Primarie centrosinistra, urne aperte: si decide il prossimo candidato premier

Primarie centrosinistra

Aperte le urne delle primarie del centrosinistra

Dopo giorni intensi di polemiche, comizi e confronti più o meno diretti, è finalmente arrivato il momento del voto: alle ore 8 di questa mattina si sono infatti aperti i seggi delle primarie del centrosinistra. Almeno un milione e mezzo gli elettori che si sono già pre-registrati così da assicurarsi la possibilità di scegliere tra Renzi, Bersani, Vendola, Tabacci e Puppato il candidato premier che, in occasione delle prossime elezioni politiche, andrà a scontrarsi con la scelta del centrodestra. Tenuto conto del fatto che anche coloro che non hanno effettuato la pre-registrazione possono comunque procedere al voto, questi numeri – superiori rispetto alle aspettative – fanno comunque sorridere il centrosinistra e, in particolare lo staff di Bersani, che non ha nascosto di aspirare a una vittoria secca e immediata.

Le urne dei 9.239 seggi coinvolti nell’operazione si chiuderanno alle ore 20. Quindi, sarà il momento di spoglio e conteggi: secondo i sondaggi, tuttavia, la partita si chiuderà difficilmente dopo questo primo turno. L’attuale leader del Partito democratico vanterebbe un 45-47% di preferenze di poco non sufficiente per evitare, al ballottaggio, lo scontro diretto con il sindaco di Firenze Matteo Renzi, al momento accreditato come seconda forza in campo in termini di possibili consensi. Da tenere comunque d’occhio anche Nichi Vendola, chiamato a vestire i difficili panni dell’outsider.

Così, mentre gli elettori si recano a votare, fanno ancora a discutere alcune delle dichiarazioni rilasciate dai candidati in occasione della giornata di ieri, ultima occasione per lanciare appelli e messaggi prima della chiusura della campagna elettorale. Da parte di Bersani, arriva in particolare, la possibilità di un’apertura, pur condizionata, nei confronti dell’Idv: «Bisogna che ci siano gesti politici significativi che chiariscano e correggano. Con meno di questo non basta dire ci siamo. Credo che sia chiaro a tutti che adesso non si può più scherzare». Da Genova, il numero uno del Pd ha inoltre ribadito a proposito di alcune delle posizioni prese dall’Italia dei Valori nel corso dell’ultimo anno: «Dalle posizioni sul presidente della Repubblica fino al Pd, bisogna che ci siano gesti politici significativi».

Se Bersani guarda già al futuro, Renzi si concentra sull’obiettivo minimo, che è quello di arrivare al ballottaggio del prossimo 2 dicembre: «Ad un giorno dalle primarie credo nella mia vittoria molto più di quando siamo partiti da Verona. La partita è aperta e se noi riusciamo non a convincere gli indecisi, ma semplicemente a portare a votare tutti quelli che dicono io tra i cinque voterei Renzi, noi queste primarie le vinciamo». Consapevole di poter raccogliere molti consensi al di fuori del canonico elettorato del centrosinistra, il sindaco di Firenze ha infine lanciato un appello: «Si può votare anche se non si é prenotati/registrati. Io ad esempio non l’ho fatto. Domani vado in coda, come tutti quelli che non si sono prenotati. E voto».

Mara Guarino

Foto homepage via: tg24.sky.it

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