’esecutivo è pronto a mettere in pratica, il presidente dell’Aiop Gabriele Pelissero non nasconde le proprie perplessità e si chiede: «Ma è corretto che un provvedimento tanto delicato non passi dal Parlamento?

Davide Lopez

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