Riina parla di Berlusconi: ‘ci dava 250 milioni ogni sei mesi’

Totò Riina

Totò Riina

Continuano a trapelare indiscrezioni, notizie forti e potenzialmente molto importanti per la magistratura dalle intercettazioni ambientali di Totò Riina, il Capo dei Capi dell’organizzazione malavitosa di Cosa Nostra. La telecamera della Dia, posta nel cortile del carcere di Opera, dove Riina è sottoposto al regime di 41bis, infatti, ha ripreso diverse discussioni e confidenze del corleonese con Alberto Lo Russo, durante l’ora d’aria, dalle quali sono filtrate notevoli informazioni.
Dall’incontro con Giulio Andreotti (con il quale non ci fu il celeberrimo “bacio”), alle stragi che hanno coinvolto i magistrati Rocco Chinnici, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, Totò Riina ha raccontato differenti fatti noti alle cronache italiane, arricchiti di particolari.

I RAPPORTI CON SILVIO BERLUSCONI - Tra le ultime uscite dalla bocca del detenuto, soprannominato U curtu, ha fatto particolare discutere una dichiarazione riguardante il rapporto con Silvio Berlusconi e Marcello Dell’Utri. Riina, sempre parlando con Lo Russo, commenta la vicenda Ruby con toni particolarmente duri e ironici, preservando appellativi ben poco amichevoli al leader di Forza Italia e, da questa, inizia a sciorinare una serie di ricordi con protagonista proprio Berlusconi. U curtu parla dei rapporti con l’imprenditore di Milano a cavallo tra gli anni Ottanta e Novanta e, senza mezzi termini, afferma che lo stesso «Ci dava 250 milioni ogni sei mesi»; Riina parla infatti di un patto di protezione che racconta in questi termini: «È venuto, ha mandato là sotto ad uno, si è messo d’accordo, ha mandato i soldi a colpo, a colpo, ci siamo accordati con i soldi e a colpo li ho incassati» per evitare, secondo il siciliano, eventuali minacce o attentati ai ripetitori di sua proprietà in Sicilia. Sempre Riina racconta come invece questo patto di protezione non sia andato a buon fine con i catanesi che, invece, «gli hanno dato fuoco alla Standa».

menisco di berlusconi

Silvio Berlusconi

IL COINVOLGIMENTO DEL SENATORE DELL’UTRI - Ovviamente Riina non dimentica di citare anche Dell’Utri che, nella discussione, compare con l’appellativo de “il senatore”: «Quello… è venuto il palermitano… mandò a lui, è sceso il palermitano ha parlato con uno… si è messo d’accordo… Dice vi mando i soldi con un altro palermitano. Ha preso un altro palermitano, c’era quello a Milano. Là c’era questo e gli dava i soldi ogni sei mesi a questo palermitano. Era amico di quello… il senatore», mentre “il palermitano” dovrebbe essere Tanino Cinà, colui che consigliò proprio a Dell’Utri di mandare Vittorio Mangano ad Arcore, sempre per assicurare protezione alla persona fisica di Silvio Berlusconi.

Le dichiarazioni, ancora circostanziare, sono state registrate il 22 agosto dello scorso anno e sono state inserite tra le intercettazioni del processo sulla Trattativa Stato-Mafia.

Alessia Telesca

foto: palermo.repubblica.it

 

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Delicious
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Add to favorites
  • Email
  • RSS

Ti è piaciuto questo articolo? Fallo sapere ai tuoi amici

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

 
Per inserire codice HTML inserirlo tra i tags [code][/code] .

I coupon di Wakeupnews