Questa settimana nei negozi di dischi

Non fa mai così male spendere un pizzico del proprio tempo, oltre a qualche soldo, per girovagare in negozi di dischi di varia specie, fosse anche semplici megastore internazionali che, pur non avendo, magari, una cultura artistica così sconfinata, sono comunque costretti a farsi arrivare interi cataloghi, spesso anche di livello indipendente. Certo, se si è cultori di un certo ramo se non addirittura di un certo supporto come, ad esempio, il buon vecchio vinile, ci si può lavare direttamente le mani e dedicarsi a ricerche ben più approfondite. Ma siccome qui stiamo parlando di comuni mortali, avanziamo, come sempre, proposte reperibili in maniera non così difficile ed impegnativa.

Pertanto, potremmo soffermarci un attimino, prima di passare ad opere di più elevata fattura sia tecnica che propriamente artistica, nel settore di distribuzione italiana indipendente. Motivo? Oltre a mille altre ragioni ben più dirette e logiche, la motivazione, specie per questa settimana, consiste per un graditissimo ritorno sugli scaffali di un signore di nome Andrea Ra, forse uno dei migliori bassisti solisti della scena italiana generale, con davvero poco da invidiare ad un certo Les Claypool di fabbrica Primus, se proprio non vogliamo (e forse no, non vogliamo) scomodare una divinità come Jaco Pastorius. Nessun riferimento, dunque, è il titolo del nuovo disco dell’artista romano (distribuzione Audioglobe, quindi non proprio uno scherzo), in arrivo a ben quattro anni di distanza dal precedente Le bighe sono pronte e a nove dal folgorante esordio Scaccomatto. Il disco si presenta come qualcsa di particolare, probabilmente una sorta di concept di ben 23 tracce, tra cui 11 brani effettivi e dodici cosiddetti “brani ponte”, ovvero di passaggio da un movimento sonoro all’altro. Largo, dunque, a virtuosismi a quattro corde (ma non solo) e a fraseggi verbali al limite del surreale per narrare un vero e proprio viaggio onirico del mare dei pensieri, nei meandri del quale non mancano numerose citazioni letterarie, artistiche e storiche allo scopo di costruire una grande metafora della condizione umana attuale (l’impegno è sempre stata una delle tante basi portanti di Ra fin dagli esordi).

Rimanendo nell’ambito nazionale ma spostando il baricentro sonoro verso (forse) men ointellettualismo e più inclinazione poetica, incontriamo il nuovo disco in studio di Gianmaria Testa, vero e proprio cantautore veterano che poco o nulla ha mai avuto da invidiare ai vari De Gregori e (in tutta sincerità) De André per mezzo di una spiccata capacità compositiva tanto di melodie avvolgenti (spesso anche solo con forza interiore di chitarra e voce) quanto di versi sia trascendentali che invocanti un rinnovato senso dell’esistenza incentrato su una maggiore sensibilità globale. Quasi perennemente in linea con uno stile che, a sprazzi, ricorda gli arrangiamenti di un certo lavoro discografico appartenente, ormai, alla storia della musica italiana come Rimmel, testa compone, tassello su tassello, a cinque anni di distanza dal disco vincitore del premio Tenco Da questa parte del mare, Vita mia, un insolito (se vogliamo) mosaico sociale riguardante ben 50 anni di storia pur di tentare una sorta di estrapolazione di umanità, fin dove possibile, da una vita sempre più disomogenea e ricca di sfumature e colori differenti, sia cupi che brillanti, sia plumbei che referenti di una potenziale solarità. Da seguire.

Varcando, invece, il confine nazionale, ci spostiamo nella glaciale islanda per incontrare di nuovo, dopo gli esperimenti ritmici di Volta e del relativo escursus successivo (anche live) Voltaic, la signora Bjork per l’uscita del suo nuovo esperimento in studio dal titolo Biophilia. Dire di cosa si tratti non è compito facile vista l’eterna caratura sperimentale di ricerca che contraddistingue la mente di una delle migliori voci femminili dell’ultimo ventennio (almeno). Stando alle indicazioni che ci vengono fornite, possiamo confermarne la caratteristica avanguardistica che domina il concetto stesso di arte musicale considerata, dalla diretta artefice, come qualcosa di eternamente mutabile e mai statica né inamovibile da schemi o scritture prefissate di vario stampo. Dimostra questo assunto, infatti, la scelta di fuoriuscire dal supporto cd (o vinile) per espatriare anche nella dimensione delle applicazioni per tablet o smartphone, una serie di algoritmi “intelligenti”, dunque, che permetterebbero non solo di riprodurre le tracce del disco ma anche e soprattutto di creare attorno ad esse un vero e proprio microcosmo. Restando nella dimensione strettamentemusicale, però, si può considerare questo lavoro come un ulteriore gradino scalato lungo l’ascesa verso orizzonti sonori forse ancora poco definibili ma, proprio per questo, estremamente interessanti. Ne valuteremo i risultati.

Infine, ritornando in territorio tricolore, accogliamo con piacere la nuova uscita discografica degli A Toys Orchestra, forse una delle band di rock alternativo indipendente più interessanti sulla scena attuale assieme a mostri sacri come One Dimensional Man, Teatro Degli Orrori, Luci della Centrale Elettrica o Massimo Volume. Midnight (r)evolution, dunque, sfonda le barriere poste dia paraocchi con un disco di forte impatto sociale, analizzando i tempi che corrono attraverso metriche di notevole evoluzione stilistica che vanno quasi di pari passo proprio con le tematiche affrontate. Non è difficilissimo, infatti, ascoltando il disco, riportare la mente, per analogia, a protagonisti della storia del pentagramma come Pink Floyd, King Crimson o Caravan, incentrando il tutto, però, come sempre, in un’ottica sperimentale di miscuglio di generi alla Radiohead o Arcade Fire, passando addirittura per dilatazioni metriche in stile Sigur Ros. Un lavoro importante, dunque, da tenere sotto osservazione per capire quali potrebbero essere eventuali ulteriori sviluppi.

Buon ascolto.

Stefano Gallone

 

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Delicious
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Add to favorites
  • Email
  • RSS

Ti è piaciuto questo articolo? Fallo sapere ai tuoi amici

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

 
Per inserire codice HTML inserirlo tra i tags [code][/code] .

I coupon di Wakeupnews