Questa settimana nei negozi di dischi

Settimana alquanto effervescente, questa entrante. Frizzante nella varietà delle nuove uscite che propone ai palati, sia in termini di genere che di probabile riscontro di pubblico, fattore, quest’ultimo, che senza alcun dubbio non si farà desiderare nella terra sonora del buon Vinicio Capossela. Marinai, balene e profeti, infatti, è la nuova uscita discografica che va ad aggiungersi alle altre dodici a nome del cantautore di origine irpina. Il disco si presenta quasi nelle vesti di una sorta di concept spirituale che, a detta dello stesso artista, richiama argomentazioni metaforicamente rilevanti come il tema del viaggio (marinai), l’indagine interiore (profeti) e “ciò che è fuori dal comune” (balene). Adagiato sugli scaffali dei negozi in formato doppio disco diviso in due rispettivi atti, Oceanico e biblico e Omerico e mediterraneo, questo nuovo affascinante lavoro gode di positiva e sensibile spavalderia nel suo costante rifarsi a grandi del passato come Conrad, Melville o Céline, senza rinunciare, con il dovuto tatto ben distinguibile tra le corde del buon Capossela, a trattamenti sacri in forma di senso filosoficamente umano provenienti dal libro dei libri (la Bibbia). In definitiva, dunque, si tratta di un lavoro, come di consueto per il diretto interessato, importante ed imponente ma, al contempo, assolutamente godibile e recepibile con la giusta dose di senso umanitario e interiormente vivo di contenuti. Il tutto nella già consolidata salsa filomediterranea ricca di quegli arrangiamenti strumentalmente luminosi che da sempre rendono Capossela quasi unico nel suo genere.

Come quasi unico nel suo genere (nei generi, in realtà) resta un altro ormai grande nome della musica italiana che risponde al grido di Daniele Silvestri. Il cantautore capitolino, infatti, ha visto salire sugli scaffali già diversi giorni fa il suo nuovo S.C.O.T.C.H, lavoro tanto stravagante (come il carattere e l’arte dello stesso artista) quanto importante per i suoi contenuti di comune arbitrio. Si vedano, infatti, brani come Precario è il mondo, presentato in anteprima alla trasmissione televisiva di Rai Tre Vieni via con me, condotta da Fabio Fazio e Roberto Saviano, la cover di Giorgio Gaber Io non mi sento italiano e la bonus track finale Rock for president. Diverse sono le collaborazioni che passano per le note di questo disco, tra le quali spiccano i nomi di Stefano Bollani (fondamentale pianista jazz e non solo) in Questo paese, Niccolò Fabi in Sornione, Gino Paoli in La chatta e Peppe Servillo in Lo scotch.

Sempre in terra nostrana, è assolutamente da segnalare un’altra uscita di considerevole importanza. Si tratta di A casa di Ida Rubinstein 2011 di firma postuma Giuni Russo (deceduta nel settembre 2004), un cofanetto composto da un cd ed un dvd contenenti, rispettivamente: una riedizione (dall’originale del 1988) di 8 arie da camera di Bellini, Donizetti e Verdi rigorosamente rivisitate in chiave jazz e arricchite da imponenti presente partecipative postdatate come il trombettista Paolo Fresu, il virtuoso di organo Hammond britannico Brian Auger e Franco Battiato, da sempre legatissimo ala cantante in veste di compositore di molti dei suoi brani di successo; un video bootleg del concerto al Teatro Manzoni di Monza datato 10 luglio 1991.

Procedendo sempre in territorio italiano, si aggiunga in lista il nuovo album dei Casino Royale, Io e la mia ombra, in arrivo dopo ben cinque anni dal precedente Reale e denso di riferimenti al senso di smarrimento e solitudine umano nella realtà urbana contemporanea, mentre in terra britannica, infine, si ritrova con piacere una nuova uscita dei Cornershop, apprezzata band di indie rock resa famosa nel 1997 da Fatboy Slim con un remix di Brimful of Asha, relativamente a And the double-o groove of, nuovo atteso album di inediti intriso di sonorità maggiormente spostate verso oriente per un connubio di soluzioni elettroniche ed etnie terze eppure mai così vicine e condivisibili a livello culturale (il cui studio giustifica la gestazione dell’album durata ben sei anni, seppur momentaneamente interrotta nel 2009 per la produzione del precedente Judy sucks a lemon for breakfast).

Buon ascolto e buone feste.

Stefano Gallone

 

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