Sale ancora la disoccupazione: 13%, come nel 1977

Disoccupazione record a ottobre, mai vista in oltre quarant'anni; dramma per i giovani, uno su due senza lavoro. Il Sud e le donne più colpiti

Roma – La disoccupazione continua a volare, facendo siglare un altro record a ottobre e tornando ai livelli del 1977; e se scendono anche gli occupati, il dato trascina anche una disoccupazione giovanile a livelli allarmanti. Il 2014 sembra essere un altro anno nero, l’ennesimo, per il lavoro in Italia, e non c’è Job act che tenga di fronte ai dati Istat diffusi oggi.

I DATI – I numeri sono nudi e crudi, ma la matematica aiuta a trasmettere la dimensione della tragedia italiana nel mondo del lavoro. Per la disoccupazione di parla di 3,4 milioni, il 13,2% della popolazione in età da lavoro e non impegnata negli studi, con un calo degli occupati su base mensile di 55mila unità; ma tra i giovani

disoccupazione

Cresce ancora la disoccupazione in Italia, soprattutto tra i giovani

il dato assume cifre spaventose, con una percentuale di disoccupazione che raggiunge i 43,3 punti, oltre 700mila ragazze e ragazzi in cerca di un posto di lavoro e di un futuro.

A LUNGO TERMINE – L’analisi puntuale è drammatica, ma quella sul medio termine non aiuta a sorridere, tutt’altro; rispetto a settembre la percentuale di disoccupati è aumentata di 0,3 punti percentuali, mentre raggiunge il +1% rispetto a un anno fa. Cifre analoghe non si vedevano dal 1977, quando l’Italia era sì in crisi, ma era anche un paese diverso in un mondo diverso. Il problema per ottobre è stato ancora una volta il calo degli occupati, combinato con una diminuzione anche degli inattivi, coloro che non hanno lavoro e nemmeno lo cercano.

Donne e sud i più colpiti (medium.it)

Donne e sud i più colpiti (medium.it)

UOMINI E DONNE; NORD E SUD – Le differenze di genere si fanno sentire anche nel mondo dell’occupazione, pur con differenze che rimangono contenute, segnale di una difficoltà comune che travalica questi aspetti. La disoccupazione maschile ha fatto segnare un +0,3%, arrivando a quota 12,4%, mentre quella femminile, a fronte di un medesimo tasso di incremento mensile, è al 14,3%.
l’altra divergenza notevole è la forbice territoriale, che separa i territori del paese, dipingendo un quadro scomposto e in aggravamento: se al Nord la disoccupazione è al 7,8%, al Centro supera il 10,5% e nel Mezzogiorno è addirittura al 19,6%.

GIOVANI – Se il quadro generale è pessimo, quello riguardante i giovani under 25 tocca veramente livelli drammatici. Il 43,3% non h un lavoro, una percentuale che sale di 0,6 punti rispetto al mese precedente: si tratta di 700mila persone, quasi il 12% di questa fascia d’età, con un aumento costante che rischia di estirpare un’intera fascia d’età dalla nostra società.

POSTO FISSOAumentano i contratti a tempo determinato, invece, nonostante l’occupazione generale continui a scendere. Ben 400mila occupati in più con questa modalità, un incremento del 7,1%, almeno secondo il Ministero del lavoro: si tratta di un dato di difficile lettura, poiché inserito in un quadro che invia segnali di tutt’altro tipo.

Andrea Bosio
@AndreaNickBosio

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