Rebel Heart, il nuovo album di Madonna – La recensione in anteprima

L'artwork dell'album (wired.it)

L’artwork dell’album (wired.it)

A tre anni di distanza dall’uscita di MDNA, sua maestà Madonna è pronta a tornare sulla scena musicale con Rebel Heart, il suo tredicesimo album in studio, in uscita il 9 marzo in anteprima in versione digitale e il 10 marzo nei negozi di dischi (anche in vinile) su etichetta Interscope Records. Un album che verrà forse ricordato non tanto per le sue collaborazioni e la sua sperimentazione sonora, quanto per il leak selvaggio di cui è stato oggetto diversi mesi fa: le versioni incomplete di buona parte dei brani di Rebel Heart erano state infatti distribuite illegalmente su alcuni siti web già prima del Natale scorso. La regina del pop è stata così costretta (non senza poco rancore, a giudicare da ciò che lei stessa aveva postato sul suo profilo Instagram, sfogandosi contro chi le aveva rubato i brani e definendo l’atto “uno stupro artistico” e una “forma di terrorismo”) a rilasciare i primi sei pezzi dell’album su iTunes già prima dell’inizio del 2015 e a posticipare l’uscita dell’album, prevista inizialmente per San Valentino, di tre settimane.

Uno dei pregi più grandi di Madonna è sempre stato quello di saper scegliere con grande e intelligente lungimiranza con chi lavorare e con chi produrre i propri album. Dalle storiche collaborazioni con William Orbit per Music e Ray of Light (e in parte anche per MDNA), a quella con Stuart Price per Confessions on a Dance Floor, passando per quella con Pharrell Williams in Hard Candy e Martin Solveig per MDNA, la regina del pop ha sempre dimostrato di saper cavalcare l’onda delle tendenze musicali di punta, o più spesso, di essere capace di appropriarsene per poi rielaborarle a suo modo, con grande naturalezza e con un incredibile seguito di successo. Come da copione, dunque, anche Rebel Heart è prodotto, oltre che dalla stessa Madonna, da due dei DJ e producers più in voga del momento: Avicii (che già aveva lavorato con la Ciccone per il remix del singolo Girl Gone Wild) e Diplo, il DJ sforna successi (il più recente è stato Elastic Heart di Sia) fondatore del gruppo dancehall Major Lazer e dell’etichetta indipendente Mad Decent, già collaboratore di artisti del calibro di Beyoncé e Usher.

Va detto però che, fino ad ora, nessuno dei lavori rilasciati dopo Confessions on a Dance Floor è stato capace di superare la grandezza e la qualità di quell’album, vincitore di un Grammy nella categoria “Best Dance/Electronic Album” (né tantomeno di quel capolavoro che fu Ray of Light nell’ormai lontano 1998). E, purtroppo, lo stesso vale per Rebel Heart. Perché, a un primo e distratto ascolto, ci si trova davanti a ben 25 tracce (quelle incluse nella Super Deluxe Limited Edition, mentre la più ridotta versione Deluxe ne contiene “solo” 19) dalle sonorità più disparate e, nel complesso, poco amalgamate tra loro. Una dissonanza percepibile, purtroppo, anche negli ascolti successivi.

Madonna durante l'esibizione ai Grammy Awards 2015

Madonna durante l’esibizione ai Grammy Awards 2015 (hollywoodreporter.com)

Ma andiamo con ordine. Rebel Heart si apre con Living for Love, il singolo di lancio dell’album con il quale Madonna si è meravigliosamente esibita ai Grammy Awards di quest’anno, circondata da ballerini travestiti da minotauri impazziti con tanto di maschere di diamanti, riproponendo le coreografie del video rilasciato alcuni giorni prima in anteprima sull’app Snapchat e poi sul suo canale Vevo e citando con disinvoltura il video di Take a Bow del 1994 (vedi il costume da torero firmato Shady Zeineldin e da Givenchy nella versione sfoggiata ai Grammy).

Living for Love è Like a Prayer 3.0, un misto di dance e gospel creato per scalare le classifiche (riuscendoci pienamente, visto che il singolo è tutt’ora primo nella Dance Chart di Billboard), prodotto da Diplo e scritto da questi con la stessa Madonna (alle tastiere c’è nientemeno che Alicia Keys). Living for Love è anche un inno al progetto artistico della regina del pop, quello che sui social network lei stessa ha definito come la sua personale “revolution of love (già anticipata nel 2013 dal video Secret Project realizzato insieme a Steven Klein). A Living for Love seguono l’affascinante Devil Pray e la bellissima ballad Ghosttown (che è già stata scelta come prossimo singolo promozionale dell’album), che rallentano subito il ritmo generale di Rebel Heart ma regalano due momenti di pura contemplazione: Devil Pray, che riporta la chiara firma di Avicii, sottolinea quell’interesse per l’esoterismo e il misticismo da anni must della poetica di Miss Ciccone, Ghosttown è invece un’evocativa ballad sulla forza dell’amore ambientata in un immaginario scenario quasi post apocalittico.

