Roma post-Marino: riuscirà il Movimento 5 Stelle a sprecare l’occasione?

Movimento 5 Stelle

Alessandro Di Battista (foto: agrigentoweb.it)

Nelle segrete stanze di tutti i principali partiti molto probabilmente si è già cominciato a parlare di chi presentare alle prossime elezioni amministrative di Roma. C’è una forza politica che in teoria ha la vittoria in tasca: il Movimento 5 Stelle. Il sindaco uscente di Roma, Ignazio Marino, non è stato solo un amministratore discutibile ma, a causa dello scandalo degli scontrini, adesso l’opinione pubblica lo ha inserito (non si sa ancora se a torto o a ragione) nella lunga lista dei politici italiani che mangiano, letteralmente, con i soldi dei contribuenti. Insomma, Marino in questo momento rappresenta tutto ciò contro cui il Movimento 5 Stelle dice da anni di battersi. La strada verso il Campidoglio sembra in discesa, ma non è da escludere che il Movimento 5 Stelle sia intenzionato a farsi del male da solo.

REGOLE - Il volto noto del Movimento 5 Stelle romano è uno solo: Alessandro Di Battista. Ma il romano classe 1978 attualmente è un deputato. E questo è un problema. Il motivo lo ha spiegato bene alcuni mesi fa un altro deputato grillino, Luigi Di Maio: «Noi abbiamo delle regole che dicono che se vieni eletto dai cittadini in un ruolo, poi non puoi fare il salto dalla poltrona durante il mandato. È una questione di serietà. Se tu vieni eletto da una parte, devi lavorare lì per realizzare il programma elettorale».

OCCASIONE UNICA - All’interno del Movimento 5 Stelle, però, dovrebbero capire che una battaglia politica importante come quella di Roma meriterebbe eccome uno strappo alle regole. Amministrare la Capitale d’Italia, infatti, significherebbe fare il salto di qualità per una forza politica che fino ad ora ha amministrato al massimo una città di meno di 200.000 abitanti come Parma. Questo salto di qualità, però, lo può fare solo se candida un volto conosciuto da tutti come Di Battista che ad oggi vincerebbe senza neanche bisogno di fare campagna elettorale. La sinistra, infatti, viene dall’esperienza Marino mentre, per quello che riguarda la destra, il ricordo di Alemanno è ancora fresco. Sia la sinistra che la destra, quindi, partiranno con un handicap fortissimo nella campagna elettorale romana. Senza scordare che lo scandalo Mafia Capitale ha toccato entrambi gli schieramenti.

Il Movimento 5 Stelle può vincere una partita politica a dir poco importantissima. Ce la farà a candidare l’uomo giusto – che magari potrebbe dimettersi da deputato in modo da non avere in caso di vittoria a Roma un doppio incarico che puzzerebbe di casta – oppure perderà l’ennesima occasione?

Giacomo Cangi

@GiacomoCangi

foto: agrigentoweb.it

Mi dimetto. Dal lavoro fatto in questi anni passa il futuro di Roma. Una città che abbiamo liberato dal malaffare e dalla corruzione.

Posted by Ignazio Marino on Giovedì 8 ottobre 2015

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