Quagliariello: «Domenica stava per saltare il governo»

Gaetano Quagliariello, "fedelissimo" di Berlusconi e ministro per le Riforme nel governo Letta

Roma – Un attacco senza precedenti, agli avversari del Partito Democratico ma anche verso alcuni dei suoi stessi compagni di partito. Gaetano Quagliariello, ministro per le Riforme e uno dei trentacinque “saggi” scelti dal Quirinale per elaborare un disegno di riforma costituzionale, rilascia dichiarazioni di fuoco sulla stabilità del governo e su presunti piani per farlo «saltare», che sarebbero stati pur difficoltosamente sventati la scorsa domenica.

Quagliariello – docente di Storia dei partiti politici in una nota università privata della Capitale – parte a ritroso da domenica, quando, in concomitanza con la manifestazione del PdL a Via del Plebiscito, a sostegno dell’ormai condannato Silvio Berlusconi, si sarebbe provato a far cadere l’esecutivo: «Nella giornata di domenica, dopo la manifestazione del Pdl condotta in modo impeccabile e dopo il discorso altrettanto impeccabile di Berlusconi, le aspettative dei signori che non amano questo governo e che aspettano un nostro passo falso per farlo cadere sono andate deluse».

Il ministro, che è parte integrante del centrodestra berlusconiano sin dal 1994 con Forza Italia, aggiunge poi una spiegazione dettagliata del caso in oggetto: «C’è il rischio che il governo, che in questo momento rappresenta una barriera rispetto al caos politico-economico e istituzionale, non regga».

Quagliariello non fa menzione delle idee, promosse all’interno del Popolo della Libertà da alcuni fedelissimi del premier tra i quali i capigruppo alle Camere Schifani e Brunetta, di chiedere la grazia per Berlusconi al presidente Giorgio Napolitano e, in caso di una impossibilità del Cavaliere a essere ricandidato, di “passare il testimone” nelle mani di Marina Berlusconi, attuale presidente della Mondadori. Su Marina, aggiunge: «Per ora non c’è stata la disponibilità della diretta interessata. Non ne parlo. È innanzitutto un fatto di rispetto personale».

Una situazione, quella tutta interna al PdL, in continua e completa evoluzione, i cui contorni non sono ben definiti e, soprattutto, celano ogni sfaccettatura possibile di soluzioni, continue e discontinue rispetto alla sopravvivenza del governo Letta.

Stefano Maria Meconi

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