Processo Stato-Mafia. Berlusconi suggeriva gli obiettivi a Cosa Nostra

(fonte: strettoweb.com)

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Palermo - Il politico che suggeriva gli obiettivi da perseguire all’associazione mafiosa Cosa Nostra era Silvio Berlusconi. Ad affermarlo è Giovanni Ciaramitaro, il collaboratore di giustizia che all’epoca delle stragi del ’93 rivestiva il ruolo di “militante di base”.

L’ACCUSA DI CIARAMITARO - Dopo la pausa estiva è ricominciato quest’oggi il processo di Palermo sulla trattativa Stato-Mafia e la prima udienza, in corso presso l’aula bunker del carcere Ucciardone, si è focalizzata in particolar modo sulle stragi avvenute a Firenze, Milano e Roma nel 1993.
Secondo le affermazioni del pentito Giovanni Ciaramitaro fu centrale il ruolo di alcuni politici che indicavano con precisione le strategie da seguire con lo scopo ultimo di arrivare alla «abolizione del 41bis, l’abolizione delle leggi sulla mafia. Le bombe le mettevano per scendere a patti con lo Stato».
«C’erano dei politici che indicavano quali obiettivi colpire con le bombe: andate a metterle alle opere d’arte» afferma Ciaramitaro in aula, spostando poi l’attenzione sul leader di Forza Italia Silvio Berlusconi, all’epoca non ancora in politica e in procinto di “scendere in campo”.
Il collaboratore di giustizia racconta lo scambio di parole avvenuto con il boss mafioso Francesco Giuliano, durante il quale venne fatto il nome dell’imprenditore di Milano: «Mi disse che ci stava questo politico, che ancora non era un politico, ma che quando sarebbe diventato presidente del Consiglio avrebbe abolito queste leggi. Poi mi disse che era Berlusconi».

Silvio Berlusconi

Silvio Berlusconi (fonte: giornalettismo.com)

IL PROCESSO DI FIRENZE - Non è la prima volta che Giovanni Ciaramitaro accusa in aula di giustizia Silvio Berlusconi. Nel 1996, infatti, a dialogo con il pm Gabriele Chelazzi affermò di aver appreso da Francesco Giuliano l’intenzione di Silvio Berlusconi di promuovere una legge sulle carceri, poi non approvata in Parlamento.
Nel 2011, durante il processo tenutosi a Firenze sulle stragi del 1993, il collaboratore di giustizia ribadì il coinvolgimento di Silvio Berlusconi, affermazioni ampliate dal pentito Pasquale Di Filippo che affermò come «da quando avevo 20 anni mi hanno sempre detto cosa dovevo votare politicamente, io e tutti gli altri. Nel ’94, quando ci sono state le elezioni in Sicilia, abbiamo votato tutti per Berlusconi, perché Berlusconi ci doveva aiutare, doveva far levare il 41 bis».

Alessia Telesca

foto: strettoweb.com; giornalettismo.com

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