Con Unapolegetic Bitch si torna su di giri. Il brano è qualcosa di davvero inaspettato ed insolito, un pezzo ben fatto che riesce ad unire reggae e pop come solo Diplo sa fare, ma la sua carica viene subito smorzata dalla successiva Illuminati, la prima nota stonata in Rebel Heart, uno dei brani più “cacofonici” dell’album. Prodotto da Diplo e Kanye West (già collaboratore della Ciccone in Hard Candy), il brano mischia esoterismo, simboli magici e divi dello showbiz (citati Beyoncé, Jay-Z, Rihanna, Oprah e l’ormai immancabile Lady GaGa) per creare quella che forse era stata pensata come una hit dancehall ma che si risolve in un brano troppo estremo, con un sound a tratti fastidioso. Bitch I’m Madonna è quell’esplicita autoreferenzialità («you can’t mess with this lucky star», cita un verso) con allegato featuring di Nicki Minaj di cui i fan possono tranquillamente fare a meno (esattamente come la precedente collaborazione tra le due contenuta in MDNA, I don’t give a), ma il pezzo si dimentica facilmente grazie ai tre ottimi brani successivi: Hold Tight, Joan of Arc e Iconic. Hold Tight è scritta dal cantante e produttore MNEK, da anni dietro le quinte della musica pop inglese, collaboratore dei gruppi tutti al femminile delle Saturdays e delle Little Mix. La canzone non spicca per originalità e carattere, ma la melodia è ipnotica e orecchiabile (e questo ne farebbe un ottimo futuro singolo promozionale). Joan of Arc è uno dei brani più personali dell’album, in cui la chitarra delle strofe si unisce perfettamente alla parte più ritmata del ritornello (ricorda, per certi versi, Miles Away). Con Iconic l’album riacquista la carica: il brano parla di coraggio e forza interiore e vede la partecipazione di Mike Tyson (che ha dichiarato a Billboard di essersi ispirato a Benito Mussolini per imitarne la tecnica declamatoria) e prosegue sulle sonorità trascinanti di Avicii, accompagnate dal featuring di Chance the Rapper (questo, forse, non particolarmente “iconico”).

Madonna in un'immagine promozionale per "Rebel Heart" (billboard.com)

Madonna in un’immagine promozionale per “Rebel Heart” (billboard.com)

Dopo Iconic, dalla traccia 10 alla 17, il segno distintivo di Rebel Heart è la mediocrità, se si escludono le tracce Holy Water (scritta dalla poliedrica Natalia Kills), che riporta una citazione di Vogue inserita in un testo provocativo che unisce ancora una volta sacro e profano, Inside Out e la ballad Wash All Over Me. HeartBreakCity è una nuova frenata, un brano con un classico testo sulla fine di un amore (quello con Guy Ritchie?) e una melodia poco memorabile, Body Shop, tralasciando il testo, ci ricorda l’amore di Madonna per strumenti e melodie orientali (ricordiamo, ad esempio, la bellissima Isaac di Confessions on a Dance Floor). Inside Out è un’ottima deviazione dark dai toni sensuali, Wash All Over Me è sentita e affascinante, Best Night ripropone le tonalità orientali di Body Shop con il tocco aggiuntivo (ma mediocre) di Diplo, Veni Vidi Vici è una nuova inevitabile (ma poco rilevante) deviazione verso il genere R&B (c’è il featuring del rapper Nas) e l’auto citazionismo (in quattro versi vengono citate, di fila, Express Yourself, Like a Virgin, Borderline e Vogue), con tanto di riferimento all’importanza della stessa Madonna per la comunità LGBT («and when I struck a pose, all the gay boys lost their mind»). S.E.X. ricorda non poco Erotica, ma il risultato è sicuramente meno memorabile.

