Questa settimana nei negozi di dischi

L’eccessiva esigenza di drink freschi e succosi, da gustare al fianco di un bell’ombrellone che, magari, ripari da raggi solari tanto muscolosi da menarle di santa ragione ai nostri poveri ed indifesi tratti somatici, avrà forse portato a spasso le abilità motorie di produttori e distributori discografici? Almeno fino alla fine di questo torrido agosto sembra proprio di si, fatta eccezione per ristampe varie e, soprattutto, per alcuni casi meno mainstream (e perfortuna) come il felicissimo Il sorprendente album d’esordio dei Cani, opera prima di quella che, a tutti gli effetti, sembra essere proprio una notevolissima synth pop band nostrana (I Cani, per l’appunto) equivalente ad una boccata di ossigeno per le produzioni emergenti dello stivale e ad una sorta (azzardiamo) di resurrezione forzata per concetti alla Ramones “frankensteinianamente” decontestualizzati, trapiantati e innestati su strutture di stampo elettro-rock contemporaneo. Forte di un corpus di contenuti anche molto ironici, quasi zappianamente dissacranti (si vedano brani come I pariolini di diciott’anni o Velleità), si tratta di una band apertissimamente contestabile per scelte alquanto particolari (innesti di brani strumentali dilatati nel pieno della foga da scaletta premeditata o scelte liriche forse anche troppo dissacranti e, per questo, generanti obiezione) ma comunque degna di considerazione visto il fondamentale fattore “novità” che, con questa prima uscita, ha contribuito ad importare da contesti (probabilmente) anglosassoni.

Facciamo più di un passo indietro nella nostra memoria se ci soffermiamo ad osservare in vetrina, invece, il dvd The making of Screamadelica ad opera, come già è possibile intuire facilmente dal titolo stesso, vista la planetaria fama dell’album in questione, dei Primal Scream. Si tratta, dunque, dell’ennesima scelta, da parte della storica band scozzese di Bobby Gillespie e soci, di riproporre e celebrare le innovazioni e le fortune che portò a casa, precisamente vent’anni or sono (1991), il capolavoro assoluto che fu Screamadelica, vera e propria pietra miliare seminale sia per il decennio ’90 che per l’intera concezione attuale della miscela tra generi sostanzialmente divergenti come il rock e l’elettronica dub da club culture e rave generation (la lezione sarà presto imparata da band del calibro di Thievery Corporation e, a tratti, Morcheeba o Massive Attack, tanto per spararne qualcuna). Dopo una riproposizione live completa (Screamadelica live), dunque, il dvd in questione propone un interessantissimo esame documentaristico approfondito sulle sessioni di composizione e registrazione che portarono la band a concepire uno dei dischi più importanti dell’era contemporanea in occasione del suo ventennale. Pur trattandosi di una sorta di optional esterno alla riedizione del disco in versione deluxe uscita un po’ di tempo fa, il film permette di familiarizzare con i retroscena relativi alla sua produzione con tanto di immagini inedite, interviste ai membri della band (sia dell’epoca che attuali, realizzate per l’occasione) e tutto quanto occorre per capire il modo in cui da un certo tipo di rock alternativo si passò, di punto in bianco, a contaminazioni elettroniche house.

Infine, per il momento, ritroviamo con piacere un’altra band che di sperimentazione ne ha fatta e anche tanta. È con estremo piacere che la segnalazione di quest’oggi include, dunque, il nuovo lavoro in studio dei Primus, agglomerato californiano anch’esso molto seminale in quanto tra i primi a miscelare sonorità funky con rock, hard rock, jazz, blues e addirittura spunti di metal. Per mano del geniale Les Claypool (uno dei più grandi bassisti mai visti in circolazione in tempi recenti) e soci, dunque, questo nuovo Green Naugahyde si presenta (a ben 12 anni di distanza dall’ultimo geniale Antipop, causa reunion nel 2010) come di preponderante interesse sia per i fan della band stesa che per gli amanti di un certo stile di composizione ed esecuzione mai fine a se stesso e (anzi) complesso e stratificato pur nella sua sostanziale fruibilità. Da constatare con gioia, inoltre, il ritorno del veterano Jay Lane nel ruolo di batterista, primo collaboratore alle ritmiche nel periodo ’80.

Buon ascolto.

Stefano Gallone

 

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