Questa settimana al cinema: Soderbergh si dà allo striptease

Woody, Woody Allen, documentario, CannesVolersi affrancare da un certo tipo di prestazione capocomicale rispolverata da nomi quali, su tutti, Vincenzo Salemme, una volta ultimo vero reduce, potenzialmente, dalla scuola partenopea De Curtis in quanto a necessità di appoggiarsi su solide spalle attoriali di altrettanto valore e rispetto, ora decaduto (cinematograficamente parlando; a teatro è tutto un altro sapore) in emblema da malcostruiti e talvolta insensati intrecci pseudoaffettivi, fu prerogativa teatrale dell’ottimo Carlo Buccirosso ed è ora possibilità cinematografica offerta al sempre bravo Maurizio Casagrande (reduce, oltre che da una vita intera trascorsa sul palcoscenico, anche da diverse esperienze televisive) in qualità di regista (come attore lo avevamo apprezzato praticamente sempre al fianco dello stesso Salemme anche su grande schermo) per la sua opera prima Una donna per la vita (con Neri Marcorè, lo stesso Casagrande, Sabrina Impacciatore e nientemeno che Giobbe Covatta). Il film nasce come una solita commedia sentimentale votata, però, a trasformarsi in intricato intreccio dai vari colpi di scena finali, qualità, onestamente, non sempre garantita dalle produzioni italiane da diversi (molti) anni a questa parte. Narrativamente parlando, ci si ritrova di fronte alla storia di Maurizio e Marina, una coppia in crisi matrimoniale vittima di un brutto incidente. Un salto temporale ci mostra l’uno al lavoro con il collare a ormai separato dalla moglie, e l’altra che non smette di tentare di riconquistarlo. Maurizio, però, è già innamorato di Nadine, una chiropatica che lo rimette in sesto.

Un interrogativo considerevole, invece, ce lo pone addirittura il buon Steven Soderbergh, autore di pellicole sontuose quali Traffic, Out of sight, Ocean’s eleven, Che l’argentino / guerriglia o Contagion, eppure mai al centro di quella fondamentale fiducia che, ogni tanto, Hollywood non rinuncia ad accordare nei confronti di chi da molti anni, comunque, non manca nel portare alle sue casse (visto che è quello l’elemento principale dall’alba del fotogramma in movimento) un consistente tornaconto in positivo. Ecco, dunque, lo stesso Soderbergh essere chissà per quale motivo direzionato nella scelta di dirigere un film come Magic Mike (con Channing Tatum, Alex Pettyfer, Matthew McConaughey), una sottospecie di Full moonty ai lustrini per via di una narrazione incentrata su Mike, imprenditore talentuoso e affascinante che, di giorno, insegue il sogno americano riparando tetti, disegnando mobili o lavando auto e, di notte, si trasforma in esuberante stripper per il quale le donne fanno la fila e svengono d’eccitazione. Il suo obiettivo, quindi, diventa quello di prendere per mano un ragazzo diciannovenne per farne un nuovo genio del ballo erotico e dei soldi facili. Seppur sperando in un mai tradito conferimento di senso, la cosa, in generale, ci lascia abbastanza sbigottiti, vista la non indifferente mole artistica dell’autore. Fate voi, insomma.

Tornando nei confini nostrani, invece, fa molto piacere veder tornare sul grande schermo l’ottimo Giuseppe Piccioni, con molta probabilità uno dei registi italiani che meglio ha saputo esprimere (qui sì con senso) i rapporti di coppia e il sentimento affettivo in senso generale per tramite di storie mai banali, anzi cariche di sostanza emotiva utile ad esprimere quel non dicibile che costruisce ogni elemento relativo alle percezioni umane. Il rosso e il blu (con Riccardo Scamarcio, Margherita Buy, Roberto Herlitzka) dunque, allarga questi concetti all’ambito scolastico per passare in rassegna una storia sia divertente che riflessiva in qualità di conferimento di senso. Collocando le proprie vicende all’interno di un istituto scolastico della capitale, il film narra di un vecchio professore di storia dell’arte, Fiorito, sprofondato nel cinismo e nella totale perdita di bellezza intrinseca al tipo di lavoro che porta avanti ormai per inerzia. Giuliana, la preside del liceo, è una perfezionista dell’ordine e dell’organizzazione, mentre Prezioso è un giovane supplente di lettere che vorrebbe salvare il mondo interessando i suoi alunni a colpi di poesia. Si verranno, dunque, a creare situazioni tali da costringere tutti e tre questi soggetti a rivedere le proprie posizioni.

The wordsEspatriando nel territorio del documentario, arriva in Italia la prima vera biografia ufficiale per immagini di Woody Allen (già passata in rassegna in quel di Cannes), ovvero Woody (di Robert B. Wide), trattamento per immagini sia di repertorio che di nuova documentazione incentrato, ovviamente, sulla figura cinematograficamente storica e culturale del celebre regista e scrittore statunitense, qui visto in maniera effettivamente inedita, vale a dire nel risvolto creativo che ne mette in mostra processi di scrittura, regia e recitazione in maniera molto intima e delicata ma anche (parallelamente alla colta ironia che da sempre contraddistingue lo stesso Allen) esilarante e sorprendente (come sorprendente è il ritrovarsi consapevoli del suo continuato uso di una vecchissima macchina da scrivere per la redazione delle sceneggiature, con tanto di copia / incolla materiali, fatti cioè con forbici e colla stick).

Riportando l’attenzione alla fiction, invece, desta interesse The words (regia di Brian Klugman e Lee Sternthal, con Bradley Cooper, Jeremy Irons, Dennis Quaid), storia di Rory Jansen, scrittore in difficoltà ma con solidissime intenzioni riguardanti il suo intramontabile desiderio di diventare l’imminente nuova grande voce letteraria. Scoprendo, però, un vecchio manoscritto malandato in una ventiquattrore malandata, si rende conto che quello stesso scritto risulta essere esattamente ciò che lui stesso avrebbe sempre voluto saper creare. Rory, dunque, decide di prendere indebitamente possesso di quel manoscritto per ricevere finalmente il tanto inseguito riscontro culturale. Imparerà presto, però, che vivere di una simile scelta sarà tutt’altro che facile e tranquillo.

Buona visione.

Stefano Gallone

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Delicious
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Add to favorites
  • Email
  • RSS

Ti è piaciuto questo articolo? Fallo sapere ai tuoi amici

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

 
Per inserire codice HTML inserirlo tra i tags [code][/code] .

I coupon di Wakeupnews