Quando il cinema diventa mostra fotografica

"Anni Ruggenti" di Luigi Zampa

Roma – Un cinema fatto non solo di riprese, ma anche di immagini che riprendono una scena girata in una strada, una piazza o una campagna in giro per l’Italia. Tutto questo è possibile alla Casa del Cinema a Roma, dove, fino al 25 aprile, è allestita la mostra fotografica “Viaggi in Italia 2. Set del cinema italiano 1960-1989”. L’esposizione, ad ingresso gratuito, raccoglie in cinquanta scatti in bianco e nero, le location regionali toccate dal cinema italiano nel corso di un trentennio, partendo da “L’avventura” di Michelangelo Antonioni (1960) e finendo con “Che ora è?” di Ettore Scola (1989).

Si tratta di scatti rubati fra un ciak e l’altro, quando la cinepresa usciva dagli studi cinematografici e andava a indagare i luoghi e le persone, in un lungo viaggio sentimentale che dalla Valle d’Aosta arrivava fino alla Sicilia. Spesso all’interno delle fotografie si può vedere l’allestimento del set cinematografico: la macchina da cinepresa, il simbolo del “ciak”, ombrelli, ecc.. La Casa del Cinema si trova all’interno di Villa Borghese ed è promossa dall’Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico di Roma Capitale con la collaborazione dell’Assessorato alla Cultura, Arte e Sport della Regione Lazio, per la direzione artistica di Caterina d’Amico e la gestione di Zètema Progetto Cultura. Nella  prima tappa del progetto triennale “Viaggi in Italia” si erano documentati i primi set regionali dei film italiani del dopoguerra. Invece, in questa seconda tranche si vuol rendere conto dell’ampio girovagare del nostro cinema, nel corso del trentennio successivo, alla ricerca di nuove location regionali.

"Profondo Rosso"

“Viaggi in Italia 2. Set del cinema italiano 1960-1989” restituisce scenari urbani ed extraurbani di piccoli paesi e di campagne, scelti come luoghi per raccontare le storie più diverse, tra film d’autore e cinema popolare. In questo modo si vuole dare testimonianza della varietà delle singole location regionali e della diversificazione produttiva e di genere che ha caratterizzato il cinema italiano in quel trentennio. Sono fotografie attraenti che evidenziano, anche attraverso molti scatti inediti, l’alto risultato qualitativo conseguito da varie generazioni di fotografi di scena. Le foto provengono in gran parte dall’archivio del Centro Cinema di Cesena, che vanta una preziosa raccolta di oltre 100.000 fotografie di scena, tra stampe e negativi. Inoltre, la ricerca si è in parte allargata ad altri archivi fotografici, pubblici e privati. In alcuni casi sono stati chiamati in causa direttamente registi, fotografi e case di produzione, che hanno risposto con prontezza e generosità alle richieste.

Tra le foto in mostra, si evidenziano in particolare: “Il sorpasso” di Dino Risi (1962), “Anni ruggenti” di Luigi Zampa (1962), “ La visita” con Sandra Milo (1963), “Il Decameron” di Pier Paolo Pasolini (1971), “Romanzo popolare” di Mario Monicelli (1974), “Profondo Rosso “ (1975), “La casa dalle finestre che ridono” di Pupi Avati (1976), “Padre padrone“ di Paolo e Vittorio Taviani (1977), “Non ci resta che piangere” di Benigni e Troisi (1985), ”In viaggio con papà” con Alberto Sordi e Carlo Verdone (1982), “Un ragazzo di Calabria” di Luigi Comencini (1987), ”Il grande Blek” di Giuseppe Piccioni (1987), “Francesco” di Liliana Cavani (1989).

di Chiara Campanella

Foto via  www.style.it/; www.veraclasse.it;  www.casadelcinema.it;

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