Roma: picchiato perché ‘camerata’

ROMA – Nella giornata di ieri un ricercatore trentenne, dopo una cena con amici, è stato fermato da quattro ragazzi in motorino, i quali gli avrebbero chiesto se simpatizzasse per il vecchio regime fascista. Neanche il tempo di rispondere e il ragazzo è stato immediatamente colpito al volto con un casco e poi preso a calci e pugni.

35 giorni di prognosi come risultato: una frattura allo zigomo, due fratture al setto nasale e una perioculare per il giovane ricercatore della facoltà di Lettere di Roma Tre. Il fatto è avvenuto nel quartiere San Paolo, in viale Giustino Imperatore, intorno a mezzanotte.

Dopo una cena con amici, dunque, stando alla testimonianza di uno di questi, il ragazzo si sarebbe avviato, da solo, a piedi verso casa per poi essere stato fermato da un gruppo di quattro ragazzi in motorino che gli avrebbero chiesto “Sei un camerata?”, domanda alla quale il giovane, non sapendo cosa rispondere, avrebbe accennato un “si”, scintilla che avrebbe poi fatto incendiare l’odio della comitiva. Dopo l’aggressione, il giovane avrebbe telefonato ad un ‘amico per informarlo dell’aggressione, prima di essere trasportato immediatamente da questi in ospedale.

Subito dopo è partita la denuncia contro ignoti dal posto di polizia del pronto soccorso. Il ragazzo non dovrebbe essere mai stato implicato in senso politico in alcuna vicenda burrascosa, dal momento che la politica stessa non risulterebbe tra i suoi principali interessi. Dall’aggressione non è scaturito alcun furto, solo una vistosa perdita di sangue.

Per gli amici della vittima “è stato un gesto di violenza fine a se stessa, come Arancia Meccanica”. Si indaga per scovare i responsabili dell’aggressione, mentre dalle istituzioni, in particolare dal sindaco di Roma Gianni Alemanno, arrivano le prime espressioni di solidarietà. “Voglio esprimere la mia personale solidarietà e quella di tutta la città di Roma – ha detto il sindaco - È assolutamente necessario fare al più presto chiarezza su un episodio grave e inquietante. Mi auguro che gli inquirenti identifichino immediatamente gli autori dell’aggressione etichettabile con un unico aggettivo: vigliacca”.

Redazione

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