Sakineh sarà impiccata per omicidio

Da un annuncio del procuratore si evince l’unico cambio si sentenza: il patibolo al posto della lapidazione

di Redazione

Sakineh Mohammadi Ashtiani

TEHERAN – Sarà l’impiccagione, non più la lapidazione, la pena stabilita in via definitiva per l’esecuzione della condanna a morte, con l’accusa di complicità nell’omicidio del marito, gravante sulle spalle di Sakineh Mohammadi Ashtiani.

Nonostante il mondo intero si sia mobilitato per invocare a piena voce la sua liberazione, l’unico risultato ottenuto nei confronti della 43enne iraniana sembra essere stato il beffardo cambio di rotta della sentenza, partita inizialmente dall’accusa di adulterio.

Il ministero degli Esteri interviene, però, riguardo lo stato del procedimento penale comunicando all’Ansa, tramite il portavoce Ramin Mehman-Parast, che “le procedure legali non sono ancora concluse, un verdetto sarà deciso quando saranno terminate”. Ribatte il Teheran Times per mezzo delle parole del giudice religioso: “in base alla decisione del tribunale, è stata condannata per omicidio e la pena per questo delitto ha preminenza sul reato di adulterio”.

Il procuratore generale, in risposta alla vasta ondata internazionale di critiche e proteste rivolte, fino ad ora, contro l’Iran, puntualizza: “la questione non deve essere politicizzata: il potere giudiziario non può lasciarsi influenzare dalla campagna di propaganda occidentale”.

Al contempo, il figlio di Sakineh, Sajjad Ghaderzadeh, in lacrime, si rivolge all’Italia per un nuovo disperato appello: “le autorità italiane intervengano per aiutarci”.

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Una risposta a Sakineh sarà impiccata per omicidio

  1. avatar
    nemo profeta 28/09/2010 a 13:40

    Menzogne, anacronismo, faziosità ed ipocrisia sono i punti cardine utilizzati dai media per il caso “Sakineh”.
    Ai “corretti informatori” non gliene frega un piffero della sorte di Sakineh, a loro interessa soprattutto riversare livore e veleno sull’immagine dell’Iran. Essi sanno che la povera donna (in senso Cristiano) è una spietata uxoricida, e che l’accusa di adulterio è quasi irrilevante di fronte al delitto estremo perpetrato in concorso con l’amante.
    Sanno pure che non vi sarà la paventata “spettacolare” lapidazione. Perchè sanno che in Iran è dal 2002 che non vengono eseguite tali barbare esecuzioni. Come sanno che Sakineh non ha mai ricevuto le famose 99 frustate. E sanno pure che il Governo Iraniano non ha nulla a che fare con la condanna di Sakineh, che è stata emessa da un tribunale locale in una estrema regione rurale, se non per il lodevole fatto di avere richiesto la sospensione della condanna per la revisione del processo, molto tempo prima che intervenissero le “proteste” dei finti movimenti pro-Sakine e degli ipocriti rappresentanti dei governi-fantoccio (ad iniziare da quello italiano).
    E soprattutto sanno, i “corretti informatori”, che nel mondo in questo momento vi sono migliaia di condanne a morte, anche per motivi più banali, ignorate volutamente dai media e per le quali nessuno stà muovendo un dito!
    Mentre il popolo occidentale non sà nulla in merito, se non quello che gli viene propinato dai media…e giù commozione e indignazione…a profusione!

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