Processo Mediatrade: il Premier tace in aula, ma si difende a Mattino 5

Milano – È terminata dopo circa tre ore a Milano l’udienza preliminare per il caso Mediatrade, che si è tenuta questa volta alla presenza anche di Silvio Berlusconi, uno dei dodici imputati.
L’udienza preliminare in cui il Presidente del Consiglio è accusato di frode fiscale e concorso in appropriazione indebita per vicende legate all’acquisizione negli Stati Uniti di diritti televisivi per la trasmissione di film, è stata rinviata al prossimo 4 aprile, lunedì prossimo, quando la parola passerà al pm Fabio de Pasquale per il suo intervento.

L’udienza è stata celebrata davanti al gup Maria Vicidomini.  I lavori di oggi hanno riguardato la costituzione delle parti e il calendario. Un piccolo risparmiatore, Marco Bava, che possiede solo un’azione di Mediaset, aveva chiesto di costituirsi parte civile contro il presidente del Consiglio, ma il gup ha dato parere negativo.

Durante l’udienza di stamani, Silvio Berlusconi non ha reso alcuna dichiarazione e si è limitato ad ascoltare senza chiedere di intervenire.

La voce l’ha invece utilizzata per scaldare i suoi elettori, presenti in gran numero fuori dal Palazzo di Giustizia per sostenerlo.  All’uscita, si è fermato davanti al gazebo del Popolo della Libertà in corso di Porta Vittoria, è salito sul predellino della sua auto e ha salutato i fan che hanno risposto con urla e grida di sostegno.
“È andata bene, sarò in aula la prossima udienza”, questo il commento a caldo di Berlsuconi.

Davanti al Palazzo di Giustizia questa mattina c’era un presidio di una quarantina di militanti e simpatizzanti del Pdl, fra i quali anche il sottosegretario al ministero per l’Attuazione del programma Daniela Santanché, che hanno applaudito e salutato a gran voce il premier al suo arrivo. «Giustizia non esiste dove non vi è libertà», «La politica è nei seggi elettorali non nei tribunali»: sono due degli striscioni esposti dai sostenitori di Silvio Berlusconi, proprio davanti all’ingresso del tribunale.
Presenti anche gruppi legati a Idv e Piero Ricca che hanno a lungo contestato il Preidente invitandolo a farsi processare e a dimettersi dalle sue cariche. Come in una partita di pallone le due curve si sono fronteggiate verbalmente per alcune ore, fino al momento della partenza del Premier che si è allontanato in auto.

La difesa di Berlusconi era già iniziata con la telefonata a Mattino 5 in cui ha nuovamente affermato di essere l’uomo più imputato della storia e dell’universo. “È il 25esimo dei processi a cui io partecipo come imputato: 24 conclusi con archiviazione e assoluzione con formula piena per non aver commesso i fatti. Me ne restano sei: cinque civili ed uno penale. In 17 anni sono oltre 1000 i magistrati che se ne sono occupati senza successo”.

Il processo Mediatrade “rientra come quelli precedenti in un tentativo che viene fatto per cercare di eliminare il maggiore ostacolo che la sinistra ha nella conquista del potere. Sono accuse infondate e ridicole”, ha proseguito il premier.

“Purtroppo il comunismo in Italia non si è mai arreso e non è mai cambiato, c’è ancora chi usa il codice penale come uno strumento di lotta ideologica e pensa che una parte politicizzata della magistratura possa usare qualsiasi mezzo per annientare l’avversario che è vittorioso nelle elezioni e forte nel consenso popolare” ha affermato il presidente del Consiglio.

Redazione

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