Quattro nuove mostre alla GNAM per l’estate romana

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Il giardino dell’anima

Mercoledì 4 giugno la Galleria Nazionale d’Arte Moderna ha inaugurato quattro percorsi espositivi che resteranno in allestimento fino al 5 ottobre.

IL GIARDINO DELL’ANIMA- Maria Dompè presenta un’opera a verde situata all’esterno della galleria, nel lato Nord-Ovest dell’edificio: si tratta di un giardino dalle forti suggestioni orientali, arricchito da inserimenti scultorei e nuove piantumazioni. L’artista dedica il lavoro a S. Ildegarda di Binden, una delle poche donne emerse dalla storia medievale grazie al proprio intelletto, e si rivolge prevalentemente all’analisi del rapporto tra la natura e l’uomo, che in questo caso vede protagonista l’elemento acquatico per via della sua forza vivificatrice.

LA FORMA DELLA SEDUZIONE- La rassegna, curata da Barbara Tomassi, comprende circa 130 opere che hanno come protagonista il corpo femminile nell’arte nevecentesca. Il percorso si articola in cinque sezioni volte a sottolineare, da un lato, la forte attrazione che suscita il corpo femminile, dall’altro, la forza distruttiva della seduzione, da sempre vista come caratteristica della femminilità eversiva. La prima sezione “le belle apparenze” vede spiccare i nudi sensuali di Modigliani e di Man Ray e la ricerca di una carnalità provocatoria; la seconda sezione “seduzione/sedizione” presenta la destrutturazione del corpo femminile, ancora protagonista con la sua forza creatrice e perturbante, e presenta le opere di vari autori tra cui Manzù, di cui ricordiamo Gli amanti,  e Calò con il suo Nudo di donna. La terza sezione “oggetto del desiderio” è prettamente surrealista e si rivolge al nudo come feticcio, dalla bambola di Hans Bellmer alla donna scarpa di Salvator Dalì, affermando la perdita del corpo e il relativo spaesamento, che inducono a presentare l’erotismo come una metafora. La quarta sezione “la bella e la bestia” enfatizza l’incontro tra il mondo umano e quello animale svelando il timore per la forza ferina e primordiale del nudo femminile, che si palesa nelle opere di Breton, Masson e Picasso, caratterizzate tanto dal rimpianto per un’età dell’oro in cui vigeva la purezza, quanto dall’impellente voglia di osare e trasgredire. La quinta e ultima sezione “la bella addormentata” presenta la bellezza del corpo femminile nel sonno, dunque una forma di seduzione passiva, e vede primeggiare le opere di Giorgio de Chirico, tra cui spicca Diana addormentata nel bosco.

Paesaggio di Stella

Paesaggio di Stella

STELLA- Il giovane artista Flavio De Marco presenta 44 dipinti, 36 disegni e un libro dedicati a Stella, un’isola immaginaria del Mar Egeo, con la forma delle città ideali rinascimentali e le caratteristiche di un “Superluogo”. Attraverso la pittura, mezzo artistico classico, l’artista presenta la sua visione contemporanea del paesaggio, avvicinando la natura alla macchina: i paesaggi sono infatti caratterizzati dalla prospettiva piatta dello schermo e rivelano un punto di vista sul mondo fisico totalmente innovativo che cela forse una critica nei confronti della onnipresente tecnologia nella vita di tutti i giorni. La pittura dell’artista si propone dunque come specchio di una società dominata dalla macchina anche quando ammira le bellezze naturali, il cui fascino è filtrato necessariamente dallo schermo, non più dall’occhio nudo.

SONNO ROMANO- In omaggio a Fabrizio Clerici per il suo centenario (1913-2013) la Galleria Nazionale presenta le due versioni del Sonno Romano, la grande tela del 1985 donata alla GNAM dallo stesso artista, e la prima versione più piccola di proprietà dell’Accademia Nazionale di Lucca. Insieme alle due opere viene esposto l’archivio documentario relativo alla creazione delle stesse, tra cui spiccano le bozze delle opere e le foto che ricostruiscono i lavori di realizzazione delle tele.

Il programma offerto dalla Galleria Nazionale per l’estate è dunque ricco e variegato e sembra voler accontentare proprio tutti i gusti, presentando quattro percorsi espositivi molto diversi tra loro sia per tecniche di composizione che per ispirazione. Dalla pace orientaleggiante che trasmette il giardino allestito dalla Dompè, alla seduzione fascinosa e pericolosa del femmineo rappresentata dagli artisti novecenteschi, fino all’incontro tra natura e tecnologia offerto da De Marco, si approda infine all’ammirazione di un classico del surrealismo italiano firmato Fabrizio Clerici.

 Alessia Pizzi

@alepizzi88

Foto via www.artdreamguide.com

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