Processo Eternit, Schmidheiny condannato a 18 anni

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foto via: agi.it

Torino – È stato condannato a 18 anni di reclusione per disastro ambientale doloso e omissione dolosa di cautela antinfortunistica l’imprenditore elvetico Stephan Schmidheiny, imputato a Torino nel processo Eternit. In primo grado era stato condannato a 16 anni. La Corte d’appello di Torino ha inoltre disposto risarcimenti per 20 milioni di euro alla Regione Piemonte e di oltre 30,9 milioni per il comune di Casale Monferrato. L’imprenditore è stato ritenuto responsabile anche per le morti negli stabilimenti di Bagnoli (Napoli) e Rubiera (Reggio Emilia).

Stephan Schmidheiny, 66 anni, è l’unico imputato rimasto al processo Eternit dopo la morte a 92 anni, avvenuta il 21 maggio scorso, del barone belga Louis De Cartier De Marchienne. Entrambi erano stati condannati a 16 anni, il 13 febbraio 2012, per disastro doloso permanente e omissione dolosa di misure antinfortunistiche. I pg Raffaele Guariniello, Gianfranco Colace, Sarah Panelli e Ennio Tomaselli, avevano chiesto una condanna a 20 anni di carcere. La sentenza di oggi potrebbe influenzare anche il processo Eternit-bis contro lo stesso Schmidheiny, accusato di omicidio volontario di almeno 200 persone.

In aula ad attendere la sentenza per il disastro negli stabilimenti italiani della multinazionale dell’amianto, circa 700 persone in arrivo da tutta Europa: 400 solo da Casale Monferrato da cui sono partiti 7 bus, un altro centinaio dalla Francia a bordo di due pullman, una settantina dall’Emilia Romagna. Presenti anche i minatori della Lorena e altre delegazioni da tutta Europa.

«Sono stravolta dalla stanchezza, ma finché posso vado avanti». Romana Blasotti, 84 anni, commenta così la condanna di Schmidheiny. L’anziana, che ha visto morire di tumore cinque parenti, tutti lavoratori alla Eternit, ha avuto un malore al momento della lettura della sentenza. «Pensavo fosse stato assolto», spiega l’anziana, che si è subito ripresa.

La sentenza di Torino «incoraggia la battaglia delle vittime dei familiari e delle persone oneste per un mondo migliore senza amianto e senza quella sete di profitto cui sacrificare vite umane». L’Osservatorio Nazionale Amianto commenta così la condanna dell’imprenditore svizzero Stephan Schmidheiny, annunciando che «proseguirà la sua battaglia per avere giustizia per le altre vittime, quelle di Napoli, come quelle di Siracusa, come di ogni altra parte d’Italia cadute per via delle fabbriche di Eternit lì presenti, così come nei confronti di ogni altro responsabile».

Alberto Staiz

Foto homepage: www.adnkronos.com

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