Rossella Falk, la ‘Greta Garbo’ italiana

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Rossella Falk (movieplayer.it)

Il 2013 sarà ricordato, tra le varie cose, come l’anno in cui l’Italia ha perduto molte delle sue più grandi attrici teatrali. Dopo Mariangela Melato, spentasi l’11 gennaio, e Anna Proclemer, spenta il 25 aprile scorso, ieri è deceduta Rossella Falk, una delle donne che ha fatto la storia del teatro.

Nata a Roma il 10 novembre del 1926 con il nome di Rosa Antonia Falzacappa era figlia di un colonnello ed appartenente all’alta borghesia romana. Disse una volta della sua famiglia: «Vivevamo in una casa ai Parioli molto bella dove tutto era sempre perfetto, le signore che venivano per il tè il giovedì pomeriggio, fiori meravigliosi nei vasi, mio padre, colonnello di artiglieria, pieno di humour, mia madre inappuntabile e curatissima, credo di non averla mai vista in vestaglia neanche una volta».

Fotogenica sin da giovane, alta e intelligente, decide di iscriversi all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica, convinta dal futuro regista Giorgio De Lullo. Diplomatasi, inizia la sua brillante carriera teatrale. È il 1948 quando interpreta per la prima volta, con il nome di Rossella Falk, il testo di un autore di cui diventerà la più grande interprete: nella parte della Figliastra, recita in Sei personaggi in cerca d’autore di Pirandello, con la regia di Orazio Costa.

Dal 1951 al 1953 fa parte della Compagnia Morelli-Stoppa, con le regie di Visconti: con loro recita in Un tram che si chiama desiderio di Williams, Tre sorelle di Cechov e La locandiera di Goldoni. Nel ’55 però arriva la svolta. Rossella insieme a De Lullo e Romolo Valli forma una Compagnia che poi la critica chiamò “dei Giovani”. Il nome era dovuto al fatto che per la prima volta, nel dopoguerra, si vedevano recitare insieme giovani attori nei ruoli principali, che fino a prima erano esclusivi solo di attori già celebri come Gino Cervi, Andreina Pagnani o Ruggero Ruggeri.

Il sodalizio Falk-De Lullo-Valli durerà fino al ’74 e raccoglie attori come Tino Buazzelli e Anna Maria Guarnirei. In quegli anni, la Compagnia dei Giovani aveva dato al teatro un’aria fresca e rivoluzionaria: è con loro che inizia il concetto che la compagnia non viene retta da un singolo mattatore ma dalla coesione del gruppo. Dimostrazione del fatto che, anche dopo lo scioglimento del gruppo, Valli-De Lullo e Rossella, insieme a tutti quelli che avevano fatto parte della compagnia, recitarono più volte e serenamente insieme. Il repertorio comprendeva sia i classici, come Cechov e Feydeau, sia i contemporanei, come Diego Fabbri (che apposta per Rossella scrisse La bugiarda) o Giuseppe Patroni Griffi.

Lei ricordava quei giorni così: «De Lullo, che divenne regista perché non c’erano i soldi per pagarne uno esterno, era il poeta della compagnia, un pensatore. Valli era il nostro Paolo Grassi, organizzatore, preciso, un uomo di estrema cultura e una memoria di ferro. Io? Io ero una che non pensava ma arrivava alle cose per intuizione, e Romolo si arrabbiava. “Come fai ad arrivarci subito alle cose?”, mi diceva (…) Per vent’anni nessuno di noi ha mai tentato di primeggiare. Perfino con La Bugiarda che Diego Fabbri scrisse per me, avevamo pensato solo al pubblico e al piacere del pubblico».

Nel ’74 la Compagnia dei Giovani si scioglie per problemi economici. Rossella è ormai una stella. Inizia ad essere conosciuta in tutto il mondo. La sua caratteristica principale è che la notorietà la deve praticamente solo al teatro. Non ama il cinema né ci recita tanto. Fa però delle eccezioni per casi eccezionali, come in di Fellini (1964), Modesty Blaise, con Monica Vitti, di Losey (1966), Quando muore una stella di Alrich (1968) e Non ho sonno di Dario Argento (2000).

La sua padronanza delle lingue (ne parlava ben quattro) le permette di allacciare importanti amicizie, come Jean Cocteau e Dirk Bogard. La più più grande amica è, però, Maria Callas: divenute praticamente intime, è all’amica più che alla cantante in sé che Rossella dedica lo spettacolo Vissi d’arte, vissi d’amore, portato in tournée in tutto il mondo dal 2004 al 2006, in cui l’attrice interpreta gli scritti, i ricordi e le interviste della Callas.  Pignola, amante del rigore e critica nei confronti di ogni superstizione, non interrompe un solo istante la propria carriera teatrale, se non dal ’76 all’80 per motivi personali. Negli ani ’80 però torna in gran forma, forse più di prima. Dall’81 al ’97 diviene uno dei direttori artistici del Teatro Eliseo di Roma, insieme a Giuseppe Battista e Umberto Orsini. È di quegli anni la celebre esecuzione de Maria Stuarda di Schiller, in coppia con Valentina Cortese e la regia di Zeffirelli.

Rossella Falk ricevuta da Carlo Azeglio Ciampi (Presidenza della Repubblica)

Con gli anni si fa sempre più eclettica, eseguendo performance su testi di Goldman, Hare e Bergman, non sdegnano le parti di persone anziane, come Est Ovest di Cristina Comencini. Dopo una breve malattia, si spegne all’ospedale S.Giovanni di Roma. L’intero mondo dello spettacolo è andato in lutto. Tante le dichiarazioni. «Rossella era una persona molto generosa e molto semplice. In scena era insicura, aveva come una paura di ‘fare’ la parte che velava con quella che è passata alla storia come la grande eleganza della Falk». Così Gabriele Lavia ricorda la grande attrice scomparsa ieri, intervenendo alla camera ardente in corso al Teatro Eliseo. «Rossella – prosegue Lavia – è stata un’attrice molto importante perché in qualche modo ha rappresentato il paradigma di un’epoca. Lei, Mariangela Melato, Anna Proclemer, tutte scomparse quest’anno, raccontano il mestiere dell’attore come si è dibattuto in questi ultimi 50 anni».

Umberto Orsini ha dichiarato: «È stata un’artista straordinaria, di energica bravura, bellissima. L’ho sempre ammirata. (…) Non era affatto algida e scostante come la si credeva: nella vita privata era sarcastica, comica e accattivante. Con gli altri fu sempre generosa e con discrezione. E aveva un’immensa gioia di vivere. Nel 2010 ebbe un ictus cui seppe reagire molto bene. Ma l’ultima settimana aveva un presentimento….».

La più commovente è venuta da Leo Gullotta: «Con Rossella Falk se ne va un altro pezzo del Teatro italiano. Rossella, Mariangela, Anna: si sono date appuntamento in un qualche palcoscenico lassù. Rossella era anche una bellissima persona, mancherà al Teatro e agli amici».

Francesco Fario

 

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