Roma. Sciopero all’italiana: turisti lasciati in coda davanti ai monumenti


Roma – Capitale chiusa per sciopero. E’ questo quanto è accaduto in alcuni dei principali siti archeologici romani tra i più visitati dai turisti di tutto il mondo. Colosseo, Foro romano, Palatino, Terme di Diocleziano, infatti, sono rimasti chiusi stamattina causa assemblea sindacale. Sono poi stati riaperti con disagi e ritardi dalle 11.30.

La conferma di avvenuta chiusura è arrivata da Roberto Alesse, presidente dell’Autorità di garanzia per gli scioperi. Agi.it riporta il furioso commento di Alesse sulla vicenda: «La chiusura ai visitatori dei principali siti archeologici della Capitale questa mattina, motivata da un’assemblea sindacale, porta ancora una volta alla ribalta l’urgenza di ricomprendere la fruizione dei beni culturali tra i servizi pubblici essenziali. Proprio ieri – continua Alesse – è iniziata in Senato la discussione dei disegni di legge di modifica alla legge sul diritto di sciopero, sollecitata dallo stesso Governo, ed è mio auspicio che, in quella sede, si ragioni con rigore e serietà anche di questo tema. Lasciare la fruizione del nostro patrimonio culturale fuori dai servizi pubblici vuol dire continuare a dare una pessima immagine del Paese ai cittadini e ai milioni di turisti che quotidianamente scelgono di vistare le nostre Città».

TURISMO SINDACALE – Al di là dei commenti, però, la situazione che si è concretizzata fuori dai siti romani già dalle prime ore della mattina, è stata sconcertante. E poco cambia che l’assemblea fosse regolare giacché il pubblico non ne era al corrente. Ma non solo, perché l’avviso alle porte chiuse dei siti ha dato luogo a malintesi ed imbarazzi.

Sicché sul sito di Affaritaliani.it appare la carrellata degli strafalcioni a cui sono incorsi i turisti. Fuori dall’Anfiteatro Flavio, per dire, campeggiava la comunicazione ‘Si informano i visitatori che oggi 18 settembre 2015 il Colosseo resterà chiuso dalle 8.30 alle 11 pm causa assemblea del personale di custodia. Ci scusiamo per il disagio’. Peccato che 11 pm, in inglese corrisponda alle 23.00 della sera. Confusione, brusio, quadranti dell’orologio in mano tra gli astanti e tanti hanno desistito.

Al Foro Romano non è andata meglio e i turisti sono rimasti in coda in paziente attesa ed ignari finché qualche benevolo ‘centurione’ non ha dato la notizia ufficiale: «Aho, è chiuso». E via con le polemiche.

Una signora in fila è sbottata: «Ma non c’è nessun avviso se non dentro, praticamente»; un gruppetto di turisti inglesi che si erano muniti di biglietto via Internet non hanno potuto trattenersi: «Potevano scriverlo almeno lì (sul sito), ci saremmo organizzati»; continua una signora polacca: «Abbiamo giusto due giorni, Roma è grande, avremmo fatto altre scelte»; insiste una giovane guida turistica con al seguito comitiva munita di macchine fotografiche, tutti smarriti, senza riferimenti, senza notizie: «E’ una bella delusione per i turisti».

Sconcertate persino le forze dell’ordine che affermano di non essere state avvertite.

Chantal Cresta

Foto || twitter

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