Raoul Bova, guai con il fisco. Evasione per 680mila euro

Raoul Bova (fonte: urbanpost.it)

Raoul Bova (fonte: urbanpost.it)

Guai con il fisco per Raoul Bova. L’attore romano è stato rinviato a giudizio dal gup di Roma con l’accusa di evasione fiscale per il mancato versamento di 680mila euro; sotto accusa anche Daniela Bova, sorella di Raoul, e l’ex moglie Chiara Giordano.

LA VICENDA - Il fatto risale al 2011, anno in cui l’Agenzia delle Entrate sostenne le prime indagini a carico di Raoul Bova, a cui seguirono quelle della Procura di Roma; all’attore fu contestata l’evasione di 680mila nel periodo 2005-2010, cifra aumentata nel corso degli ultimi anni a causa degli interessi maturati: la somma totale che l’attore dovrebbe restituire sarebbe, quindi, quella di un milione di euro.
Il capo di accusa, a carico di Raoul Bova è di “dichiarazione fraudolenta mediante artifici” che, seppur meno grave del reato di evasione fiscale, prevede, come pena, la reclusione dai 18 mesi ai 6 anni. Insieme all’attore di Ultimo dovranno rispondere del medesimo reato anche Daniela Bova e Chiara Giordano, considerate “complici” e necessarie per l’esecuzione del piano di evasione.

SIMULAZIONE ED ELUSIONE - Secondo le indagini della procura di Roma, i tre accusati avrebbero simulato, con il solo intento di eludere il fisco, l’esistenza di un diritto a sgravi fiscali, così da trasferire la medesima somma alla Sammarco srl, la società che si occupa dell’immagine di Raoul Bova, gestita dalla famiglia dell’attore. L’accusa contesta poi la cessione simulata di alcuni film di Raoul Bova, messa in atto sempre dalla Sammarco srl.
Raoul Bova e le due donne imputate hanno presentato una ricca documentazione alla procura di Roma con l’intento di smentire le accuse a loro carico, prove che non sono risultate sufficienti e che hanno portato ad un inevitabile processo che si terrà, in prima udienza, il 21 settembre 2016.

DOCUMENTAZIONE INSUFFICIENTE - Giuseppe Rossodivita, avvocato di Raoul Bova si è definito incredulo di fronte alla decisione del gup, soprattutto a seguito della pronuncia della Cassazione che aveva ritenuto valido il ricorso da Raoul Bova per il sequestro preventivo degli immobili di Rieti e Roma. Tuttavia la documentazione presentata per smontare l’impianto accusatorio non è attualmente ritenuta sufficiente per far cadere le accuse di “dichiarazione fraudolenta mediante artifici”.

Alessia Telesca

foto: urbanpost.it

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