“Remember to Shout”: il primo ep dei Mudshine

La copertina dell'ep

I Mudshine rappresentano una delle numerose realtà musicali lombarde underground, dedite alla presentazione di materiale inedito di chiara influenza grunge. La band nasce all’inizio del 2010 come naturale evoluzione del progetto Alice Nel Giardino di Perla, cover band unplugged di brani grunge. La scrittura di materiale inedito e il cambio di nome sono stati i passi successivi, fino all’incisione di un demo autoprodotto dal titolo Ties Disease. Successivamente i Mudshine registrano la cover di Love, Hate, Love degli Alice in Chains per la compilation Layne Staley Italian Tribute. La band entra poco dopo a far parte dell’Alternative Grunge Crew (www.alternative-grunge-crew.com), una comunità di musicisti e band il cui fine è quello di creare manifestazioni musicali, eventi e registrazioni per promuovere la scena grunge-alternative italiana. Da segnalare che tutti i proventi ricavati dalle manifestazioni vengono devoluti in beneficenza al Layne Staley Memorial Fund, presso Seattle, patrocinato da Nancy Mc Callum, madre di Layne Staley, indimenticato cantante degli Alice in Chains. Ultimo atto della storia dei Mudshine è l’incisione di un ep composto da tre brani inediti, intitolato Remember to Shout: sporco grunge con un tocco di funky la miscela di qualità offerta dal quartetto, composto da Fabio Sivi (voce e chitarra), Diego Cogliati (chitarra), Alex Raven (Basso) e Stefano Spano (batteria), quest’ultimo da poco sostituito da Moreno Lentini. Ascoltiamoci ora questo nuovo ep.

 

Go(l)d apre le danze: un giro di basso pulsante e sornione spiana la strada a una chitarra ritmica incazzata. La voce di Sivi racconta la storia di Hatuey, capo ribelle americano che all’inizio del 1500 si oppose all’invasione europea in America, perdendo la vita e diventando uno dei primi martiri tra i nativi d’America. La canzone si muove dinamica, con schitarrate di chiara derivazione grunge, alle quali va aggiunto un pizzico di umore funky, soprattutto in corrispondenza dei soli, per un mix ben riuscito. Ottima la chiusura finale, che si snoda in un crescendo martellante e potente.

Ties inizia andando subito al sodo, con la voce di Sivi (di chiara ispirazione Staley-ana) protagonista della prima parte. Le chitarra crescono d’intensità fino al ritornello, profondo e potente. La classica sequenza strofa-ritornello-strofa-ritornello viene scombussolata da una pausa improvvisa a metà canzone: un giro di basso introduce un crescendo finale con una incisiva linea solista che porta direttamente all’ultimo ritornello.

Un delicato arpeggio introduce Shame On Me, pezzo conclusivo di questo breve ep, che vede tra l’altro la presenza alla seconda voce di Andrea Paglione degli Shame. Una ballata sofferta e lacerante, intensa e ben arrangiata. Ottima la parte centrale con un piccolo assolo semiacustico (che ricorda i Pearl Jam degli anni migliori), prima dell’orecchiabile e profonda strofa finale: forse il miglior brano dell’ep.

I Mudshine dal vivo

Un ottimo ep, ben suonato e ottimamente prodotto, di una band che ha ben in testa quello che deve fare. La lezione della scena di Seattle degli anni ’90 (Pearl Jam ed Alice in Chains sono le chiare influenze principali) è stata ben assimilata dai Mudshine, che non limitano però ad una pedissequa ripetizione di cliché del passato, ma aggiungono un buon tocco alternativo e personale alle loro composizioni, che risultano originali, ben arrangiate e dalla struttura compatta ed unitaria.

Un plauso anche ai testi, riflessivi e profondi, mai banali, che puntano a far lavorare il cervello l’ascoltatore. Non possiamo parlare di rock impegnato, ma sicuramente di un rock lontano dagli scontati stereotipi del sex drugs rock’n’roll, tanto cari alla tradizione.

La band sta scrivendo nuovo materiale (si parla di più di dieci brani inediti pronti per essere registrati) e continua a portare la propria musica sui palchi del nord Italia, alla ricerca di visibilità e di un’etichetta che produca il nuovo materiale.

Prossimamente i Mudshine suoneranno il 7 Aprile a Casa Malasangre a Seregno e il 14 Aprile al secondo Layne Staley Italian Tribute allo Spazio Aurora di Rozzano (via Cavour 4) in provincia di Milano. Una serata in compagnia di numerose band milanesi, dedicata al ricordo del grande cantante scomparso nel 2002. I proventi della serata saranno interamente devoluti in beneficenza alla già citata fondazione patrocinata dalla madre di Layne Staley, che si occupa di attività di educazione, terapia e sostegno per persone con dipendenza da eroina appartenenti alla comunità musicale di Seattle.

Concludiamo ricordando che potete trovare i Mudshine sia su Facebook (www.facebook.com/mudshineband), che su myspace, all’indirizzo http://www.myspace.com/mudshine.

Alberto Staiz

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