Premio Campiello: panoramica sui 5 finalisti

La collina del vento di C. Abate

Pochi sono  in Italia i premi letterari davvero ‘famosi’ e noti al grande pubblico, anche se non particolarmente ferrato o formato da  lettori forti, tra cui senza dubbio lo Strega e il Campiello. Proprio riguardo il riconoscimento assegnato ogni anno dagli industriali veneti, giunto nel 2012 alla 50° edizione, si è saputa da pochi giorni la selezione della cinquina finalista. L’annuncio dei cinque autori (e relativi libri) è stato accompaganto da un  messaggio propositivo di Massimo Cacciari, presidente della giuria dei Letterati: «Se non investiamo sistematicamente nel patrimonio letterario e culturale non ci sarà alcuno sviluppo per noi, né per l’Europa».

La definizione della cinquina è stata piuttosto ‘rapida’, con appena due turni di votazioni per arrivare ad un verdetto che ha visto emergere Carmine Abate con La collina del vento (8 preferenze), Francesca Melandri per Più alto del mare e Marco Missiroli con Il senso dell’elefante (ognuno con 7 preferenze), Giovanni Montanaro con Tutti i colori del mondo e Marcello Fois con Nel tempo di mezzo (6 voti). In attesa del 1 settembre e della cerimonia di premiazione, con la scelta del vincitore che verrà dalla giuria dei  Trecento lettori, ecco qualche notizia in più sui romanzi selezionati, invito ai lettori di WakeupNews a scoprirli e – magari – tentare un toto-vincitore mettendo alla prova le proprie abilità di critica letteraria.

Ha i toni del romanzo storico, intrecciati con i tratti del giallo e della narrazione epica che contraddistingue le grandi saghe familiari, il  romanzo di Abate. La collina del vento (Mondadori, € 17,50) è l’altura di Rossarco, luogo il cui fascino naturale è secondo solo all’insieme di misteri che la avvolge, misteri che vengono a galla quando una campagna di scavi archeologici ‘ferisce’ quella terra magica alla ricerca di Krimisa, città mitica e mitologica, sorta di Atlantide affacciata sul mar Jonio. A proteggere la collina la famiglia Arcuri, il maturo Michelangelo e il più giovane Rino in prima linea, custodi di un sistema di valori che Rossarco rappresenta ed erige a baluardo contro violenze, soprusi e tentativi criminali mascherare lo scempio del paesaggio del territorio dietro la maschera dell’energia pulita. Un racconto che tocca temi attuali – come il business dell’energia eolica – e insieme riporta l’attenzione sui grandi problemi  del più recente passato – in primo piano la questione meridionale – sullo sfondo della storia d’Italia XX e del primo XXI secolo.

Più alto del mare di F. Melandri

In Più alto del mare (Rizzoli, € 17) di Francesca Melandri torna la grande Storia – bloccata però nel momento cruciale degli anni di piombo del terrorismo e della Guerra Fredda – e i  paesaggi marini, dove emerge quell’Isola (l’Asinara) che ospita un carcere di massima sicurezza. Questa la mèta del silenzioso pellegrinaggio di Paolo e Luisa (lui visita il figlio ‘bombarolo’, lei il marito, macchiatosi di un ‘comune’ assassinio ) e questo il luogo da cui – per l’alzarsi del vento – non riusciranno a tornare indietro: la loro notte sull’Isola sarà occasione per una riflessione sulle loro esistenze, sui propri fallimenti, ma anche sulla situazione di chi della vita carceraria, pur conoscendola da vicino, vive ai margini, nel perenne ricordo di coloro che sono stati vittima del volontà omicida di un proprio parente. Insieme a loro chi, della violenza quotidiana che si consuma in carcere, è testimone diretto pur non essendo un detenuto: il secondino Nitti, un carceriere a sua volta carcerato.

Il senso dell'elefante di M. Missiroli

Marco Missiroli ne Il senso dell’elefante (Guanda, € 16) racconta la storia di Pietro e del dottor Luca Martini, il primo portinaio nel condimonio  milanese dove il secondo, distinto medico pediatra, vive con la famiglia. I due hanno un oscuro e misterioso legame, le cui radici affondano in un passato lontano, in una Rimini che inevitabilmente non può non riportare alla memoria sensazioni ed atmosfere felliniane, quando una giovane donna entra come un turbine nella vita inquieta di un sacerdote dalla fede vacillante (lo stesso Pietro). La vicenda affronta temi profondi nella sfera dei sentimenti - come il senso e la forza dell’amore paterno – ma anche la straziante attualità dell’eutanasia, straziante perchè quella praticata nel romanzo è spinta dalla pietà verso piccoli pazienti innocenti le cui infermità e sofferenze sono più dure da accettare.

Giovanni Montanaro con Tutti i colori del mondo (Feltrinelli, € 14) sceglie la struttura formale di un’epistola per dare voce a Teresa Senzasogni, ragazza che – nell’anno 1881 – vive in Belgio, a Gheel, noto per essere il paese ‘dei matti’. Destinatario della missiva è un suo coetaneo: Vincent Van Gogh ‘prima’ di diventare il Van Gogh pittore che tutti conoscono. A lui la protagonista parla, dieci anni dopo averlo incontrato e aver vissuto con lui un amore non corrisposto, svelando una personalità complessa e ‘multicolore’, forse pazza o forse no, certo imprigionata nella gabbia della follia e del dolore.

Nel tempo di mezzo di M. Fois

Marcello Fois porta avanti in Nel tempo di mezzo (Einaudi, € 20) l’epopea della famiglia Chironi, i maestri artigiani del ferro già incontrati nel suo precedente Stirpe. Al centro del nuovo romanzo la vicenda di Vincenzo  – giovane (apparentemente) orfano che fino a 27 anni di età ‘non esiste’ se non su un foglio di carta che ne certifica la data di nascita- in una terra che, nel 1943, lo accoglie, lo adotta e gli offre un’identità (il cognome Chironi, appunto), delle radici: la Sardegna. Quella stessa terrà gli porterà una guida spirituale – il pastore cieco – e  un amore, incarnato dalla figura di Cecilia, ma anche ostacoli e impedimenti lungo un arco cronologico che dagli anni della Guerra arriva al 1978, portando il lettore a riprendere le fila della storia generazionale di Chironi in un capitolo (il secondo) che prevede già (prossimamente) una terza e conclusiva fase.

Chi si porterà quindi a casa, tra pochi mesi, il Premio Campiello, affiancando l’esordiente Roberto Andò che con il suo romanzo Il trono vuoto ha conquistato il Premio Campiello Opera Prima? Mandateci il vostro pronostico.

Laura Dabbene

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