L’album si salva in corner, grazie a Messiah e Rebel Heart (quest’ultima ben diversa rispetto alla versione circolata sul web alcuni mesi fa). Messiah, con un testo di nuovo a metà tra sacro e profano, accompagnato da una melodia piuttosto semplice, conferma la sensazione che i brani più riusciti dell’album non siano, paradossalmente, quelli catalogabili come “sperimentali”, ma piuttosto le ballad. Rebel Heart è una chiusa autobiografica, un brano col quale Madonna ricorda i suoi trent’anni di carriera con una punta di malinconia, non mancando di sottolineare la sua innata attitudine alla grandezza, proprio in virtù del suo “cuore ribelle”, che dà il titolo all’album. Il tocco musicale del brano è quello di Avicii, e la melodia ricorda non poco quella della sua recente hit The Days.

Seguono a Rebel Heart, nella Super Deluxe Limited Edition dell’album, altre sei tracce. L’unico brano davvero degno di nota di questa seconda parte (che avrebbe potuto benissimo essere tagliata in favore di una più semplice e meno disordinata Deluxe Edition) è ancora una volta una ballad, Borrowed Time. Beautiful Scars si abbandona a toni funk, Queen è l’ennesima traccia autoreferenziale, Autotune Baby è senza dubbio il pezzo peggiore dell’album. Addicted è la chiusura del lavoro con la firma di Avicii, altro pezzo che, lo ripetiamo, avrebbe meritato di chiudere una più semplice versione Deluxe.

Diplo, Madonna e Nas sul red carpet dei Grammy Awards 2015 (rollingstone.com)

Diplo, Madonna e Nas sul red carpet dei Grammy Awards 2015 (rollingstone.com)

Il problema di Rebel Heart è quello di essere un lavoro senza un trait d’union ben percepibile (sebbene i concept dell’album potrebbero essere considerati l’amore, la ribellione, il coraggio e la sensualità, temi che, in qualche modo, hanno sempre caratterizzato i lavori e la “poetica” di Madonna), o meglio, un album che partiva, almeno su carta, da ottime premesse, poi ostacolate dalla loro (quasi) impossibile attuazione pratica. È molto difficile, infatti, riuscire a realizzare un’opera che sia contemporaneamente una celebrazione di trent’anni di onorata carriera, un lavoro per soddisfare i bisogni delle nuove generazioni e un contentino per le generazioni che Madonna effettivamente rappresenta e che la seguono da trent’anni, abituate a toni e sonorità più “classiche”.

Per questo, Rebel Heart è un lavoro a tratti eccessivo e disarmonico, con alcuni pezzi obiettivamente buoni offuscati da altri tremendamente mediocri e anonimi che, lo ripetiamo, avrebbero potuto essere facilmente scartati in funzione di una versione dell’album più ridotta, ma più incisiva ed armonica. Non si può negare la sufficienza a un’artista del calibro di Madonna, che ha sempre dimostrato con ogni suo album di essere una camaleontica cavalcatrice e, soprattutto, fondatrice, di tendenze, ma non si può nemmeno negare che, forse in quest’album più che in altri, si celi anche lo sforzo della ricerca della diversità a tutti i costi, mosso forse dalla paura dal non riuscire a raggiungere più determinate fasce di pubblico e il terrore di perdere il proprio trono a favore di più giovani promesse che hanno imparato dalla maestra ma dimostrano, recentemente, di saper sperimentare e avvicinarsi a nuove sonorità spaziando dal pop all’elettronica, dalla dance all’R&B, senza troppi problemi (citiamo, così, per caso, l’ultimo visual album di Beyoncé e ARTPOP di Lady Gaga).

Apprezziamo comunque lo sforzo. Se Rebel Heart non è l’album pop dell’anno, è comunque il ritorno di una vera icona, che, per quanto prossima ai 60 anni, riesce ancora a ruggire sul palcoscenico e a far parlare di sé ogni volta, senza se e senza ma. Speriamo solo che il tour promozionale non ci contraddica.

Voto: 6,5

Tracklist (Super Deluxe Limited Edition) 

1. Living for Love

2. Devil Pray

3. Ghosttown

4. Unapologetic Bitch

5. Illuminati

6. Bitch I’m Madonna (feat. Nicki Minaj)

7. Hold Tight

8. Joan of Arc

9. Iconic (feat. Chance the Rapper and Mike Tyson)

10. HeartBreakCity

11. Body Shop

12. Holy Water

13. Inside Out

14. Wash All Over Me

15. Best Night

16. Veni Vedi Vici (feat. Nas)

17. S.E.X.

18. Messiah

19. Rebel Heart

20. Beautiful Scars

21. Queen

22. Borrowed Time

23. Graffiti Heart

24. Autotune Baby

25. Addicted

 

David Di Benedetti

@davidibenedetti

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