Quentin Tarantino compie 50 anni

Quentin Tarantino (idposter.com)

Quentin Tarantino (idposter.com)

Correva l’anno 1963, precisamente il 27 di marzo, quando a Knoxville, nel Tennessee, nasceva Quentin Tarantino, fino ad ora considerato uno dei registi più innovativi di sempre. Proprio oggi, dunque, l’autore di vere e proprie pellicole di culto come Le iene, Pulp Fiction o Kill Bill, dunque, festeggia il suo cinquantesimo compleanno.

Non si può esimersi, dunque, dal fare gli auguri ad uno dei cineasti più estroversi che la storia del cinema contemporaneo, statunitense e non, abbia mai avuto  la fortuna di crescere nel proprio grembo. Ma soprattutto, non si può non rivolgere questi auguri ad uno dei cineasti contemporanei più colti in termini di fruizione storico-filmica. Fin dalla tenera età, infatti, il buon Quentin matura l’ambizione se non il vero e proprio godimento del divorare letteralmente cassonetti interi di videocassette di vario genere, prediligendo, a lungo andare, quelle rivolte ai cosiddetti “B-Movies” e, soprattutto, ad un certo cinema italiano tra spaghetti western e poliziottesco anni ’60 e ’70, come dimostra il suo continuo citare pellicole di eminenze del settore come Sergio Leone, Sergio Corbucci (dal quale ha tratto il suo ultimo e premiato Django Unchained), Enzo G. Castellari (da qui prenderà spunto per Bastardi senza gloria) o Umberto Lenzi.

Proprio l’inevitabile e onnipresente malattia benevola della citazione ha fatto di Tarantino uno dei registi ri-creativi della storia del cinema contemporaneo in quanto capace di operare un lavoro maniacale in sede di assimilazione e studio di tutte quelle pellicole per farne continuamente e quasi nevrastenicamente un trampolino di lancio per sceneggiature estremamente citazioniste ma, proprio per questo, votate al continuo ribaltamento di attese e prospettive sempre imprevedibili per quanto vasto è il mare di materiale cinefilo riciclato.

Dopo anni di lavoro ai Video Archives della sua città (non poteva essere diversamente per un cinefilo puro come lui), il successo arriva, dopo altalenanti esperienze di sceneggiatura, nel 1992 con Le iene, sorta di rivisitazione innovativa di un certo gangster movie di marchio Usa, per poi esplodere letteralmente con l’ipercitazionismo di Pulp Fiction, film che otterrà un riscontro di pubblico e critica talmente forte da concedergli la Palma d’Oro al Festival di Cannes del 1994 nonché il premio Oscar per la migliore sceneggiatura originale.

Seguono Jackie Brown (sempre sulla scia di noir – gangster movie “revisited”) e, ben sei anni dopo, il duplice e acclamatissimo volume di Kill Bill con la musa ispiratrice Uma Thurman nei panni dell’eroina protagonista. Il 2009 è la volta di Bastardi senza gloria (dalle ceneri di Castellari, come abbiamo accennato in precedenza), film importante sia per quanto riguarda l’inizio di una sorta di ciclo di bonario (criticatissimo) revisionismo storico dalla parte dei più deboli o sconfitti, sia per quanto concerne l’inizio di una specie di vero e proprio sodalizio artistico con l’attore tedesco Cristoph Waltz, scoperto proprio da Tarantino per questo stesso film e richiamato a gran voce nel successivo (e fino ad ora ultimo) Django Unchained. Notevoli, inoltre, alcune collaborazioni con il collega e amico Robert Rodriguez (autore della fortunata versione per grande schermo del fumetto di Frank Miller Sin city, per cui lo stesso Tarantino offre una prestazione da “guest director” in un paio di sequenze) tra cui spicca quella per il doppio horror / splatter Grindhouse (Bulletproof / Planet terror), interessante progetto di cinema sporco e malandato di richiamo diretto al tipico drive-in da quattro soldi per il quale, decenni addietro, era possibile spendere veramente due spiccioli di biglietto e godersi due interi B-Movie (in questo, la simpatica bellezza sta nell’aver finto, con effetti sia analogici che digitali, immagini impresse su pellicola scaduta, frammenti mancanti o effetti speciali dalla rozzezza tipica dell’epoca).

Certo, su Quentin Tarantino ci sarebbe da scrivere un’enciclopedia intera, malgrado si possa soltanto amarlo o odiarlo per le sue scelte tematiche e stilistiche. Ad ogni modo, ci limitiamo a riassaporarne i tratti migliori e blocchiamo, per il momento, il nostro affetto e la nostra ammirazione ad un semplice ma sentito augurio di buon compleanno.

(Foto: pigmag.com / idposter.com)

Stefano Gallone

@SteGallone

[youtube]http://youtu.be/4tMK_c89bSs[/youtube]

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