Quirinale: tutti i numeri per capire cosa succederà

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Sta cominciando il primo grande evento politico italiano del 2015: l’elezione del prossimo (o prossima) inquilino del Quirinale, successore di Giorgio Napolitano. Ci siamo già occupati dei possibili nomi che potrebbero essere proposti (si era scritto anche Emma Bonino che, dopo la notizia del tumore al polmone, è però da escludere). L’unica cosa certa a questo punto sono i numeri. Ecco quelli che bisogna conoscere per capire come può andare a finire la partita decisiva del Quirinale.

1009 è il numero dei grandi elettori che eleggeranno il prossimo inquilino del Quirinale, due in più rispetto alla (non) elezione del 2013. È la somma del numero di deputati, senatori, senatori a vita (fra cui Napolitano in quanto ex Presidente) e i delegati regionali (tre per ogni regione tranne la Valle d’Aosta che ne manda uno solo.

672 è il numero di voti necessari per eleggere il Capo dello Stato entro le prime tre votazioni. A stabilirlo è l’articolo 83 della Costituzione: «L’elezione del Presidente della Repubblica ha luogo per scrutinio segreto a maggioranza di due terzi dell’assemblea». Il presidente del Consiglio e segretario del Partito Democratico, però, ha detto alla trasmissione di La7 condotta da Lilli Gruber Otto e Mezzo che l’elezione avverrà al quarto scrutinio.

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505 sono invece i voti che servono per eleggere il Presidente della Repubblica a partire dalla quarto scrutinio in poi. Anche in questo caso è l’articolo 83 a spiegare perché: «Dopo il terzo scrutinio è sufficiente la maggioranza assoluta».

449 sono i grandi elettori del Partito Democratico, deputati, senatori più delegati regionali. 221 quelli del centrodestra, Forza Italia più Nuovo Centrodestra. 137 i grandi elettori del Movimento 5 Stelle. 35 quelli della Lega Nord, 33 i grandi elettori di Sinistra Ecologia e Libertà e 32 di Scelta Civica.

101 sono stati i grandi protagonisti dell’ultima elezione presidenziale. A dir la verità, probabilmente furono di più i grandi elettori del Partito Democratico che non votarono Prodi perché alcuni voti al due volte presidente del Consiglio arrivarono anche da Scelta Civica e forse anche dal Movimento 5 Stelle. Ad ogni modo, in una recente intervista a Claudio Cerasa per Il Foglio il senatore democratico Ugo Sposetti ha detto: «Uuu. Saremo in tanti. Se erano 101 un anno e mezzo fa, oggi io ne conto almeno 202». Se fossero, nei giorni dell’elezione dell’inquilino del Quirinale ci sarà da ridere, e non poco.

Giacomo Cangi

@GiacomoCangi

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