‘Radar’: in uscita un’app per impedire il suicidio via Twitter

Prevenire i suicidi tramite Twitter: con Radar è da oggi possibile (mediabistro.com)

Oltre al suo consueto utilizzo destinato all’intrattenimento e alla comunicazione, il mondo dei social può talvolta risultare utile anche per la salvaguardia della vita umana. Radar, una speciale app di nuova produzione, è un sistema che contrasterebbe quei tentativi di suicidio tramite l’analisi dei tweet pubblicati e la repentina allerta ad amici e familiari dell’utente dai pensieri “preoccupanti”.

RADAR: PREVENIAMO I SUICIDI CON TWITTER - Radar potrebbe salvare alcune persone decise a porre fine alla propria vita le cui intenzioni, al giorno d’oggi, possono anche risultare già prevedibili consultando i post più recenti dell’utente potenzialmente suicida. L’app è stata ideata dalla Samaritans Radars, un ente di beneficenza britannico che si occupa di consulenza psicologica che ha progettato il sistema soprattutto per prevenire i tentativi di suicidio nelle fasce d’età comprese fra i 18 e i 35 anni che maggiormente occupano il mondo social.

LE FRASI RILEVATE DALL’APP - L’app è sostenuta dalla campagna “Suicidi mai più” e si basa su di un sistema che analizza i pensieri degli utenti di Twitter. Una volta scaricato il software, l’utente viene contattato ogni qual volta un suo follower posti dei tweet allarmanti, connotati da pensieri depressivi e pessimisti o che comunque celerebbero l’intenzione di porre fine alla propria esistenza. Tra le frasi intercettate da radar e considerate potenzialmente premonitrici di un suicidio vi sono pensieri come “Mi odio”, “Sono depresso”, “Ho bisogno di aiuto” e “Sono stanco di essere solo”.

La Samaritan Radars britannica lancia la sua app per prevenire potenziali suicidi. Attenzione a non abusarne (iljournal.today.com)

ATTENZIONE A NON ABUSARNE - L’applicazione, apparentemente infallibile, potrebbe però condurre gli utenti di twitter ad allarmarsi in maniera spropositata per semplici fraintendimenti. Molte canzoni sono caratterizzate dalla stesura di testi dai toni allarmanti e un utente rischierebbe di essere tempestivamente soccorso da amici e parenti ogni qual volta citasse le parole di un brano che sta ascoltando. Altri utenti potrebbero sfruttare l’app per creare scompiglio sul social o architettare uno scherzo di cattivo gusto ai propri cari. Inoltre, il linguaggio dai toni pessimisti e tendenzialmente depressivi è oggi di largo consumo soprattutto fra gli adolescenti e l’app potrebbe essere sovraccaricata di segnalazioni allarmanti che non tengono conto dell’indole dell’utente e del suo effettivo stato d’animo.

UN’APP POTENZIALMENTE VINCENTE – D’altro canto molti utenti che serbano sospetti nei confronti di un proprio caro potrebbero usufruire dell’app in maniera efficiente e prevenire qualche danno irreparabile. In ogni caso, anche se Radar riuscisse a prevenire solo il 2% dei suicidi mondiali – arrivati a 800.000 annuali – tramite questo meccanismo, l’app si configurerebbe comunque come una vittoria per l’umanità e uno strumento innovativo per la salvaguardia della vita.

Foto preview: amjohnnosblog.files.wordpress.com

Rachele Sorrentino

@rockeleisrock

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