Sale: come diminuirne l’utilizzo e sostituirlo, non rinunciando a piatti saporiti

Ci sono diversi motivi che da soli potrebbero convincerci a diminuire l’utilizzo del sale come condimento sugli alimenti che consumiamo. Ipertensione, problemi circolatori, ritenzione idrica e cellulite sono solo alcune delle ragioni che dovrebbero spingerci a moderarne il consumo.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità consiglia di non superare i 5 grammi al giorno; purtroppo la media nazionale è di 10, non solo perché si tende a salare troppo i piatti, ma anche perché quasi tutti i cibi che arrivano sulle nostre tavole, sono già ricchi di sodio, ingrediente base per la conservazione degli alimenti.

Ma come si può ridurre il consumo di sale, senza però rinunciare a mangiare piatti saporiti? Si possono utilizzare dei validi sostituti, anche perché non siamo abituati a una dieta totalmente insipida e correggere questa mancata abitudine non è così semplice. Per ridurre l’apporto di sodio è necessario usare delle sostanze che diano sapore ai piatti. È necessario tempo per riuscire ad abituarsi a una dieta iposodica. Ecco perché nella fase iniziale di “svezzamento” è consigliabile puntare sulle spezie come peperoncino, curry, pepe e zafferano e su alcuni prodotti tipici della nostra cultura e soprattutto della dieta mediterranea, come cipolla, prezzemolo, basilico e aglio.

Risultano notevolmente efficaci anche i sali aromatizzati con spezie, erbe o alghe: si tratta sempre si sale, ma molto più saporito. Questo permette di poterne utilizzare di meno. Gli amanti della cucina etnica possono inoltre sperimentare la salsa di soia, che contiene solamente il tre percento di sale e può essere utilizzata per insaporire la carne, ma anche le verdure.

Per chi proprio non riesce a fare a meno del sale, è consigliabile utilizzare il sale iposodico. Il questa versione il cloruro di sodio è sostituito parzialmente dal cloruro di potassio. Non bisogna però esagerare: non è infatti salutare ingerire grandi quantità di potassio, poiché oltre ai possibili problemi di salute che potrebbe provocare, soprattutto se si assume potassio anche da altre fonti, rischia anche di conferire agli alimenti un retrogusto amarognolo.

Si sta inoltre studiando un mix vegetale, in grado di sostituirsi al sale nella produzione industriale del cibo. Prime indiscrezioni fanno sapere che dovrebbe contenere piante (Batis o Saltwort, famiglia delle Batacee), alghe (Sea Tangle, famiglia delle Laminarie) e funghi (Lemtinus Sedodes); questo mix potrebbe garantire la riduzione di sodio del 43 percento, conservando inalterato il gusto delle pietanze.

Sara Mariani

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Una risposta a Sale: come diminuirne l’utilizzo e sostituirlo, non rinunciando a piatti saporiti

  1. avatar
    Anonimo Iperteso 21/11/2012 a 23:51

    La salsa di soia è deleteria quanto il sale, prima di scrivere articoli, consigli o linee guida bisognerebbe informarsi meglio..
    From wikipedia:
    il contenuto in sale non ne rende consigliabile l’uso in diete povere di sodio mentre i possibili effetti del glutammato contenuto sono oggetto di controversia.
    http://it.wikipedia.org/wiki/Salsa_di_soia

    Rispondi

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