Quirinale: le regole per salire al Colle

quattro presidente (panorama.it)

Un incontro tra quattro presidenti. Da destra: Carlo Azeglio Ciampi, Oscar Luigi Scalfaro, Giorgio Napolitano, Francesco Cossiga (panorama.it)

Roma – Inizieranno stamattina alle 10.00 in punto le votazioni per l’elezione del Presidente della Repubblica italiana; le Camere, riunite in seduta comune, dovranno scegliere il successore di Giorgio Napolitano per la più alta carica dello Stato. Analizziamo dunque come sarà eletto il prossimo inquilino del Colle, i requisiti per l’elezione e i compiti che lo attendono. Questione di ore, perché potrebbe bastare una sola votazione, come avvenne nel 1999 per Ciampi.

L’eleggibilità – L’Articolo 84 della Costituzione afferma che “può essere eletto Presidente della Repubblica ogni cittadino che abbia compiuto cinquant’anni di età”: nonostante le opinioni della capogruppo grillina alla Camera Lombardi, l’età è un vincolo costituzionale, quindi non aggirabile, e non un “formalismo”. La Costituzione richiede anche che il candidato goda dei diritti civili e politici. Non è richiesta, invece, una candidatura ufficiale. Significa che qualunque cittadina o cittadino italiano ultracinquantenne può legittimamente aspirare a occupare il Colle: non serve, di fatto, una carriera politica o essere membri di una Camera.

L’elezione – Avviene in “seduta comune” delle Camere, che si ritrovano a Montecitorio, sede della Camera dei Deputati. Ai parlamentari si aggiungono tre rappresentanti per ciascuna regione (uno per la Val d’Aosta), “in modo che sia assicurata la rappresentanza delle minoranze”; questo prevede l’Articolo 83 della Carta, che specifica anche il quorum necessario per l’elezione. Servono i due terzi dell’assemblea, ovvero 672 voti dei 1007 grandi elettori: votano, infatti, 630 deputati, 315 senatori elettivi e 4 senatori a vita (Andreotti, Ciampi, Colombo, Monti), e 58 delegati regionali.
A partire dalla terza votazione, in programma per domani pomeriggio, la maggioranza necessaria sarà quella assoluta, quindi basteranno 504 voti.

I compiti dell’eletto – Dopo l’elezione il presidente giura sulla Costituzione e compie un discorso di fronte alle Camere; Giorgio Napolitano, salvo dimissioni, resterà in carica fino al termine del mandato regolare.
Secondo la Costituzione, il Presidente della Repubblica è a capo dello Stato e, come tale presiede il Consiglio Superiore della Magistratura, comanda le Forze armate, ratifica i trattati e invia messaggi alle Camere, tra le altre cose previste dall’Articolo 87. Inoltre può sciogliere le Camere, controfirma i decreti aventi valore di legge e le leggi stesse per la loro promulgazione e nomina il Presidente del Consiglio dei Ministri e i ministri stessi, formando di fatto il governo.

Prima seduta alle 10.00: se l’accordo su Marini sarà solido, l’elezione potrebbe arrivare anche prima di pranzo. In alternativa, seconda tornata al pomeriggio. Domattina, eventualmente, ancora una votazione con quorum ai 2/3, dal pomeriggio si scenderebbe a soglia 504 e ogni gioco potrebbe aprirsi.

Andrea Bosio
@AndreaNickBosio

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Delicious
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Add to favorites
  • Email
  • RSS

Ti è piaciuto questo articolo? Fallo sapere ai tuoi amici

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

 
Per inserire codice HTML inserirlo tra i tags [code][/code] .

I coupon di Wakeupnews