Referendum: Nucleare pro e contro sull’uso di questa tecnologia

Re­fe­ren­dum po­po­lare n. 3 – SCHEDA DI COLORE GRIGIO

“Vo­lete voi che sia abro­gato il decreto-legge 25 giu­gno 2008, n. 112, con­ver­tito con mo­di­fi­ca­zioni, dalla legge 6 ago­sto 2008, n. 133, nel te­sto ri­sul­tante per ef­fetto di mo­di­fi­ca­zioni ed in­te­gra­zioni suc­ces­sive, re­cante Di­spo­si­zioni ur­genti per lo svi­luppo eco­no­mico, la sem­pli­fi­ca­zione, la com­pe­ti­ti­vità, la sta­bi­liz­za­zione della fi­nanza pub­blica e la pe­re­qua­zione tri­bu­ta­ria, li­mi­ta­ta­mente alle se­guenti parti: art. 7, comma 1, let­tera d: rea­liz­za­zione nel ter­ri­to­rio na­zio­nale di im­pianti di pro­du­zione di ener­gia nucleare?”.

Si deve vo­tare SÌ se si è con­tro la co­stru­zione di Cen­trali Nu­cleari in Italia.

Si deve vo­tate NO se si è a fa­vore della le­gi­sla­zione at­tuale che le prevede.

Il nucleare è da sempre un tema scottante e perennemente  riproposto dai vari governi che si sono succeduti in Italia negli ultimi 25 – 30 anni. La fame di energia, che attanaglia i paesi più industrializzati al mondo, fa prospettare l’utilizzo di questa risorsa energetica, anche in Italia, come soluzione ottimale del problema. Si scomodano scienziati di fama internazionale, intellettuali, economisti, ingegneri e altri esperti di ogni settore, per affermare il pro e il contro su questa fonte di energia. Su tutto però sembra prevalere un parere sfavorevole alla costruzione di nuove centrali nucleari sul nostro patrio suolo. Sarà l’onda emotiva sopraggiunta dal Sol Levante, come dichiarato dai  promotori e sostenitori del nucleare, ma potrebbe anche essere una risposta al clima politico che si respira nel Bel Paese.

 

Festeggiamenti in Sardegna dopo la vittoria del SI'

Sentite le diverse campane, infatti, sembra che nei cittadini permanga la certezza che il nucleare sarà un danno per l’ambiente e per il portafoglio, oltre che dannoso per la salute umana. Come ha dimostrato  la scelta compiuta dai sardi nella votazione del referendum regionale sul nucleare, avvenuta durante la prima tornata delle amministrative dello scorso maggio,  il NO sembra prevalere su tutte le ragioni addotte.  A votare in Sardegna, infatti, sono andati il 59,34% degli aventi diritto. Per l’esattezza 877.982 elettori. Il sì ha stravinto: 98,14% contro neanche il 2% dei favorevoli al nucleare. Un vero è proprio successo antinucleare nell’isola, quindi. Ma questo risultato va letto in modo più ampio rispetto al semplice quesito referendario. Nella seconda isola del Mediterraneo, infatti, i dubbi sul nucleare si legano strettamente a quelli riguardanti le attività delle basi militari, che in Sardegna sono ampiamente diffuse e che hanno scatenato un vero e proprio caso denominato “Sindrome di Quirra”.

La fisica Margherita Hack ha scatenato un vero terrore, tra la popolazione sarda, affermando che l’Isola sarebbe la sede ideale per una centrale nucleare, in quanto  a basso rischio sismico e ricca d’acqua. Un’affermazione che ha provocato un vero e proprio tsunami emotivo tra i cittadini sardi. Che questa tecnologia sia sicura o meno, inquinante o pulita, economica o esosa alla fin fine non è dato sapere. Come spesso accade in Italia, infatti, la disinformazione e la totale mancanza di coinvolgimento della popolazione in decisioni così nodali da parte della classe politica e dei tecnici dei vari settori, fa prevalere i dubbi e le scelte contro qualsiasi innovazione e cambiamento, anche su quelli che potrebbe essere positivi. Se a ciò si aggiunge la sfiducia sul reale controllo, da parte degli organi preposti alla realizzazione e al monitoraggio delle centrali nucleari, il NO all’abrogazione della legge in materia pare essere quasi scontato.  Una domanda che infatti è circolata in Italia, dopo il disastro giapponese di Fukushima, è la seguente: “Se nella Nazione al mondo più inquadrata, perfettina e attenta ai particolari come è il Giappone, una centrale nucleare esplode e provoca effetti così dirompenti e disastrosi, che cosa accadrebbe in Italia dove scandali di connivenza tra mafia e politica e di malaffare diffuso e generalizzato sono all’ordine del giorno?”.

Sabina Sestu

Per altre info, guarda anche su: www.forumcivico.it

Foto: termoli.files.wordpress.com; liveinternet.it

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