Roma, il Mito degli Argonauti approda ai Mercati di Traiano

Roma – “Il Vello d’oro. Antichi tesori della Georgia” è il titolo della mostra allestita ai Musei di Traiano di Roma, dove rimarrà fino al 5 febbraio 2012. L’ esposizione si ispira all’antico mito degli Argonauti e dei Paesi Caucasici come ponte culturale tra Europa e Asia ed è costituita da 185 preziosissimi pezzi, tutti provenienti dal Museo Nazionale Georgiano che risalgono dal II millennio a. C. fino al IV secolo d.C. L’esposizione, dopo una serie di tappe che ha visto la splendida collezione di ori e bronzi georgiani toccare alcuni dei più importanti musei del mondo (New York, Berlino) approda ora nella capitale, arricchita di una serie di pezzi unici mai esportati prima d’ora dalla Georgia.

Quello degli Argonauti è uno tra i miti più antichi della classicità che ha sempre affascinato tutti e che narra le imprese di un gruppo di compagni di viaggio, guidati da Giasone a bordo della nave Argo, diretti alla conquista del vello d’oro. L’antica Colchide, che oggi è la Repubblica Georgiana, è la terra lontana e fertile dove era custodito il leggendario vello. A spiegarlo è lo stesso percorso della mostra che inizia dai reperti rarissimi in oro filigranato del III e II millennio a.C. emersi dai primi kurgan (tombe a tumulo) della cultura “Trialeti”, la cultura preistorica locale, per proseguire con altrettanto rari esemplari in bronzo risalenti al II millennio a.C. e ai primi secoli del I millennio. Proprio a partire dall’VIII secolo a.C., l’antica Colchide raggiunse il momento di massima raffinatezza nella lavorazione dell’oro, parallelamente alla sua comparsa nelle fonti letterarie greche come la terra di Medea e del vello d’oro.

I gioielli che si trovano all’interno della mostra sono in perfette condizioni e testimoniano l’esistenza di una civiltà sviluppata: collane, pendagli, gioielli di pietre preziose e oggetti rituali di bronzo legati al culto di una dea solare caucasica. Sono presenti, inoltre, alcuni dei più significativi reperti d’oro dai siti archeologici di Vani e Sairkhe, i principali centri amministrativi e politici del regno della Colchide. Sicuramente gli oggetti che suscitano più interesse sono una placca fermacapelli riccamente lavorata a traforo con scene di caccia, collane con pendenti a forma di animali e placche d’oro per la decorazione dei tessuti. Mentre, tutte in bronzo, piccole teste di satiri, menadi e un dio Pan testimoniano l’influenza delle colonie greche sul culto locale e provengono da un santuario di Vani.

Dulcis in fundo chiudono il percorso espositivo alcuni gioielli dell’antica Iberia, il regno “Kartli” della Georgia dell’est, per la prima volta in mostra in un museo straniero. La cultura georgiana raccontata in questa mostra attraverso l’eccellenza della lavorazione dei metalli offre spunti che, oggi, potrebbero ricondurre il mito del vello d’oro non solo ad un racconto leggendario, ma ad un preciso riferimento con la fiorente civiltà documentata grazie alle recenti scoperte nei principali siti archeologici georgiani. E’ una mostra interessante, insolita e curata nei particolari, sebbene sia piuttosto piccola…

Chiara Campanella

Foto via palombieditore.it; arte.it;

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