Questa settimana al cinema

Malgrado stia per prendere il largo una stagione densa di progetti ed uscite cinematorafiche degne di considerazione, sia in territorio nostrano che di importazione statunitense (si pensi all’attesa per il nuovo mix 2D / 3D del nuovo lavoro di Francis Ford Coppola, Twixt, con un risorto Val Kilmer), questa settimana, tra le consuete e diverse opzioni, anche se non promette salti mortali a livello qualitativo, propone comunque elementi interessanti da passare in rassegna.

Nel tentativo di selezionare la lista e, quindi, con l’intento di portare in superficie alcune delle possibiltà più interessanti, potremmo guardare a Non avere paura del buio (regia di Troy Nixey, con Katie Holmes, Guy Pearce, Bailee Madison, Alan Dale) come ad una vaga possibilità di restare incollati alla poltrona della sala a causa di una speranza di suspense, malgrado si tratti di un sano remake di un film televisivo (sempre meno creatività nel mondo mainstream in generale, come al solito). A partire da un assunto principale risalente all’epoca vittoriana (un uomo che, dopo aver compiuto un tremendo omicidio, viene inghiottito da una fornace), il film si snoda a partire dal secolo successivo, quando, cioè, la piccola Sally si trova su un aereo per raggiungere il padre e la sua giovane fidanzata, i quali hanno concluso da poco il restauro proprio di quella vecchia casa dove avvenne l’omicidio e nella quale abiteranno temporaneamente per poi provare a venderla. La bambina, però, sarà artefice della scoperta di forze sovrannaturali insediate nello scantinato.

Ricollegandoci, invece, all’ultimo Festival del Cinema di Venezia, quindi affidandoci ad un tasso qualitativo nettamente maggiore (si spera), riscontriamol’arrivo in sala di Shame (regia di Steve McQueen, con la Coppa Volpi per la miglior interpretazione maschile Michael Fassbender, Carey Mulligan, James Badge Dale), storia di Brandon, un uomo d’affari dipendente dal sesso e con serie difficoltà nel gestire le sue pulsioni, impulsi che sfoga con incontri occasionali e continue masturbazioni. L’insieme di questi elementi lo costringe ad una vita solitaria, caratteristica che solo l’arrivo in città della sorella minore, la fragile Sissy, sembra placare. Ma il disturbo di Brandon peggiora comunque di giorno il giorno e lo costringe addirittura ad omosessualità celate pur di sfogare la strabordante pulsione. Arriverà ad allontanare la sorella pur di restare solo in una New York quanto più dispersiva ed alienante, ma il gesto lascerà sprofondare la giovane in una depressione che le inoculerà in mente l’idea del suidicio, scatenando i rimorsi del fratello maggiore. Tra i film più interessanti della stagione.

Altrettanto interessante, probabilmente, è La talpa (con il sempreverde Gary Oldman, Kathy Burke, Colin Firth) per la regia del già apprezzato Tomas Alfredson, l’autore della trasposizione cinematografica dell’interessantissimo thriller / horror Lasciami entrare, una delle opere prime più sorprendenti da diversi anni a questa parte. Il film si destreggia nella Londra del 1973, quando Control, il capo dei servizi segreti inglesi, è costretto a dimettersi pervia del fallimento durante una missione in Ungheria, durante la quale ha perso la vita l’agente speciale Prideaux. Assieme a lui si ritira anche il fido George Smiley, per poi essere riconvocato, però, dal sottosegretario governativo per essere riassunto in totale segreto. Il suo compito sarà, dunque, quello di scoprire l’identità di una talpa filosovietica.

Scorrendo la lista, in ambito di parodia (termine sprecato, in verità) dell’insopportabile e modaiola saga Twilight, eravamo già rimasti letteralmente inorriditi dal precedente Mordimi: come potremmo mai essere interessati al relativo, inutile, ignobile e vomitevole seguito Succhiami? Pur di non rischiare gratuite blasfemie da constatata e perenne idiozia di certe produzioni, allora, passiamo oltre.

Fresco di festival, stavolta capitolino, arriva anche la nuova ed interessante pellicola di Giuliano Montaldo, ovvero L’industriale (con il sempre bravo Pier Francesco Favino e Carolina Crescentini, migliore nella serie televisiva Boris, dove infatti interpreta se stessa, né più né meno), film incentrato su di un proprietario di una fabbrica ormai ad eccessivo rischio fallimento. L’ingegnere Nicola Ranieri, dunque, non riesce più ad ottenere prestiti dalle banche per cercare di tamponare la situazione ormai troppo deficitaria. Essendo incerta anche a possibilita di join venture con una società tedesca, Ranieri, per orgoglio, rifiuta anche la salvezza che l’aiuto economico della ricca suocera potrebbe consentirgli. A causa di tutto questo, mentre gli operai si dimostrano comprensivi anche se estremamente preoccupati per il loro futuro, la moglie di Nicola, Laura, si distacca sempre di più da lui, provocando nel marito, oltre alle devastanti preoccupazioni aziendali, anche i tormenti derivanti dal profondo sospetto di essere tradito. Come unica soluzione, Nicola riesce solo a scegliere di pedinare la consorte.

Altro film importante, infine, potrebbe essere L’era legale (regia di Enrico Caria, con Patrizia Rispo, Cristina Donadio, Rita Corrado, Pietro De Silva), interessantissimo spaccato futuristico della Napoli del 2020, sorprendentemente divenuta una città sicura, pulita e moderna grazie alla straordinaria impresa compiuta dla suo sindaco, Nicolino Amore, il quale, di famiglia poverissima (padre parcheggiatore abusivo alcolista e madre contrabbandiera), riesce a ravvedersi dai privilegi della bellavita inizialmente fornitagli dall’attività politica, preferendo, dunque, dedicarsi a tempo pieno alla sua gente e alla risoluzione del problema più scottante: il narcotraffico. Nicolino, dunque, pensa che solo legalizzando le sostanze stupefacenti riuscirebbe a contrastare la relativa attività criminale di produzione e smercio.

Buona visione.

Stefano Gallone

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