Questa settimana al cinema

Un ingresso cinematografico nel mese di giugno che definire catastrofico, forse, rischierebbe di essere anche una sottospecie di complimento. Perdonerete la crudezza ma, per i palati desiderosi di qualcosa di gran lunga superiore rispetto a commediucole da strapazzo più o meno scemotte, soluzioni horror ormai testate, ritestate e definitivamente ridondanti nell’ormai consolidato e assolutamente innocuo finto realismo ricostruito (movimento di cui The Blair witch project fu il primo, assoluto ed ultimo pilastro portante) e cartoni animati in scarna e, francamente, poco opportuna costruzione digitale (si consideri che lo stesso personaggio, come vedremo, è già stato inserito in normali e simpaticissime pellicole recenti), sembra proprio essere tempo, almeno per questa settimana, spendibile preferibilmente con un bel rispolvero di lavori passati, meglio se meno conosciuti. Perché non approfittare, allora, degli sconti per gli ottimi DVD Feltrinelli? Ma questo è un altro paio di maniche.

Paul (regia di Greg Mottola, con Simon Pegg, Nick Frost, Jason Bateman) è il primo della lista a vedere la luce per il bene del botteghino e a spiegare, di conseguenza, perché un certo tipo di commedia poco consona alle reali esigenze del genere abbia ancora il diritto di esistere. Si tratta di un risvolto fantascientifico per via del vero protagonista, un alieno di nome (appunto) Paul che, oltre ad avere la voce italiana di Elio (Elio e le storie tese), ha vissuto i suoi ultimi sessanta anni appeso fuori da una base militare top-secret. Per motivi che non è dato conoscere, il buon essere decide di tentare la fuga saltando a bordo del primo veicolo che incrocia, ovvero un camper appartenente a Clive e Grame, gli altri due protagonisti della storia.

Di male in peggio, probabilmente, si va con Zack & Miri – Amore a primo sesso (regia di Kevin Smith). Lo si evince già dall’ambigua locandina con, in decentramento di inquadratura verso il bordo inferiore, le rispettive teste dei protagonisti (Seth Rogen e Elizabeth Banks) impegnate in una intellettualissima e produttiva fellatio. La pellicola narra le gesta eroiche Zack e Miriam, coinquilini in uno squallido appartamento nella periferie di Pittsburgh. I due condividono anche un’amicizia molto schietta e gioviale fin dagli anni del liceo. Ormai quasi trentenni e costretti a sottostare ad ogni genere di lavoro per sopravvivere, decidono di riunire i vecchi compagni di liceo tra i quali spicca Bobby, ex stella di football ora compagno di un porno-attore gay. Idea: sarà il porno a risolvere i problemi finanziari? Peccato: il tema di partenza avrebbe potuto essere sviluppato in maniera decisamente molto più significativa.

E veniamo alla similcopia dell’horror di moda negli anni zero. Esp – Fenomeni paranormali (regia Colin Vicious e Stuart Vicious, con Sean Rogerson, Juan Riedinger, Mackanzie Gray) non ha assolutame nulla di godibile in linea col capostipite che ha generato il filone a cui appartiene, se non l’ennesima dimostrazione di come seguire alla lettera (anzi, all’inquadratura) i propri predecessori, senza innovarli più di tanto, rischi di fossilizzare il genere per esigenze di botteghino. Il programma televisivo che porta il nome del film, alla sua sesta puntata, vede Lance Preston, autore e regista, desideroso di farsi rinchiudere con la sua troupe in un ospedale psichiatrico abbandonato sul quale girano strane voci. Ovviamente, tra il globale scetticismo dei presenti, che cominciano anche a falsificare i filmati per renderli terribili, qualcosa comincia a rendersi terribile di suo: un membro della trupe svanisce nel nulla. Trovare una via di fuga appare improvvisamente impossibile e il custode verrà a liberarli solo il giorno dopo.

Tornando sulla sponda commedia, forse l’unico spunto simpatico viene da Four lions (regia di Christopher Morris, con Riz Ahmed, Arsher Alì, Nigel Lindsay): in un sobborgo inglese, il musulmano Omar ha formato una cellula terroristica e sta per rivolgere un attentato alla società che considera malsana e corrotta in nome della guerra santa. Ma il lavoro viene reso difficile dalla completa idiozia dei suoi seguaci.

Saranno contenti i più piccini, invece, del ritorno del gattone Garfield il supergatto (regia di Marc A.Z. Dippé) stavolta in completa trasposizione da cartone animato virtuale. Il pasciuto felino, qui, è costretto a fare i conti, in totale e perenne controvoglia, con il suo alter ego malefico, Garzooka, seriamente deciso a fare incursione nel mondo dei cartoni in cui vive il protagonista con i suoi amici, ma solo per contrastare Vetvix, la cui minaccia promette di distruggere tutto. Sarà, però, proprio compito di Garfield salvare sia i suoi amici che il mondo intero.

Per quel po’ che si riesce a tirare fuori dalla pura evasione a questa serie di inutilità in cellulosa, sono da segnalare La polvere del tempo (regia di Theo Angelopulos, con Willem Dafoe, Bruno Ganz, Michel Piccoli), revisione di cinquant’anni di storia della Grecia per mano di un lungo triangolo amoroso fra una donna e due uomini, di cui uno è un regista che, per lavoro, gira il mondo e osserva il tempo passare negli spazi più svariati da Roma alla Siberia, da Colonia a a New York; e Tutti per uno (regia di Romain Goupil, con Valeria Bruni Tedeschi, Linda Doudaeva), viaggio postdatato nel 2067, anno in cui Milana ricorda un’infanzia trascorsa a creare un piccolo commercio di film pirata con i compagni di scuola e a rubare caramelle nei negozi. In quegli anni, le politiche di immigrazione francesi provocano l’espulsione di molti clandestini tra cui anche lei. Ma la sua forza risiede nella volontà degli amici di tutelare l’amica.

Fatta eccezione per queste due ultime segnalazioni, per il resto risparmiate denaro e tempo.

Buona visione.

Stefano Gallone

 

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