Rapporto sicurezza scuole: bocciata 1 su 5; 1 su 3 appena sufficiente

Inizio scuola anno scolastico 2012-2013

I ragazzi sono da poco tornati sui banchi: ma quanto sono sicure le scuole?

ROMA – Più di 100, 111 per l’esattezza, gli edifici scolastici esaminati dal Rapporto su sicurezza, qualità e comfort degli edifici scolastici di Cittadinanzattiva reso noto oggi a Roma. Sconfortante il risultato: una scuola su cinque non è sicura, mentre una su tre raggiunge a mala pena la sufficienza. Il rapporto parla di un 21% di strutture  con uno stato di manutenzione inadeguato e – tra le scuole che hanno richiesto interventi – di un 58% di mancate risposte da parte dell’ente proprietario.

Le percentuali snocciolate dal Rapporto continuano: solo il 24% è in regola con le certificazioni di sicurezza, il 59% risulta ad elevato a rischio sismico, il 23% ha accessi direttamente sulla strada, il 78% non ha porte con maniglioni antipanico, il 54% è privo di ascensore. Non va meglio quando lo sguardo si sposta dall’edificio generale alle sue cellule particolari, le aule: più della metà ha le finestre rotte, il 49% è senza tapparelle o persiane, nel 14% dei casi vi sono evidenti segni di degrado (umidità, muffe, infiltrazioni, distacchi di intonaco) e  nell’11% il disagio per gli studenti arriva dall’esistenza di barriere architettoniche.

Scuole italiane bocciate anche per quanto riguarda spazi acessori e spazi comuni: il 46% degli edifici non ha la palestra, nel 33% delle strutture i cortili sono adibiti  a parcheggio e un istituto su tre non ha un’aula informatica. Altre mancanze da segnalare sono quelle di  laboratori didattici (nel 50% delle scuole), mensa (ce l’ha una scuola su tre) e biblioteca (presente in una scuola su due). Al triste quadro si aggiunge il problema del sovrafollamento: 1 classe su 4 ha più di 25 alunni.

Nel Rapporto di Cittadinanzattiva entrano anche dati riguardanti altri aspetti del nostro sistema scolastico, come le percentuali (in crescita), di studenti che sono ammessi – e superano – l’esame conclusivo del I ciclo d’istruzione,  ma anche il livello di informazione e conoscenza diffuso tra ragazzi e genitori riguardo alcuni temi importanti e in un certo senso collegati alla sicurezza scolastica. Uno tra questi l’appartenenza del proprio comune ad una specifica zona sismica (e relativo livello di rischio): solo il 23% degli studenti e il 26% degli adulti lo sa.

Davanti alla fotografia restitutita dal Rapporto Franco Gabrielli, capo dipartimento della Protezione Civile, ha detto: «L’emergenza edilizia scolastica deve essere affrontata con interventi strutturali: è decisivo fare una scelta. I soldi sono quelli che sono, se c’é la volontà di porre la scuola al vertice delle preoccupazioni i pochi fondi si destinino a questo tipo di intervento».  «Non si può più spendere più di quanto si ha – ha aggiunto – e anche con le finanze pubbliche bisogna decidere su cosa investire».

Laura Dabbene

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